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Inseguire le tracce delle presenze che abitano o hanno attraversato lo stesso luogo, spazio o sguardo.Luoghi di passaggi...
19/06/2026

Inseguire le tracce delle presenze che abitano o hanno attraversato lo stesso luogo, spazio o sguardo.

Luoghi di passaggi

Marko Cacciatore per FotografaVivace, il nostro laboratorio online interattivo di fotografia creativa e riflessiva condotto da Annalisa Falcicchio

FotografaVivace, laboratorio online di fotografia creativa ℹ️

Per informazioni dirette: https://chat.whatsapp.com/ICWQMn8H5UOHMi4RUAKXyp?s=cl&p=a&mlu=1

Siamo alle soglie dell'estate. Le giornate si allungano, il sole indugia più a lungo sull'orizzonte e il cielo sembra vo...
19/06/2026

Siamo alle soglie dell'estate.

Le giornate si allungano, il sole indugia più a lungo sull'orizzonte e il cielo sembra volerci ricordare qualcosa che durante l'anno spesso dimentichiamo: la bellezza non è un lusso, è un nutrimento.

In questi giorni il cielo offre spettacoli particolarmente intensi.

Le sfumature si allungano dal giallo all'arancio, dal rosa al viola, fino a quel blu profondo che accoglie le prime stelle.

minuscolo estratto di Scrittura a mano e FotografaVivace, i nostri due laboratori tascabili di scrittura e fotografia creativa

Fotografia Annalisa Falcicchio 📷✍🏻

Gruppo WhatsApp per avere informazioni dirette: https://chat.whatsapp.com/JBTO5YKjjwaButQSX5vDSX?s=cl&p=a&mlu=1

Ciao Igor 💔 😢  🥀   ⚽️
19/06/2026

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19/06/2026

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Il grande vaso bluMaia. La gatta. Il sole è entrato dalla finestra andando a riscaldare dolcemente il mio angolino prefe...
18/06/2026

Il grande vaso blu
Maia. La gatta.

Il sole è entrato dalla finestra andando a riscaldare dolcemente il mio angolino preferito sul tappeto. Mi stavo dirigendo lì, quando l’ho visto: la grande Creatura Docile, altrimenti detto “il cane”. Scondinzolava così forte da rischiare il decollo e tutto perché una mosca aveva osato profanare il mio salotto.

Allora ho cambiato direzione e con un balzo elegante mi sono andata a mettere sull’ultimo ripiano della libreria, la mia fortezza, e l’ho ignorato con la mia solita nonchalance.

Almeno fino a quando la mosca si è andata a posare sul grande vaso blu, un orrendo cimelio che l’umano venera, a mio parere, senza motivo.

Il cane con la grazia di un ippopotamo ubriaco, ha puntato l’obiettivo e si è lanciato. Io, intuendo la catastrofe, ho allungato una zampa per deviare il colpo. Ok, forse ho anche dato una spintarella al vaso perché occupava il mio spazio per lo stretching, ma questo è un dettaglio irrilevante.

Sbam. Cento pezzi di vaso blu sul pavimento.

Il cane ha cominciato a girare su se stesso e a guardare il disastro con sospetto e timore allo stesso tempo.

Io mi sono messa a lavarmi una zampa.

Poco dopo ho sentito il rumore delle chiavi, l’umano era tornato.

Mi sono posizionata sul bordo della mensola, assumendo espressione e posizione di una divinità egizia che assiste al declino dell’umanità.

“Io non c’ero e se c’ero dormivo” diceva ogni fibra del mio essere.

Scraps. Il cane.

Allora, l’Umano era via da circa mille anni. O forse solo qualche ora, non posso essere preciso, non ho l’orologio. Maia mi ignorava come sempre dall’alto del suo trono di libri. All’improvviso ho visto un intruso volante e cosa potevo fare? Dovevo proteggere la casa! Ho saltato, ho abbaiato, ho fatto del mio meglio. Ma, ad un certo punto, sono andato a sb****re contro la libreria e il vaso blu ha fatto prima un volto altissimo e poi, mentre stava per scendere, ho visto Maia che ha tentato di afferrarlo al volo. O forse gli ha dato un colpetto di sotto zampa, non so. Quella è una tipa strana.

Fracasso! Tutto rotto! Oh, noooo, noooo, panico. E adesso? Ho provato a nascondere i pezzi di vaso con il muso sotto il divano, ma stavo facendo solo un gran rumore.

