20/03/2026
Con la scomparsa di Romano Danielli, la comunità del teatro di figura perde non soltanto un Maestro generoso e creativo, ma una presenza capace di tenere insieme, con naturalezza rara, memoria e invenzione.
Custode di un sapere antico, Danielli ne è stato anche interprete vivo e originale, capace di rinnovarlo senza tradirlo, restituendolo ogni volta al pubblico con autenticità.
Nel suo lavoro, il gesto e la scena si facevano un unico linguaggio: un teatro fatto di materia, voce e ritmo, in cui la tradizione non era mai forma da conservare, ma pratica da abitare.
La sua eredità resta in questa capacità di tenere aperto il mondo del burattino, tra ciò che è stato e ciò che ancora può essere.