Bibart Biennale Internazionale d'arte

Bibart Biennale Internazionale d'arte BIBART è la prima rassegna biennale internazionale d’arte contemporanea del capoluogo pugliese. quinta Edizione 2026 con tante novità!

“Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile,                                                     ...
21/06/2026

“Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile, e all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile” Francesco d’Assisi.
Bibart Biennale d’arte contemporanea 2026. Due le novità della 5^ edizione tre sedi espositive, Bari Museo dei pigmenti naturali colorati Centro d'Arte Santa Teresa dei Maschi e Chiesa di San Gaetano, Martina Franca Conservatorio di S. Maria della Misericordia (ex convento delle Monacelle) altra novità della 5^ edizione è l’apertura di una sessione di artisti che confluiscono nel filone artistico definito ART BRUT. L’idea nasce dalla collaborazione di Miguel Gomez, direttore della Bibart e il direttore artistico Art Brut22 Pasquale Rubino e le Associazioni di promozione sociale Occhi Verdi e ventidue.tv, nate nell’ambito del GRUPPO PHOENIX – Ente Gestore di strutture di riabilitazione psichiatrica – con l’obiettivo di promuovere percorsi di inclusione sociale e di migliorare la qualità della vita. L’arte che cura dando forma, espressione ad un vissuto che ha creato sofferenza, questo è il fascino dell'Art Brut, capace di aprire dinamiche emozionali non comuni. Questi autori creano senza preoccuparsi delle critiche pubbliche e delle opinioni degli altri. Non cercando né riconoscimento né approvazione, progettano un universo per proprio uso. Il loro lavoro, non è toccato dalle influenze esercitate dalla tradizione artistica e utilizza modalità di rappresentazione uniche. La nozione di Art Brut si basa sia su caratteristiche sociali che su particolarità estetiche. L’Art Brut nasce subito dopo la fine della seconda guerra mondiale grazie all'artista franceses Jean Dubuffet (1901-1985) che fu per tutta la vita un ribelle e si oppose all'arte tradizionale per ricercare nuove forme espressive. Pittore e scultore, ma anche filosofo e teorico dell'arte, il suo interesse verteva sulle persone prive di formazione culturale, coloro che vivevano ai margini della società, estranei ai circuiti dell'arte tradizionale (in particolare bambini e malati psichiatrici), capaci di esprimere il proprio immaginario, rompendo i contatti con la realtà. I pazienti psichiatrici erano gli artisti che Dubuffet preferiva: amava scovare persone recluse che si sentivano comunque libere di creare. Visitò in lungo e in largo manicomi e case di persone con disturbi mentali, cercando, nelle cartelle cliniche e nei luoghi da loro abitati, la testimonianza del loro tratto caotico. Un linguaggio composto da alfabeti misteriosi, da forme vorticose e ipnotiche. Colori violenti che rappresentavano fragili stati mentali e prospettive non conformi al mondo. Notevoli, forse proprio perché imbevuti dell'infelicità, del dolore e della miseria umana, espressione della loro condizione di reclusi e di persone inascoltate.

Info: bibartbiennale@gmail.com              BIBART,  Biennale d’Arte contemporanea per la quinta  edizione  aumenta il n...
05/05/2026

Info: [email protected] BIBART, Biennale d’Arte contemporanea per la quinta edizione aumenta il numero delle opere esposte per ogni artista portandole a quattro, Bibart si svolgerà in due città: Bari e Martina Franca, il periodo espositivo si terra dal 10 luglio al 10 agosto 2026, l’esposizione a Bari avverrà in Chiese storiche del borgo antico, Santa Teresa dei Maschi (Museo del Colore) e San Gaetano, Martina Franca (TA) Conservatorio di Santa Maria della Misercordia detto Convento delle Monacelle. Il tema dell’edizione 2026 è “La Speranza”
“Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile, e all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile” Francesco d’Assisi

