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... MASSIMOUNGIRO è un talk show on the road dove l'ospite di turno parlerà di sè tra progetti personali, aneddoti, curiosità... tutto senza filtri... scolando un drink..

31/08/2026

Paolo Conte, la musica e una decisione storica..

28/08/2026

L'auto piccola... il caldo estremo.. l'età che avanza... la sciatalgia...

21/08/2026

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15/08/2026

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04/08/2026

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25/07/2026

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Omaggio al debutto discografico di Stevie Nicks...Buona lettura 🎼🎤
22/07/2026

Omaggio al debutto discografico di Stevie Nicks...
Buona lettura 🎼🎤

Il vinile da ascoltare
Stevie Nicks, e il suo primo album solista

Bella Donna è il primo album discografico in studio da solista della cantante statunitense Stevie Nicks, pubblicato il 27 luglio 1981.
Il disco, che compirà quarantacinque anni proprio questo mese, segna si il debutto della frontwoman ma non la fine della collaborazione con la sua band storica, i Fleetwood Mac, con la quale continuerà brillantemente la propria carriera fino al 2022.
Nicks iniziò a lavorare al suo progetto anni prima dell'uscita: poiché nei Fleetwood Mac erano presenti altri due cantautori, la vocalist accumulò un numero consistente di brani che non potevano essere inclusi negli album della band.
Bella Donna fu subito un grande successo, lanciando quindi la carriera "in solitario" della cantante nata in Arizona; l'album infatti è trainato da alcuni singoli divenuti dei grandi classici, uno su tutti è "Edge of Seventeen", grazie al suo intro e riff di chitarra - eseguito da Waddy Watchel - e divenendo uno dei brani più celebri e iconici della musica rock!
Il testo del brano sottolinea un momento particolarmente delicato nella vita di Stevie Nicks, in cui elabora un doppio lutto, ovvero la perdita dello zio Jonathan e l'assassinio di John Lennon.
Altra traccia del disco degna di nota è "Stop Draggin My Heart Again" scritta dal cantautore Tom Petty e da Jimmy Iovine, qui entrambi in veste anche di produttori dell'album; il brano raggiunse la terza posizione della classifica americana.
Da segnalare anche "Kind of Woman", ballad rock struggente grazie soprattutto al timbro "selvaggio" di Nicks, oltre che ad un delicato intro di piano.
La formazione che ha registrato in studio segna la presenza di altre leggende del rock: oltre al già citato Tom Petty, ci sono Michael Campbell alla chitarra e il grande Don Henley, storico vocalist e batterista degli Eagles, autore anche di un duetto con Nicks nel brano "Leather and Lace".
Il disco fu la vera sorpresa dell'anno con oltre 4 milioni di copie vendute, tanto che la rivista americana Rolling Stone conferì a Stevie Nicks il titolo di "Regina in carica del Rock and Roll"... e per un debutto, non si poteva sperare di meglio.
©maxungiro | 2026

Omaggio a Vai Mò...Il grande Pino.... buona lettura...
15/07/2026

Omaggio a Vai Mò...
Il grande Pino.... buona lettura...

