17/05/2026
Botticelli ❤️
Buongiorno a tutti 🌞🌞🌞
Questa mattina ho ancora in corpo tutte le belle energie generare e condivise durante la terza lezione di ieri, fra colori, inchiostri simbolismi e 🫶
Tanta, tanta, tanta bellezza, apprendimento,crescita e condivisione, e siccome nulla accade per caso...oggi Professor X 🫶 ( grazie 🥰) ci ricorda il buon e caro Botticelli 🎨.
Vi aspetto con gioia tutti il prossimo sabato dalle ore 15:00 alle ore 16:30, dai kalamkari passeremo alle miniature 😯😲🤯 sempre nel nostro luogo del ❤️ Damarco
Con affetto e gratitudine Anna SfavillArte21
Era nato fragile. Debole. Un bambino che nessuno pensava sarebbe vissuto a lungo. Da ragazzo osservava: non i volti ma gli SGUARDI e i sorrisi nascosti che dicono più di mille discorsi. A 14 anni entra nella bottega di Filippo Lippi: impara la linea, la grazia, la dolcezza. Ma dipingere bene non gli basta. Perché Botticelli non vuole rappresentare la bellezza. Vuole capire da dove nasce. E fu così che nacquero i suoi capolavori.
Nella Primavera non dipinge una scena. Ma un mondo che cambia. Zefiro insegue, e Flora si trasforma. Non è mito. È una teoria dell’amore. Perché l’AMORE non è possesso. È trasformazione. Solo chi ama conosce. «E tutto quello che capisco, lo capisco perché amo». Poi un giorno vide una ragazza: Simonetta Vespucci. Se ne innamora. Simonetta mori a soli 21 stroncata da un attacco di tisi fulminante.
E fu così che nacque La Nascita di Venere. Una donna emerge dal mare su una conchiglia. Non cammina. Non pesa. Appare. Perché Venere non è una figura. È un ISTANTE che respira. Il suo volto non è perfetto. Il suo collo è troppo lungo. I suoi occhi troppo grandi. Eppure per secoli ha affascinato milioni di persone. Perché la bellezza, ci ricorda Botticelli, non è simmetria. È vibrazione. Ecco perché nelle sue figure c’è sempre una crepa. Una malinconia sottile. Una nostalgia indefinibile. Perché la bellezza non seduce, EMOZIONA.
Oggi, invece viviamo in un’epoca che ha trasformato il corpo in merce e la bellezza in consumo: volti identici, labbra a canotto, zigomi fatti con lo stampino. Ecco perché ricordare Botticelli. Ci ha mostrato che la bellezza non è un modello da replicare, correggere e standardizzare. Che non conta la bellezza che hai avuto ma la bellezza hai cercato e creato. Botticelli non era solo un pittore. Era un modo di sentire che abbiamo perso. Perché alla fine non è che la bellezza ti salva, siamo noi a dover salvare la bellezza.
Guendalina Middei, anche se voi mi conoscete come Professor X