Collettivo Flock

Collettivo Flock Il collettivo Flock opera dal 2013 in Sicilia nell’ambito dell’arte contemporanea. An open studio”, progetto all’attivo da quattro anni e con cadenza annuale.

Flock ha come obiettivo quello di restituire all’arte contemporanea espressioni e contenitori accessibili a un vasto pubblico. Lavora soprattutto sul territorio coinvolgendo nel proprio percorso altre realtà e singoli artisti, nonché artigiani, in una logica che privilegia la trasversalità degli incontri e la ricchezza dei linguaggi. Poiché mira a forme espositive e percorsi di fruizione innovativi, dal forte carattere democratico, una parte importante del lavoro del collettivo Flock consiste nella rigenerazione urbana e nella riqualifica di spazi non convenzionali. Tra questi lo spazio rinominato “Discontinuo”, un palazzo in stile liberty nel centro storico di Barcellona Pozzo di Gotto, che è diventato la sede della residenza d’artista “Discontinuo.

“L’Antonello ritrovato” Vetrina Discontinuo 10/10 ~ 15/11
10/10/2026

“L’Antonello ritrovato” Vetrina Discontinuo 10/10 ~ 15/11

RESTITUIREDal 10 ottobre al 15 novembre la Vetrina Discontinuo ospiterà un intervento ideato da Flock dal titolo “L’Anto...
01/10/2026

RESTITUIRE
Dal 10 ottobre al 15 novembre la Vetrina Discontinuo ospiterà un intervento ideato da Flock dal titolo “L’Antonello ritrovato” facente parte del programma condiviso promosso da ORMA – Officine per la Ricerca e la Mediazione nell’Arte, rete che riunisce realtà indipendenti impegnate nella ricerca contemporanea sul territorio messinese.
In occasione della Giornata del Contemporaneo AMACI 2026, ORMA propone un calendario diffuso di appuntamenti in diversi luoghi della provincia di Messina, valorizzando la pluralità di esperienze e progettualità che compongono la rete.

Martina Biolo e Marco Emmanuele per Discontinuo VetrinaNell’agosto del 2025 quattro artisti lavorano nel borgo di Cannis...
05/08/2026

Martina Biolo e Marco Emmanuele per Discontinuo Vetrina

Nell’agosto del 2025 quattro artisti lavorano nel borgo di Cannistrà ospitati dall’Associazione Cannistrà per la residenza intitolata Centrotavola* e realizzano opere d’arte site specific ispirate che entrano a far parte del tessuto culturale del luogo. Prima di raggiungere la loro collocazione finale nel borgo le opere di Francesco Pacelli, Martina Cioffi, Martina Biolo e Marco Emmanuele saranno esposte, a coppie, nella nostra Vetrina.

Martina Biolo martinabiolovisualart ha riprodotto materiali riempitivi da imballaggio dalla forma riconoscibile, oggetti di scarto inseriti in un contensto che col tempo ha un rapporto duraturo. Il suo progetto ha un titolo: A VISTA e intende attivare una riflessione sulle relazioni tra ciò che si conserva e ciò che si perde, tra i gesti quotidiani del nostro tempo e i resti del passato. In un’epoca in cui tutto è spedito, impacchettato e smaltito, questo accostamento porta alla luce una memoria recente, invisibile, ma profondamente strutturante: quella del consumo e della cura provvisoria. Nel suo lavoro è più visibile la relazione tra il nuovo e il vecchio.

Marco Emmanuele Marco Emmanuele ha realizzato diverse formelle che comporrano, una volta cotte e disposte insieme, il ritratto della comunità del borgo. L’artista infatti ha raccolto nei giorni i ritratti dei loro volti per trasferirli, attraveso un pantografo artigianale, sull’argilla. Sovrapponendo e deformando i dettagli il risultato sarà un ritratto che non si riferisce a nessun volto ma li contiene tutti. Questa è la cura, la restituzione di un vissuto alle generazioni future, una proiezione del passato sul presente.