Il vinile da ascoltare

Vai mò

Pubblicato nel giugno 1981 dalla Emi Italiana è il quarto album del cantautore partenopeo. Le registrazioni sono avvenute nei Stone Castle Studios, situati all'interno del Castello di Carimate in provincia di Como.
Il disco è la consacrazione del talentuoso artista napoletano, che si confermerà anche uno dei migliori chitarristi del nostro paese.
Oltre al grandissimo successo commerciale, l'album segna la nascita del Neapolitan Power grazie allo straordinario contributo in studio del celeberrimo "supergruppo", fondendo sonorità jazz, blues, funky e tradizioni partenopee.
Gli artisti che hanno collaborato sono: Rino Zurzolo al basso, Tony Esposito alle percussioni, James Senese al sax, Tullio De Piscopo alla batteria e Joe Amoruso alle tastiere.
Il brano più famoso oltre che singolo del disco è "Yes I Know My Way", un vero e proprio inno sulla propria consapevolezza. Il testo infatti si fonda sulla ferma affermazione di possedere una visione chiara della propria vita e sulla volontà di non lasciarsi condizionare dagli altri; la frase "Sient' fa accussì, nun da retta a nisciuno" è eloquente sulla determinazione dell'artista di continuare per la propria strada.
Un'altra traccia da citare di altissima levatura è "Viento è Terra", con batteria, chitarra, basso e piano che si intrecciano e rincorrono tra loro in un sopraffino intro jazz.
Di conseguenza all'enorme riscontro di Vai Mò, Pino Daniele e la sua band tennero un concerto gratuito nel 19 settembre 1981 in Piazza Del Plebiscito a Napoli, in occasione della Festa del Santo Patrono della città. L'evento venne seguito da più di duecento mila persone, una stupenda immagine di riscatto artistico e culturale da parte della popolazione.
Il lavoro discografico fu un enorme successo sia di critica che di pubblico, con oltre 250000 copie vendute e l'assegnazione del disco d'oro, portando Pino Daniele a collaborare con musicisti di caratura internazionale come Eric Clapton, Al Di Meola e Chick Corea.

©maxungiro | 2026

Omaggio al capolavoro dei RushBuona lettura 🙏
08/07/2026

Omaggio al capolavoro dei Rush
Buona lettura 🙏

Il vinile da ascoltare

Il viaggio distopico dei Rush

2112 è il quarto album in studio del gruppo musicale canadese Rush, pubblicato nel marzo 1976 dalla Mercury Records.
Dopo il flop del lavoro precedente, la casa discografica fece pressione sulla band nel tentativo di virare su brani brevi e commerciali. I Rush chiaramente rifiutarono (..fortunatamente), decidendo di incidere quello che sarà la loro consacrazione a livello internazionale.
Rischiando il tutto per tutto, "2112" inizia con una suite monumentale della durata di 20 minuti, in cui Alex Lifeson (chitarra), Geddy Lee (voce e basso) e Neil Peart uniscono tecnica, melodia e virtuosismi vari per confezionare un brano che da solo vale il "prezzo del biglietto".
Divisa in 7 parti, 2112 racconta di un futuro distopico dominato dai "Sacerdoti dei Templi di Syrinx", che controllano ogni aspetto della vita e dell'espressione umana. Il protagonista ritrova una vecchia chitarra e riscopre la musica e l'individualità creativa, prima che la sua ribellione si scontri tragicamente con la rigida oppressione della dittatura.
Il resto del disco contiene canzoni più brevi e slegate dal concetto narrativo di "2112", mantenendo il songwriting sempre di pregevolissima fattura; da "A Passage to Bangkok", traccia dalle venature psichedeliche e orientali, a "Twilight Zone", un omaggio alla serie televisiva paranormale Ai Confini della Realtà.
La copertina del disco ha introdotto per la prima volta l'iconico logo dello Starman (l'uomo n**o di spalle davanti a una stella rossa a cinque punte), ideato dal grafico Hugh Syme. La figura rappresenta l'essere umano astratto e l'espressione della creatività individuale.
I testi dei brani sono per la maggior parte scritti dal batterista Peart, le musiche sono frutto di Lee e Lifeson.
Come già detto, "2112" fu il primo vero successo commerciale dei Rush con oltre tre milioni di copie vendute negli USA, ottenendo il triplo disco di platino. Se oggi esistono band prog metal come Dream Theater, Symphony X e Queensryche, lo dobbiamo senza ombra di dubbio alle solide basi gettate dai Rush.
©maxungiro | 2026

03/07/2026

Rispetto di Zucchero...
Dispetto a Mogol? 🤙🙄

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Via Ilioneo, 48
Bagnoli
80124

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