07/09/2026
IL PRIVILEGIO
di Giovanni Maria Mischiati
Che tu ne sia vinta
o che ti proponga invece
la truffa dell’indifferenza;
che tu, domani, ne possa
ridere come per esorcismo
o che, affannatamente e con
stizza (o rimorso?), mi rincorra
per gridarmi dietro la gratitudine
della padrona di casa;
che tu, alla resa dei conti, lo abbia
per insoffribile amico
o che lo reputi connivente
discreto e un tantinello démodé:
tutto questo in fondo non tange il mio
amore, amore bello.
Non da lui verranno queste cose.
Un privilegio però gli spetta:
averti come spada che tronchi i nodi
e come fiamma che li bruci
e come cielo che li riveli
labili e già spezzati.
Null’altro oggi lo smuova
dalla pigra prospettiva di un balcone.