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Oscar Iarussi sull’Avvenire del 30 giugno ha recensito “Muri, guerre, dittature. Lo sguardo del cinema”, la raccolta di ...
03/07/2026

Oscar Iarussi sull’Avvenire del 30 giugno ha recensito “Muri, guerre, dittature. Lo sguardo del cinema”, la raccolta di saggi di Nicola edita da Laterza.
Il libro sul cinema che osserva il mondo è disponibile nella libreria Ubik Laterza a Bari e online.

Oscar Iarussi Avvenire

Nicola per GiulioGiulio Regeni e Nicola Curzio non si sono mai conosciuti ma hanno condiviso molte cose: l’anno di nasci...
26/05/2026

Nicola per Giulio

Giulio Regeni e Nicola Curzio non si sono mai conosciuti ma hanno condiviso molte cose: l’anno di nascita, il rigore e la passione per il proprio lavoro, il tratto gentile, l’ironia nello sguardo, il desiderio di conoscere il mondo, un destino atroce.

L’Associazione Nicola Curzio la sera di giovedì 4 giugno ricorda Giulio con la proiezione del film “Giulio Regeni - Tutto il male del mondo”, che ricostruisce la sua vicenda.

Lo facciamo, nel nome di Nicola, per comprendere cosa è accaduto, per non dimenticare, per esprimere la nostra solidarietà.

L’invito è esteso a tutti coloro che vogliono condividere queste finalità.

🗓️ Giovedì 4 giugno ore 20.45
📍 Multicinema Galleria, Bari
🎟️ Ingresso gratuito

La fine di un cammino è quel momento sospeso in cui si raccoglie tutto quello che si è vissuto.In questi giorni la Pugli...
27/04/2026

La fine di un cammino è quel momento sospeso in cui si raccoglie tutto quello che si è vissuto.

In questi giorni la Puglia ci ha accompagnati con la sua luce gentile e un tempo che sembra essersi messo al nostro passo. Abbiamo attraversato luoghi più e meno conosciuti, lasciandoci sorprendere da dettagli che spesso sfuggono: una strada silenziosa, una contrada senza fretta, una chiesetta, un paesaggio osservato con occhi nuovi.

Con lo stesso sguardo che Nicola ha riservato alla Puglia e alle immagini, ci siamo fatti catturare da prospettive e suggestioni.

Ogni tappa ha aggiunto un frammento, ogni incontro un significato. E così, passo dopo passo, il cammino è diventato qualcosa di più di un percorso: un modo diverso di abitare il tempo e lo spazio.

Grazie a chi ha condiviso questo tratto di strada, e grazie a questa terra, che si lascia scoprire piano, ma continua a sorprenderci vista con l’occhio del viandante.

Arrivare, in fondo, è solo un altro modo per continuare.

L’ultima tappa ha sempre un sapore diverso. Non è solo un punto di arrivo: è il momento in cui tutto ciò che è stato per...
26/04/2026

L’ultima tappa ha sempre un sapore diverso. Non è solo un punto di arrivo: è il momento in cui tutto ciò che è stato percorso trova un senso.

Si riparte da Locorotondo, lasciandosi alle spalle il borgo con passo leggero ma consapevole. Da Piazza Mitrano il cammino prende forma lungo via Giulio Pastore e la strada comunale 35, attraversando contrade che sembrano sospese nel tempo: Tagaro, Cocola. Nomi che scorrono insieme ai passi, diventando parte del racconto.

Poi si arriva a Contrada Figazzano, e qualcosa cambia. Qui la Valle d’Itria mostra uno dei suoi volti più autentici: trulli di ogni forma, una piccola casedda dai colori caldi, una chiesetta rurale che si inserisce con naturalezza nel paesaggio. È uno di quei luoghi in cui non serve spiegare molto: basta osservare.

Da qui si imbocca nuovamente la Ciclovia dell’Acqua, ultimo tratto di un filo invisibile che ha accompagnato tutto il cammino: quello dell’acqua, delle infrastrutture, dei percorsi che uniscono territori e storie. Il tracciato scorre lineare, immerso nella campagna, con una semplicità che invita a rallentare.

E poi, quasi inatteso, compare l’Ashram Bhole Baba. Un luogo silenzioso, immerso nella natura, che aggiunge un ulteriore livello al viaggio: quello dell’incontro tra culture, visioni e modi diversi di abitare lo spazio e il tempo.

Gli ultimi chilometri accompagnano verso Cisternino, che appare poco alla volta, adagiata sulla Murgia e affacciata sulla Valle d’Itria. Un territorio antico, abitato fin dalla preistoria, attraversato da popoli, storie e trasformazioni. Anche il suo nome racconta un passaggio: “al di là di Sturnium”, come a indicare fin dalle origini un andare oltre.

La seconda tappa è iniziata da Coreggia, unica frazione di  Alberobello, che conserva un’identità tutta sua, fatta di pi...
25/04/2026

La seconda tappa è iniziata da Coreggia, unica frazione di Alberobello, che conserva un’identità tutta sua, fatta di piccole tradizioni e di un legame forte con la terra. Ci siamo fermati per approvvigionarci al panificio “La Trullesa”. La proprietaria ci ha spiegato che ormai, oltre ai clienti tradizionali, si fermano qui tanti camminatori, di ogni parte del mondo, attratti da questi luoghi. Abbiamo quindi attraversato tutto il piccolo paese, fermandoci incantati dinanzi ad una bellissima chiesetta-trullo.

