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WHITE LIVES MATTERSei mesi fa Harry Nowak, diciottenne britannico, veniva barbaramente assassinato dalla furia di un cla...
04/06/2026

WHITE LIVES MATTER

Sei mesi fa Harry Nowak, diciottenne britannico, veniva barbaramente assassinato dalla furia di un clandestino Sickh.

Arrivate sul posto le forze dell’ordine, il giovane Harry è a terra agonizzante, ma, accusato di aggressione razzista dalla bestia che lo aveva appena accoltellato, viene arrestato dagli agenti.
Muore poco dopo su quell’asfalto e sulla vicenda cala un silenzio assordante.

In questi giorni, dopo gli esiti del processo, che ha condannato l’assassino all’ergastolo e la diffusione dei video delle body cam degli agenti, il mondo scopre inorridito la verità: il giovane ragazzo chiedeva aiuto nella totale indifferenza della polizia che ha preferito credere alla finta accusa di razzismo di un clandestino, piuttosto che all’evidenza dei fatti.

La polizia lo immobilizza e lo ammanetta, Harry ripete disperato “I can’t breath”: la stessa frase per cui sei anni fa le piazze e le strade delle città di tutto il mondo furono messe a ferro e fuoco dopo la morte di George Floyd; la stessa frase scandita dai paladini dell’ anti-razzismo che si inginocchiavano nelle aule del nostro parlamento, e invece oggi tacciono sulla morte di un ragazzo di diciotto anni.

Harry è l’ennesima vittima dell’odio contro i bianchi, sacrificato sull’altare della società multietnica, dalle politiche scellerate di governi che stanno conducendo la nostra civiltà al declino, anteponendo i dogmi del mercato alle radici dei nostri popoli.

Per Harry, Lola, Tommie e tutti gli altri figli della nostra Europa.

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“Noi siamo caduti e ci siamo rialzati parecchie volte. E se l’avversario irride alle nostre cadute, noi confidiamo nella...
22/05/2026

“Noi siamo caduti e ci siamo rialzati parecchie volte. E se l’avversario irride alle nostre cadute, noi confidiamo nella nostra capacità di risollevarci. In altri tempi ci risollevammo per noi stessi, da qualche tempo ci siamo risollevati per voi, giovani, per salutarvi in piedi nel momento del commiato, per trasmettervi la staffetta prima che ci cada di mano, come ad altri cadde nel momento in cui si accingeva a trasmetterla. Accogliete dunque, giovani, questo mio commiato come un ideale passaggio di consegne. E se volete un motto che vi ispiri e vi rafforzi, ricordate: Vivi come se tu dovessi morire subito. Pensa come se tu non dovessi morire mai.”

Giorgio Almirante

“In mezzo ai guerriglieri, ai soldati, alla battaglia, non pensi mai che verrai colpito. Sei in mezzo per raccontare, ve...
19/05/2026

“In mezzo ai guerriglieri, ai soldati, alla battaglia, non pensi mai che verrai colpito. Sei in mezzo per raccontare, vedere, riportare.”

Ad Almerigo!
Alla vita scomoda!

In occasione della giornata a loro dedicata, ricordiamo le vittime delle marocchinate.Ricordiamo la furia dei goumier ma...
18/05/2026

In occasione della giornata a loro dedicata, ricordiamo le vittime delle marocchinate.
Ricordiamo la furia dei goumier marocchini del corpo di spedizione coloniale francese abbattutasi sui civili italiani, soprattutto donne e bambini, durante la seconda guerra mondiale.

Arrivati al seguito di “liberatori” e “alleati”, quelle che da sempre vengono considerate delle “risorse”, seminarono il panico con stupri e violenze di massa, torture, omicidi e ratti, difesi dagli ufficiali francesi, sostenitori dell’esistenza di un “diritto di preda”.

80 anni dopo non è cambiato niente: protetti dai paladini della società aperta e multietnica, orde di clandestini invadono le nostre città dando sfogo ai loro impulsi più feroci, tra rapine, stupri e accoltellamenti.
Proprio a Bari, la sera dell’8 marzo una ragazza di 26 anni è stata stuprata per strada da un nigeriano: non reggendo il peso della tragedia pare abbia trovato rifugio nella droga, che l’ha portata via un mese dopo.

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UN SEMPLICE INCIDENTE. RESTARE UMANI PER SFIDARE UN REGIMECampagna di Teheran, notte fonda, un cane viene investito da u...
15/05/2026

UN SEMPLICE INCIDENTE. RESTARE UMANI PER SFIDARE UN REGIME

Campagna di Teheran, notte fonda, un cane viene investito da una macchina lungo una strada sterrata e buia. Una banale, anzi un semplice incidente anche se l’auto rimane bloccata, però nulla accade per caso. La famiglia all’interno del veicolo chiede subito aiuto ad un meccanico per farla ripartire, ma proprio in quel momento il meccanico Vahid ha una reminiscenza perché crede che l’uomo alla guida dell’auto sia Gamba di legno, il più feroce e crudele tra gli agenti da cui aveva subito abusi durante la detenzione per motivi politici. È da qui che si dipanerà tutta la storia con un dubbio, un lecito dubbio che coinvolgerà tante persone legate al temibile gamba di legno.

Non basterebbe un solo film per descrivere la vita del regista iraniano Jafar Panahi. Regista iraniano premiato in tutti i maggiori festival cinematografici. Un uomo che è diventato il dissidente più famoso al mondo facendo delle proprie idee un’arma contro il regime.