Poi la porta si è aperta ed è entrato l’umano. La gioia di vederlo è svanita in un secondo quando ho visto la sua faccia. Ho abbassato le orecchie fino al pavimento, ho messo la coda tra le zampe e sono diventato il cane più piatto del mondo. “Scusa, scusa, scusa” dicevano i miei occhi.

Annamaria. L’umano.

Una giornata di lavoro infinita, ma finalmente sono a casa e adesso è tempo di divano, un buon libro e magari un bicchiere di vino.

Apro la porta aspettandomi il solito comitato di benevenuto ma mi accorgo che qualcosa non va: c’è troppo silenzio, Scraps non mi sta saltando addosso come se fossi appena tornata dopo anni da una spedizione sull’Everest e Maia non mi guarda fissa come a dire “sei in ritardo di tre minuti sulla tabella di marcia del mio umido”.

Entro in salotto e capisco tutto: il grande vaso blu, l’unica cosa che abbia un certo valore in casa mia, è ridotto ad un puzzle di tremila pezzi sul pavimento.

La scena del crimine parla chiaro: Maia è seduta sulla mensola più alta, immobile e regale, con l’aria di aristocratico distacco di chi pensa “ho una solida difesa legale”.

Scraps invece, è fuso con il pavimento dietro al divano, gli occhi grandi e un senso di colpa così palpabile che potrei affettarlo.

“Chi è stato?” Chiedo con voce ferma.

Maia sbadiglia, Scraps emette un gemito straziante che sembra un’ammissione di colpa in piena regola.

Mi siedo sul pavimento e comincio a raccogliere i cocci, sospirando.

Scraps si avvicina e appoggia piano il muso sul mio ginocchio emettendo un altro piccolo “fiuuuu” che sembra voler dire “perdonami”.

Sento un fruscio: è Maia che scende a rallentatore dalla libreria. Si avvicina anche lei, scavalca un coccio e contro ogni sua rigida politica di cinismo, comincia a strofinarsi contro l’altra mia gamba.

Restiamo lì, tutti e tre seduti sul pavimento circondati dai resti di qualcosa che non tornerà mai più come prima. E mentre stringo con un braccio il cane e gratto il mento della gatta con l’altra mano, mi rendo conto che le cose materiali, per quanto preziose, sono solo oggetti. Possono rompersi in un secondo. Ma l’amore, la lealtà e il calore di quel groviglio di zampe e pelo sono le uniche cose che tengono davvero in piedi i muri della mia casa. I vasi si ricomprano, la complicità di una famiglia si costruisce ogni giorno.

Testo e fotografia di Annamaria Lucarelli per Scrittura a mano, laboratorio online e interattivo di scrittura creativa ℹ️ condotto da Annalisa Falcicchio

✨ 𝐄 𝐬𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐯𝐞𝐝𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨?✨Scrivere ciò che non vediamo subitoSei incontri di scrittura creativa tra ...
18/06/2026

✨ 𝐄 𝐬𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐯𝐞𝐝𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨?✨

Scrivere ciò che non vediamo subito

Sei incontri di scrittura creativa tra immaginazione, sguardi e letteratura

Quanto di ciò che vediamo è davvero il mondo, e quanto è il nostro modo di interpretarlo?

Spesso crediamo di vedere la realtà così com’è. Ma la nostra mente seleziona, interpreta, semplifica.

La letteratura ci insegna a fare una cosa diversa: rallentare lo sguardo

Per sei settimane useremo la scrittura per esplorare ciò che di solito sfugge: gli altri, il corpo, le storie invisibili, le possibilità non vissute.

📚 Il percorso prende spunto dalle opere di Nathan Hill, David Szalay, Deborah Levy, Mariangela Gualtieri e altre voci della letteratura, della poesia, dell’arte e della psicologia.

💭 Scriveremo
🎧 Ascolteremo
📸 Osserveremo
🖋️ Condivideremo

☀️ Un laboratorio estivo stimolante, partecipativo e flessibile

📅 Inizio: 4 agosto
🗓️ 6 settimane
💻 Online

✨ Un percorso per allenare lo sguardo e scoprire, attraverso la scrittura, ciò che non vediamo subito

📲 iscrizioni nel gruppo WhatsApp👉 https://chat.whatsapp.com/JBTO5YKjjwaButQSX5vDSX?mode=gi_t

fotografia di Annalisa Falcicchio

Scrivere ciò che non vediamo subito, laboratorio online e interattivo

Oggi.Gli incontri di scrittura creativa al mare
17/06/2026

Oggi.
Gli incontri di scrittura creativa al mare

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