Usciti dal borgo siamo poi entrati in un meraviglioso bosco. Il percorso qui diventa sentiero e segue la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese.

Si cammina all’interno di una vegetazione che ci dona ombra, segnata da macchie di piccoli fiori di vari colore: dal giallo del tarassaco e delle calendule, al pervinca ed alla malva degli omonimi fiori, al rosso dei papaveri e dei ranuncoli. Si cammina in silenzio accompagnati del vociare degli uccelli.

Seguendo il tracciato della Ciclovia si percorre la storia dell’acqua in Puglia: il nostro acquedotto, un’opera straordinaria, centenaria, che ha cambiato il destino di un’intera regione.

Il percorso scorre lineare, quasi ipnotico, accompagnato dal ritmo costante dei passi. Poi, all’improvviso, il paesaggio si apre.

Il Ponte di Cecca compare come sospeso tra cielo e terra. Da qui lo sguardo si allunga fino al Canale di Pirro, alla Selva di Fasano e alle verdi colline che disegnano l’orizzonte. È uno di quei punti in cui ci si ferma non per stanchezza, ma per necessità: quella di osservare.

E forse anche di immaginare.

Perché proprio qui nasce la leggenda di Cecca, una presenza silenziosa che, secondo il racconto popolare, veglierebbe ancora su un misterioso tesoro nascosto sotto il ponte. E in un cammino, certe storie trovano sempre il modo di farsi spazio.

Superato Monte Tondo, il percorso devia verso la diramazione dell’acquedotto in direzione Locorotondo. La ciclovia lascia spazio a strade altrettanto affascinanti, tra contrade e scorci rurali, fino a Contrada Polaccio, dove una breve sosta diventa quasi un rituale: acqua, silenzio e il tempo che rallenta.

L’arrivo è lento, come dovrebbe essere. Locorotondo appare poco alla volta, arroccata sulla Murgia dei Trulli, con la sua storia antica e il suo equilibrio perfetto tra uomo e paesaggio.

In questa giornata, il cammino assume un significato in più. Non solo attraversare luoghi, ma ricordare che ogni conquista grande o piccola nasce sempre da un percorso. E allora sì, il 25 aprile si cammina. Perché camminare, in fondo, è uno dei modi più semplici e profondi per dare valore alla libertà.

Il 𝐂𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐍𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚 – 25 Aprile 2026
II tappa: Alberobello – Locorotondo (16 km)

Ci sono cammini che non sono solo strade ma racconti che si svelano passo dopo passo. La prima tappa del Cammino di Nico...
24/04/2026

Ci sono cammini che non sono solo strade ma racconti che si svelano passo dopo passo. La prima tappa del Cammino di Nicola 2026 è iniziata così, tra le vie silenziose di Castellana Grotte, dove le contrade custodiscono ancora un tempo lento. Dalla Strada Vicinale Spirito Santo abbiamo preso il giusto ritmo del respiro e dei passi, lasciandoci guidare lungo la Strada Comunale Cuccumo, verso Pozzo Stramazzo e Viale Aldo Moro.

È lì che il cammino ha iniziato a raccontare davvero. Il tempo sembra sospeso davanti alla piccola Chiesa Rettoria di S. Nicola di Genna, del XVI secolo, immersa in una terra che parla di vigneti antichi e villaggi scomparsi, Genna e San Magno. Poco distante la neviera: cavità scavata nella terra, memoria concreta di epoche in cui anche la neve veniva custodita come bene prezioso. Qui il passato non è lontano, è tangibile. Riprendendo il cammino tra muretti a secco e masserie, si attraversa un paesaggio che si apre fino a sfiorare uno dei fenomeni più affascinanti della Murgia: il Canale di Pirro. Un solco profondo nella terra lungo chilometri, che racconta una storia ancora più antica fatta d’acqua, roccia e tempo.

Sui colli di Castellana il Santuario Convento Maria Ss della Vetrana si inserisce nel paesaggio come presenza storica significativa: nato da una piccola chiesa medievale e ampliato nel ‘600, conserva ancora oggi tracce architettoniche e artistiche di grande valore, tra cui la struttura a croce latina e stucchi che ne decorano gli interni.

L’arrivo ad Alberobello segna la fine della tappa ma non del racconto. Il cammino scorre semplice, quasi meditativo, finché all’orizzonte iniziano a comparire le forme inconfondibili dei trulli: gli ultimi chilometri avranno la città come orizzonte. Perché quei trulli, nati come case provvisorie per sfuggire alle tasse del Regno di Napoli, sono oggi simbolo eterno di ingegno e resistenza.

Questa prima tappa non è stata solo un percorso tra strade vicinali, comunali e sentieri, ma un viaggio dentro storie di uomini, tradizioni e paesaggi che continuano a parlare. E la sensazione è chiara: ogni passo, qui, lascia un segno.

Il Cammino di Nicola aprile 2026
I tappa: Castellana - Alberobello

Indirizzo

Piazza Massari, 6
Bari
70122

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