Parlare oggi di speranza è un atto di coraggio. Le notizie che arrivano raccontano di guerre, genocidi, distruzione e futuri interrotti. Le immagini scorrono veloci sugli schermi e ci appaiono feroci ma poi passano e ci facciamo prendere dalla vita di tutti i giorni, ma il peso che portano quelle immagini è reale: città distrutte, persone costrette a lasciare tutto, bambini assassinati. In mezzo a tutto questo, la speranza può apparire fragile e quasi fuori luogo.
Eppure è proprio nei momenti più bui che la speranza diventa necessaria. Non è un’illusione ingenua né un modo per ignorare la realtà. Al contrario, è una scelta cosciente e consapevole: quella di credere che, nonostante tutto, qualcosa possa cambiare. È la forza che spinge chi soffre a rialzarsi, chi ha perso tutto a ricominciare, chi osserva da lontano a non restare indifferente.
La speranza oggi non è fatta di grandi promesse, ma di piccoli gesti. È nelle mani di chi aiuta, nelle parole di chi consola, nelle decisioni di chi sceglie la pace invece della violenza. È nel rifiuto di abituarsi alla guerra, nel continuare a indignarsi, nel non smettere di immaginare un mondo diverso.
Forse la speranza non può fermare da sola i conflitti, ma può cambiare il modo in cui gli esseri umani reagiscono ad essi. Può unire invece di dividere, costruire invece di distruggere. E anche se sembra poco, è da lì che ogni cambiamento ha inizio. In questo contesto, l’arte assume un ruolo fondamentale. L’arte non ferma le guerre, ma può cambiare lo sguardo delle persone. Può dare voce a chi non ne ha, raccontare il dolore senza banalizzarlo, e allo stesso tempo aprire spiragli di senso. L’arte può denunciare, ma anche curare. Può trasformare la sofferenza in espressione, il caos in significato. Può ricordarci che, nonostante tutto, condividiamo emozioni, paure e desideri. In un mondo diviso, l’arte costruisce ponti invisibili.
La speranza oggi non è qualcosa di grande e luminoso, ma qualcosa di piccolo e ostinato: un gesto, una parola, un’opera che riesce a farci prendere coscienza e consapevolezza.
In un mondo ferito, la speranza non è debolezza. È resistenza. Novità della 5^ edizione è l’apertura di una sessione di artisti che confluiscono nel filone artistico definito ART BRUT. L’idea nasce dalla collaborazione della Bibart Biennale con il gruppo ArtBrut22 e le Associazioni di promozione sociale Occhi Verdi e ventidue.tv, nate nell’ambito del GRUPPO PHOENIX – Ente Gestore di strutture di riabilitazione psichiatrica – con l’obiettivo di promuovere percorsi di inclusione sociale e di migliorare la qualità della vita. L’arte che cura dando forma, espressione ad un vissuto che ha creato sofferenza, questo è il fascino dell'Art Brut, capace di aprire dinamiche emozionali non comuni. Questi autori creano senza preoccuparsi delle critiche pubbliche e delle opinioni degli altri. Non cercando né riconoscimento né approvazione, progettano un universo per proprio uso. Il loro lavoro, non è toccato dalle influenze esercitate dalla tradizione artistica e utilizza modalità di rappresentazione uniche. La nozione di Art Brut si basa sia su caratteristiche sociali che su particolarità estetiche. L’Art Brut nasce subito dopo la fine della seconda guerra mondiale grazie all'artista francese Jean Dubuffet (1901-1985) che fu per tutta la vita un ribelle e si oppose all'arte tradizionale per ricercare nuove forme espressive. Pittore e scultore, ma anche filosofo e teorico dell'arte, il suo interesse verteva sulle persone prive di formazione culturale, coloro che vivevano ai margini della società, estranei ai circuiti dell'arte tradizionale (in particolare bambini e malati psichiatrici), capaci di esprimere il proprio immaginario, rompendo i contatti con la realtà. I pazienti psichiatrici erano gli artisti che Dubuffet preferiva: amava scovare persone recluse che si sentivano comunque libere di creare. Visitò in lungo e in largo manicomi e case di persone con disturbi mentali, cercando, nelle cartelle cliniche e nei luoghi da loro abitati, la testimonianza del loro tratto caotico. Un linguaggio composto da alfabeti misteriosi, da forme vorticose e ipnotiche. Colori violenti che rappresentavano fragili stati mentali e prospettive non conformi al mondo. Notevoli, forse proprio perché imbevuti dell'infelicità, del dolore e della miseria umana, espressione della loro condizione di reclusi e di persone inascoltate.

📚𝙋𝙧𝙚𝙢𝙞𝙤 𝙇𝙚𝙩𝙩𝙚𝙧𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙉𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙚 𝙑𝙞𝙩𝙩𝙤𝙧𝙞𝙤 𝙎𝙩𝙖𝙜𝙣𝙖𝙣𝙞 2026, "𝙋𝙪𝙜𝙡𝙞𝙖: 𝙪𝙣 𝙤𝙧𝙞𝙯𝙯𝙤𝙣𝙩𝙚" 𝙞𝙡 𝙩𝙚𝙢𝙖 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙄𝙑 𝙚𝙙𝙞𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚🪶📖Aperte le candida...
17/04/2026

📚𝙋𝙧𝙚𝙢𝙞𝙤 𝙇𝙚𝙩𝙩𝙚𝙧𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙉𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙚 𝙑𝙞𝙩𝙩𝙤𝙧𝙞𝙤 𝙎𝙩𝙖𝙜𝙣𝙖𝙣𝙞 2026, "𝙋𝙪𝙜𝙡𝙞𝙖: 𝙪𝙣 𝙤𝙧𝙞𝙯𝙯𝙤𝙣𝙩𝙚" 𝙞𝙡 𝙩𝙚𝙢𝙖 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙄𝙑 𝙚𝙙𝙞𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚🪶

📖Aperte le candidature per la IV edizione del Premio Letterario Nazionale Vittorio Stagnani, sezione di Bibart Biennale Internazionale d'arte.