Francesco Pacelli e Martina Cioffi per Discontinuo VetrinaNell’agosto del 2025 quattro artisti lavorano nel borgo di Can...
17/06/2026

Francesco Pacelli e Martina Cioffi per Discontinuo Vetrina

Nell’agosto del 2025 quattro artisti lavorano nel borgo di Cannistrà ospitati dall’Associazione Cannistrà per la residenza intitolata Centrotavola e realizzano opere d’arte site specific ispirate che entrano a far parte del tessuto culturale del luogo. Prima di raggiungere la loro collocazione finale e essere installate tra le strade di Cannistrà parte di queste opere saranno esposte nella nostra Vetrina.

Francesco Pacelli ₍^⸝⸝o ·̫ o⸝⸝ ^₎ ha realizzato per il borgo una serie di pozzi dei desideri che, una volta collocati, potranno essere usati dagli abitanti del borgo come strumenti per una gestualità rituale attraverso la quale attivare un messaggio e mettere la persona in comunicazione con il suolo, con la dimensione dell’invisibile. Al centro dell’installazione verrà posizionata una piccola vasca circolare, qui esposta. Il suo aspetto vulcanico ribadisce la connessione tra i mondi passa attraverso gli elementi naturali. La sua forma regola in qualche modo il passaggio all’interno di quest’area suggerendo il cerchio come modalità di attraversamento.

A destra Martina Cioffi . La superficie di questo modulo in terracotta - parte di un’opera più grande in forma di colonna - è un’intricata rete che deriva dall’impressione sull’argilla cruda della struttura fibrosa della pala del ficodindia. Questa pianta, originaria del centroamerica, che è entrata nei secoli a far parte del tessuto culturale mediterraneo come se vi fosse sempre appartenuta, permette all’artista di parlare della fragilità del concetto di appartenenza. La collocazione finale della sua colonna totemica, costituita da tutti questi moduli, sarà un’architettura preesistente e abbandonata nel borgo, quindi avrà l’aspetto di un elemento alieno ma innestato nel contesto come se fosse sempre stato lì.

Per approfondire e scoprire dove saranno collocate le opere leggi il testo curatoriale sul nostro sito [ link in bio ].

“La stanza di Marta” per Archivio Discontinuo*Marta Scanu  ha partecipato alla prima residenza Discontinuo, nel momento ...
30/04/2026

“La stanza di Marta” per Archivio Discontinuo*

Marta Scanu ha partecipato alla prima residenza Discontinuo, nel momento in cui le porte della nostra casa si sono aperte. Nella sua opera - un enorme lampadario al centro cicondato da altri micro assemblaggi di oggetti - l’artista indaga la questione della violenza, come atto praticato quotidianamente e tacitamente sottomesso al primato del benessere. E lo fa a partire proprio da quelle “gocce” del lampadario che sono realizzate con il budello animale, normalmente in uso per insaccare la carne. Il lavoro di Scanu nasce dalla ricerca sul dualismo vulnerabile e invulnerabile, vittima e carnefice. Le sue opere si caratterizzano per una fragilità intrinseca che riscontriamo nel materiale utilizzato e nella sintesi estetica.

Archivio Discontinuo è una mostra che mette insieme le opere collezionate durante le quattro edizioni della residenza “Discontinuo an open studio” (2018-2021) al termine dal quale ogni artistə partecipante ci ha donato un’opera.

“La stanza di OD’A” per Archivio Discontinuo* Orecchie D’Asino  ha partecipato alla residenza Discontinuo  #4 con quest’...
01/04/2026

“La stanza di OD’A” per Archivio Discontinuo*

Orecchie D’Asino ha partecipato alla residenza Discontinuo #4 con quest’opera GODDOG,
un’operazione che gioca sull’allegoria artista/cane e s’interroga sul senso del vivere in maniera
ironica. Orecchie D’ Asino usa un linguaggio eclettico, mescolanza di parole d’altri e proprie. Il
monologo che ne risulta è il sonoro di un video in cui protagonista è un cane abbandonato. La sua
voce canina, il fiuto e i guaiti suscitano una riflessione sull’uomo/artista e sul morboso
attaccamento a un sistema che lo servilizza.

Al link in bio un’intervista all’artista e tutte le informazioni sulla mostra.

*Archivio Discontinuo è una mostra che mette insieme le opere collezionate durante le quattro edizioni della residenza “Discontinuo an open studio” (2018-2021) al termine dal quale ogni artistə partecipante ci ha donato un’opera.

Indirizzo

Vicolo I Placido Mandanici, 2
Barcellona-Pozzo Di Gotto
98051

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