In tutti questi anni anni siamo riusciti a proporre la storia dell’ultimo cinema italiano d’autore, tra chi ha esordito conquistando poi l’Oscar e chi si è perso dopo esordi promettenti. E’ stata, e continua a essere, occasione di conoscenza, spesso di un cinema italiano “invisibile”, che non arriva nelle nostre città e che è godibile solo nelle sezioni dei festival. La seconda parola è al plural
e: persone. Questo progetto culturale, non disposto a compattarsi in otto giorni, ma caparbiamente smattassato in dieci weekend cinematografici, è un festival di persone, di giovani soprattutto, fin dalla nascita. La platea del SUDESTIVAL vive il proprio inverno cinematografico e si lascia trasportare verso la primavera. È uno stare insieme festoso e accomunante, sempre disposto alla curiosità e alla conoscenza. Ed è appuntamento con le opere prime, soprattutto. La terza parola è vetrina, vocabolo abusato dal commercio, ma ricondotto al suo sinonimo di mostra. Certo, le mostre del cinema sono altre, a cominciare dalla tanto amata veneziana. Ma chi seguirà le serate del SUDESTIVAL, ancora una volta potrà misurare la temperatura del cinema italiano. Il SUDESTIVAL si propone quale riconosciuto e piacevole grande schermo del cinema italiano, in una Puglia “tutta da girare” e che si segnala col faro di Monopoli, quell’antico fascio di luce che fendeva il buio, come accade nelle sale dei cinema, la cui oscurità è attraversata da un fascio luminoso, affascinante e magico, che ci racconta storie e sogni, ancora. Michele Suma - direttore artistico