10/04/2026
11-19 aprile. Residenza a Berlino, ospite di .
Cosa vuol dire "fare una residenza": avere l'enorme fortuna di passare molto tempo in uno spazio adatto alla creazione, lontano dalla quotidianità.
Ho deciso di usare questo tempo e questo spazio per rifocalizzare la mia poetica artistica.
Quando si è sempre immersi nel "fare" e nel "fare per altre persone",
è facile confondersi, non vedere più i segni, perdersi dei pezzi.. esaurirsi.
Cosa porto con me?
Difficile scegliere.
La mia vita artistica è fatta di canzoni, poesie, drammaturgie, regie, cura, relazioni, immagini, azioni, viaggi, antropologia...
Non ha un unico codice.
Cosa farò?
Come farò a comunicarlo?
Lasciare a casa i Maestri e portare solo I Compagni di Viaggio?
Parole mie o parole di altri?
Come si programma la solitudine della creazione?
Ho condiviso queste riflessioni con amiche colleghe in questi giorni, che ringrazio per avermi fondamentalmente detto:
"non avere paura, non giudicarti".
Gli unici consigli sensati.
Sarò da sola in uno spazio vuoto per una settimana.
Il punto di partenza.
L'origine di ogni cosa.
Chiunque abbia a che fare con l'arte, sa quanto questo oggi sia un privilegio. Ne sono grata.