02/02/2023
Da una spettatrice :
‘Grazie agli amici che hanno ripreso le scene, è bellissimo rivederle. Io ero persa nella rappresentazione...ma avrei piacere di studiarle.
Condivido a caldo quanto mi è arrivato.
La scenografia essenziale e ciascun oggetto sono stati grandemente evocativi.
Il mantello da re, sospeso a sinistra, sin dall'inizio, mi ha suggerito l'oggetto del desiderio, alfa ed omega della trama di Riccardo; il morso alla mela, mi ha rievocato l'antica opzione che porta l'Uomo alla caduta;La salita in prima scena di Anna, sulla pedana a croce, con quel mantello nero, che si muove lento, e pesante, e regale, mi ha provocato una sincope, perché contestualizzava e presagiva il lutto che scandisce l'intera opera; il doppio personaggio del cugino e sindaco, interpretati da un attore solo, con la testa del pupazzo la trovo proprio una genialata perché lo stragemma ha consentito l'impiego di un solo attore per due ruoli, rappresentando, ancor più efficacemente la dinamica di falsità del potere pubblico "manovrato" dall' interesse privato.
Il calice regale, per come stretto fortemente dalla mano di Margherita, indica che la stessa non si rassegna alla perdita del potere, al punto da diventare pazza e maledicente.
Il dialogo tra Margherita e la Regina dal carattere mite, colpisce al cuore, poichè evidenzia il dolore subìto che tenta la mente umana, al punto da spingerla alla maledizione, azione tra le più terribili, ( il verbum è importante, ha potere creativo, nel bene e nel male, ed il Male non può che ripagare se stesso).
Il ruolo magistralmente interpretato, dell'Anziana/Antica, che impersona e riecheggia il lutto, dà il colpo finale: la maledizione della Madre (la quale pure tocca ed accarezza, intimamente trattenuta) conduce Riccardo alla sua triste fine.
Quel che mi è arrivato, attraverso dialoghi e simboli abilmente usati, è che tutto ruota intorno alla tentazione del Potere, sì, ma, in ultima istanza, della Vanità, davanti a cui inesorabilmente capitolano anche le donne tragicamente attinte dal lutto criminoso.
Margherita no, è un caso a parte; ella è insensibile alla lusinga della Vanità delle promesse di Riccardo (non sappiamo però se Riccardo l'ha posta in tentazione😅😉), tuttavia ha pagato il prezzo della sua ribellione con l'ostracismo sociale e la pazzia.
Mi verrebbe tanto altro da dire su ciascun personaggio, sui costumi, sul bellissimo abito della Regina mite (ed inconsapevolmente ipocrita) ma, ahimè, urge la scrittura di atti giudiziari.
Complimenti agli attori, tutti credibili e magistrali nel ruolo. Bravi bravi bravi❤️ ’
Riccardo III
Artemisia Teatro
🙏grazie