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PFAM Piccolo Festival di Antropologia della Montagna
Un weekend in Appennino di incontri, concerti, teatro Abbiamo scelto l’autunno per non disturbare.

Il Festival nasce da chi in montagna ci abita; in particolare da ragazzi. L’idea è quella di far parlare la montagna, concederle la possibilità di presentarsi e farsi conoscere sotto l’aspetto più interessante ma non immediatamente percepibile; la sua cultura. Approfondire il senso dei luoghi, la vasta e poco conosciuta mitologia, l’architettura spontanea, la preziosissima tradizione orale, l’iden

tità delle comunità che ci vivono e le dinamiche di abitare un territorio, significa valorizzare aspetti che finora hanno fatto parte solo di una superficiale considerazione periferica sul perché si frequenti la montagna. Il nostro intento, invece, è di riuscire a dare un ruolo fondamentale a tutto questo e sostenere che, oltre all’aspetto naturalistico ed escursionistico, la montagna possa essere visitata per la sua cultura, per ciò che di più insospettabile e profondo riesce ancora a far vivere e consegnare. Per fare in modo che, anche col tempo incerto e il primo freddo, passata l’estate, i funghi, la caccia e in attesa della neve, in montagna ci sia qualcosa da fare. Il Festival porterà antropologi, scrittori, artisti, musicisti a parlare di montagna. Li accomunerà dietro a un unico significato; raccontare quanto di prezioso ci sia da scoprire. E quanto valga la pena venire, passeggiare in un sentiero, tra le vie di un paese, e riuscire a cogliere e decifrare segnali che sembravano muti. Ci saranno itinerari a tema, convenzioni con i negozianti del luogo, accordi con i punti di ristoro e soggiorno in modo da proporre un pacchetto turistico; un fine settimana dedicato al Piccolo Festival della Montagna che avrà cadenza annuale nel paese di Berceto.

Ritorno in Appennino: abitare tra le pieghe della montagnaC'è un movimento sottile che attraversa i crinali dell'Appenni...
21/07/2026

Ritorno in Appennino: abitare tra le pieghe della montagna

C'è un movimento sottile che attraversa i crinali dell'Appennino, un respiro che va e viene come le stagioni: qualcuno torna, qualcuno arriva, qualcuno resta solo per un tratto di tempo, portando con sé altre geografie, altre lingue, altre vite.

Non è più solo la montagna di chi non l'ha mai lasciata, né quella di chi vi fa ritorno per sempre: è una montagna abitata a intermittenza, fatta di presenze che si alternano come luce e ombra sui versanti — un abitare translocale che sfugge alle vecchie parole con cui eravamo abituati a raccontare l'appartenenza a un luogo.

Pfam 2026 vuole ascoltare questo respiro, senza la priorità di definirlo. Vuole chiedersi quali strumenti – di parola, di cura, di comunità – possano aiutare i paesi a leggere le ragioni profonde di chi abita la montagna in modo discontinuo, senza vederli come ospiti di passaggio ma come parte viva del suo dive**re. E vuole, allo stesso tempo, aprire un varco perché i nuovi abitanti imparino ad avvicinarsi a chi la montagna la conosce da sempre: alle sue fatiche, alle sue contraddizioni, alla sua memoria, ai problemi che porta incisi.

Non cerchiamo di narrare un ritorno romantico, ma andiamo oltre alla narrazione per concretizzare un incontro possibile: un dialogo tra chi resta e chi passa, tra radici e passaggi, capace di far germogliare – tra le pieghe dell'Appennino – un modo nuovo di abitare, insieme.

Come sempre, a Berceto, 24 e 25 ottobre 2026

Tenetevi pronti!

Indirizzo

Via Romea
Berceto
43042

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