Attraverso una mostra multimediale e un ricco ciclo di incontri, l’evento propone un tema emblematico: il processo industriale e la sperimentazione di nuovi materiali, che tra la fine degli anni '50 e la prima metà degli anni '70, ha coinvolto progettisti e produttori in una ricerca comune sia in architettura che nel disegno industriale. In architettura, tra gli esponenti che meglio hanno interpre
tato questo spirito di ricerca e sperimentazione sono da annoverare gli architetti Bruno Morassutti con Angelo Mangiarotti, e Gino Valle con Giorgio Macola che hanno sviluppato una significativa analisi sulla produzione degli elementi tipizzati e ripetibili. Parallelamente nell'ambito dell'industrial design, il segno dell'innovazione è riscontrabile nel passaggio dalla visione, tradizionalmente artigianale a quella seriale dell'oggetto. Già in occasione della X Triennale del 1954, intitolata “Rassegna internazionale dell'Industrial Design”, si celebrava l'aspetto industriale della produzione dando un forte impulso alla maturazione culturale del design in Italia. Si favorì la divulgazione della nozione di “Industrial design” contribuendo per la prima volta a considerare le relazioni tra produzione industriale, estetica, funzione e consumatore. In questo clima, si avviano progetti industriali e di ricerca che contraddistinguono l'origine di alcune aziende nate in Italia tra gli anni '50 e '60, tra cui sono da annoverare Flos e B&B Italia, che in sinergia con la creatività di alcuni designer come Achille e Pier Giacomo Castiglioni e Tobia Scarpa hanno realizzato oggetti che permangono ancora oggi, a distanza di cinquant'anni e ascrivibili ad una stagione unica del design italiano riconosciuta in tutto il mondo.