🫵🏼In concorso racconti brevi, che abbiano per tema "Puglia: un orizzonte". Due le categorie 𝙎𝙚𝙣𝙞𝙤𝙧, dalla maggiore età in su, e 𝙂𝙞𝙤𝙫𝙖𝙣𝙞, per la fascia compresa fra il 15° e 18° anno.

"𝘌𝘳𝘢 𝘱𝘪𝘢𝘤𝘦𝘷𝘰𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘪𝘳𝘳𝘪𝘯𝘶𝘯𝘤𝘪𝘢𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘤𝘩𝘦, 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘥𝘰𝘱𝘰, 𝘭𝘢 𝘴𝘤𝘦𝘭𝘵𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘵𝘦𝘮𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘗𝘳𝘦𝘮𝘪𝘰 𝘢 𝘭𝘶𝘪 𝘥𝘦𝘥𝘪𝘤𝘢𝘵𝘰 𝘳𝘪𝘤𝘢𝘥𝘦𝘴𝘴𝘦 𝘴𝘶𝘭𝘭𝘢 𝘗𝘶𝘨𝘭𝘪𝘢 [...] 𝘜𝘯𝘢 𝘴𝘰𝘳𝘨𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘴𝘱𝘶𝘯𝘵𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘨𝘭𝘪 𝘪𝘯𝘯𝘶𝘮𝘦𝘳𝘦𝘷𝘰𝘭𝘪 𝘢𝘳𝘵𝘪𝘤𝘰𝘭𝘪 𝘧𝘪𝘳𝘮𝘢𝘵𝘪 𝘴𝘶𝘭𝘭𝘦 𝘵𝘦𝘴𝘵𝘢𝘵𝘦 𝘯𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘪 𝘦 𝘭𝘰𝘤𝘢𝘭𝘪, 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘢
𝘤𝘳𝘰𝘯𝘢𝘤𝘢 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘶𝘭𝘵𝘶𝘳𝘢; 𝘰𝘨𝘨𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘪 𝘴𝘶𝘰𝘪 𝘭𝘪𝘣𝘳𝘪, 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘴𝘢𝘨𝘨𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘥𝘪 𝘯𝘢𝘳𝘳𝘢𝘵𝘪𝘷𝘢; 𝘰𝘭𝘵𝘳𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘰𝘭𝘰𝘳𝘦 𝘪𝘮𝘱𝘳𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘯𝘦𝘪 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘳𝘥𝘪 𝘱𝘰𝘪 𝘳𝘪𝘵𝘳𝘢𝘵𝘵𝘪 𝘴𝘶 𝘵𝘦𝘭𝘢." FaBrizio Stagnani, direttore artistico del Premio Letterario Nazionale Vittorio Stagnani

📎Link diretto al Bando di concorso qui 👉🏽 bit.ly/PremioNazionaleLetterarioStagnani , altrimenti per sapere come partecipare scannerizza il QRCode in locandina🤳🏽

⏳Le opere dovranno essere inviate alla Segreteria entro e non oltre giovedì 10 settembre 2026⌛

🙌🏼Partner del Premio sono Mario Adda Editore e la Fondazione Tatarella, Bibart Biennale Internazionale d'arte gode del patrocinio di Regione Puglia, Comune di Bari, Comune di Martina Franca e Fondazione Caracciolo - De Sangro.

✍🏽Grafiche a cura di

Vallisa Cultura Federico II Eventi

-Racconti brevi- BANDO DI CONCORSO Il Premio Letterario Nazionale Vittorio Stagnani, giunto alla sua quarta edizione, è dedicato a Vittorio Stagnani, giornalista, scrittore e pittore, autore di numerosi libri, amante della natura e cultore gastronomico, figlio della Puglia più vera. Il Premio è u...

14/04/2026

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Indirizzo

Bari

Orario di apertura

Lunedì 00:00 - 00:15
Martedì 10:30 - 13:00
16:30 - 19:00
Mercoledì 10:30 - 13:00
16:30 - 19:00
Giovedì 10:30 - 13:00
16:30 - 19:00
Venerdì 10:30 - 13:00
16:30 - 19:00
Sabato 10:30 - 13:00
16:30 - 19:00
Domenica 09:30 - 12:00

Telefono

+39 3455119994

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