09/03/2023
DILDRAKE 5/5
Terminiamo oggi con questo quinto post il racconto di come a noi in demo design studio piaccia progettare i pezzi più assurdi mai visti, sfidando anche le emotività più chiuse e le menti meno predisposte all’innovazione.
Nel senso che un sorriso prima o poi finiamo per strapparlo a tutti, pure a quelli “seri”.
Sei sopra le righe, mi dissero, tutto ciò che fai è un po’ troppo sopra le righe, non funzionerà col mercato che c’è oggi mi disse la tipina esperta (!!!) di Milano qualche anno fa, durante una colazione in cui si sfondò di qualsiasi cornetto presente in Brera nel raggio di cinque chilometri.
Credo fosse insoddisfazione, quella mancanza di endorfine che ti fanno ricercare il piacere in ogni modo in ogni dove in tutti i luoghi e in tutti i bar. O laghi che siano.
Io ho risolto tornando a correre e iscrivendomi alla Fidal. Ma è ovvio che non tutti lo faranno, quindi ho cominciato a stare ancora più sopra le righe ed ho esagerato.
Nel dubbio esagera, esagera sempre dice a ragione qualcuno di famoso su LinkedIn e io ne sono la riprova.
Poi quando vi dicono che il mercato cerca qua e cerca là… allora ragazzi e ragazze il mercato non esiste, il mercato lo creano il designer e l’impresa con le loro proposte, con i cuori e con le menti che sanno di rischiare e di fare dei passi oltre.
Che nel migliore dei casi si va in alto, molto in alto fino a stare appunto .
Ecco io sto lì e sono contento di starci, per il momento, mi godo “la situa” come dice mia figlia e un po’ ci sguazzo e ghe sto guaìvo come se dise dae me parti.
Ed è per questo motivo che posso produrre questi pezzi. Che a dirla tutta sono difficili per me, non sono un ceramista, non mi riescono mai alla prima botta, ma alla fine escono eccome e ci danno una soddisfazione che a parole per quanto ben scritte è difficile esprimere nella totalità dei fatti.
Adesso però sono arrivato a un dunque.
Lo voglio e lo devo produrre.
La mia amica nel frattempo ne vuole uno diverso, non vi svelo il tema perché sarà una sorpresa anche questa.
E ora, dopo queste ultime renderizzazioni, che servono anche per godere del lavoro appena svolto crogiolandosi un po’ nel desiderio di realizzarlo, che producono altri ragionevoli dubbi e pongono domande di ogni ordine e grado sia al progettista che ai realizzatori tutti, provo a porre io una domanda al mio pubblico.
So che avete altro da fare e che forse del robottone s*xycornuto troppo poco ancora conoscete al momento, ma per chi vorrà scambiare due pareri col sottoscritto chiedo
Al di là degli usi previsti e imprevisti che ognuno di noi potrebbe farne, così d’istinto, se chiudete gli occhi per un attimo, senza pensare al prezzo o ad un colore specifico, eliminando tutte quelle sovrastrutture morali che a volte ci obbligano ad interpretare l’ininterpretabile, per chi vorrà e se la sentirà di dire la sua come mi ci sento io in questo momento e raggiungendomi per un istante nel mio mondo sopra le righe - e credetemi che qui si sta un gran bene:
Lo immaginate il Goldrake Se###ramics in qualche luogo del pianeta? E se sì, dove di preciso? Quanto grande è e chi ne è il fortunato proprietario?
Chiedo a voi perché l’ho già chiesto io al Maestro e mi ha detto che la risposta è dentro di me… ma è sbagliata! 😀
Adesso dai ci divertiamo un po’, perché come dico sempre io, la ceramica, se non dà felicità, non serve a nulla.