Finito in carcere e poi ai domiciliari per ben due volte ha comunque [...]

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“Il neoliberismo si è imposto come via per la “salvezza dei popoli”, accantonando senza pietà la grande maggioranza dell...
11/05/2026

“Il neoliberismo si è imposto come via per la “salvezza dei popoli”, accantonando senza pietà la grande maggioranza dell’umanità“

Papa Leone XIV - Liberi sotto la Grazia

LA RIFORMA DEI TECNICI. CONTRO UNA SCUOLA CHE DIVENTA AZIENDALa riforma degli istituti tecnici prevista dal Ministero de...
08/05/2026

LA RIFORMA DEI TECNICI. CONTRO UNA SCUOLA CHE DIVENTA AZIENDA

La riforma degli istituti tecnici prevista dal Ministero dell'Istruzione e del Merito si presenta come una modernizzazione necessaria del sistema scolastico italiano. Dietro la retorica dell'innovazione e dell'adeguamento al mercato del lavoro, tuttavia, si nasconde un progetto che rischia di snaturare profondamente la scuola pubblica, subordinandola agli interessi delle imprese private e impoverendola nelle risorse e nei contenuti. Analizziamo punto per punto le ragioni di questa preoccupazione.

PERCORSI 4+2: la scuola consegnata alle aziende
Il cuore della riforma è il cosiddetto modello 4+2: quattro anni di istruzione secondaria seguiti da un biennio negli ITS Academy, gli Istituti Tecnologici Superiori, enti di natura privata che erogano formazione tecnica post-diploma. Con questa struttura, il percorso scolastico tradizionale di cinque anni viene di fatto accorciato: al termine del quarto anno, lo studente ottiene un diploma che, sulla carta, avrebbe la stessa validità di quello quinquennale, con la possibilità di accedere direttamente agli ITS o, in alternativa, all'università. Il quinto anno, nella visione del Ministero, non scompare: si trasforma nel primo anno del biennio ITS, spostando però l'istruzione dall'ambito pubblico a quello privato, in strutture non soggette agli stessi controlli e standard della scuola statale.

Si tratta, nella sostanza, di una [...]

✒️ Giampaolo Boccardi

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“Ora mi trovo nel Blocco H, dove mi rifiuto di cambiare per adeguarmi a coloro che mi opprimono, mi torturano, mi tengon...
05/05/2026

“Ora mi trovo nel Blocco H, dove mi rifiuto di cambiare per adeguarmi a coloro che mi opprimono, mi torturano, mi tengono prigioniero e vogliono disumanizzarmi. Al pari dell’allodola non ho alcun bisogno di cambiare. È la mia ideologia politica e i miei principi che i miei carcerieri vogliono mutare. Hanno distrutto il mio corpo e attentato alla mia dignità. Se fossi un prigioniero comune mi presterebbero pochissima, o addirittura nessuna attenzione, ben sapendo che mi conformerei ai loro capricci istituzionali. Ho perso oltre due anni di condono. Non me ne importa nulla. Sono stato privato dei miei vestiti e rinchiuso in una cella fetida e vuota, dove mi hanno fatto patire la fame, picchiato e torturato. Come l’allodola, anch’io ho paura che alla fine possano uccidermi. Ma, oso dirlo, allo stesso modo della mia piccola amica possiedo lo spirito di libertà, che non può essere soppresso neppure con il più orrendo dei maltrattamenti. Certamente posso essere ucciso, ma, fintantoché rimango vivo, resto quel che sono, un prigioniero politico di guerra, e nessuno può cambiare questo.”

A Bobby Sands, martire per la libertà!
Tiocfaidh ár lá!

DAL MINIMO AL GIUSTO: LA NUOVA FRONTIERA DELLA RETRIBUZIONEA ridosso della festa del lavoro del 1° maggio è stato approv...
02/05/2026

DAL MINIMO AL GIUSTO: LA NUOVA FRONTIERA DELLA RETRIBUZIONE

A ridosso della festa del lavoro del 1° maggio è stato approvato il nuovo DL lavoro da parte del Consiglio dei Ministri. La norma pone in rilievo due aspetti principali: l’utilizzo degli sgravi fiscali per favorire l’occupazione e l’introduzione del concetto di salario giusto.

Gli incentivi sono indirizzati principalmente sulle fasce più critiche dell’impiego in Italia, ossia donne, giovani e Mezzogiorno, tentando di rendere stabili i posti di lavoro e spingere una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, riducendo disoccupazione e precariato. Il punto cardine però sta nel concetto di salario giusto, che si contrappone, al salario minimo che viene proposto dalle opposizioni.

Questa posizione assunta dall’Italia è dovuta dall’entrata in vigore della Direttiva europea 2022/2041 sui salari minimi adeguati che, con questo decreto, trova la sua applicazione. Piuttosto che fissare una retribuzione minima legale per i lavoratori dipendenti, il Governo ha preferito rafforzare la contrattazione collettiva per garantire un’applicazione più flessibile ed efficace, differenziando per segmento economico d’azione.

Per spiegare il motivo di questo provvedimento, facciamo […]

✒️ Andrea Ricciardi & Gaetano A. Labianca

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A Sergio, nel tuo nome, la nostra lotta!PRESENTE!
29/04/2026

A Sergio,
nel tuo nome, la nostra lotta!

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