Canyon Park

Canyon Park il primo e unico Parco Avventura dentro un canyon! Esplorazioni in Sup, Attività esperienziali nella foresta o sull'acqua, Trekking.
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Nato nell'Agosto 2015 Canyon Park è il primo e unico PARCO AVVENTURA costruito dentro un canyon e sospeso sopra un fiume verde smeraldo.

Canyon Park è nato grazie a noi, famiglia, amici, professionalità e tanto, ma proprio tanto … c**oScopri perché !!!⬇️⬇️⬇...
01/04/2026

Canyon Park è nato grazie a noi, famiglia, amici, professionalità e tanto, ma proprio tanto … c**o

Scopri perché !!!
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13/03/2026

Abbiamo voluto aprire uno spazio dove raccontare le "storie dal Canyon" perché in effetti sono molte le cose da ricordar...
10/03/2026

Abbiamo voluto aprire uno spazio dove raccontare le "storie dal Canyon" perché in effetti sono molte le cose da ricordare, spesso al limite dell'assurdo.

Dai clienti prelevati con la forza dai carabinieri sul percorso agli addii al celibato un pò troppo alcolici. Una volta un gruppo arrivò in ritardo perché arrestato per sequestro di persona (lo sposo).
Ma arrivò che diamine

Ma anche storie di viaggi e di famiglia, spesso politicamente scorrette.
Ma sempre e comunque vere.

Buona lettura!!!

Racconti, aneddoti e momenti vissuti al Canyon Park in Toscana. Storie vere, esperienze autentiche e il lato più umano dell’outdoor.

"Abbiamo visto cose che voi umani" .... Dal nostro (nuovo) blog !!!! 😎
09/03/2026

"Abbiamo visto cose che voi umani" ....
Dal nostro (nuovo) blog !!!! 😎

Nubilati e Celibati a confronto al Canyon Park: un racconto ironico e politicamente scorretto tra prosecco, birre Moretti e rituali iniziatici nella natura.

Per chi fosse interessato si prega di scrivere a inmind@canyonpark.it👇👇👇👇
06/02/2026

Per chi fosse interessato si prega di scrivere a [email protected]
👇👇👇👇

CERCHIAMO PERSONALE
- Notte in Foresta -
• Stagione 2026 •

Per la stagione estiva cerchiamo una figura da affiancare al team INmind per la conduzione della Notte in Foresta, un’esperienza immersiva notturna in Natura.

La Notte in Foresta è un’esperienza semplice e autentica, fatta di bosco, fuoco, condivisione, presenza e cura degli spazi.

Il ruolo prevede:

• accoglienza e accompagnamento del gruppo
• supporto nella gestione della cena condivisa
• cura e gestione del fuoco
• allestimento amache e tende
• presenza attiva e responsabile durante la fascia serale e notturna
• supporto al riordino finale degli spazi

Cerchiamo persone che:

• abbiano esperienza di vita all’aperto (campeggio, bosco, bivacchi, rifugi)
• si sentano a proprio agio nella gestione di gruppi in contesti serali e notturni
• sappiano svolgere con naturalezza attività pratiche e manuali
• abbiano sensibilità nel creare un’atmosfera rispettosa e accogliente
• non abbiano difficoltà con aspetti logistici e operativi
• amino il contatto diretto con le persone e con la natura
• siano affidabili, presenti e flessibili, consapevoli che l’esperienza include momenti conviviali e fasi di lavoro manuale

Per informazioni e candidature: [email protected] oppure WhatsApp al +39 351 8628281

08/01/2026

In volo sulle Dolomiti con gli amici di ._ al !!

La befana vien dal CieloUn evento speciale domani a Diecimo, Borgo a Mozzano !!Non mancate !!!
05/01/2026

La befana vien dal Cielo

Un evento speciale domani a Diecimo, Borgo a Mozzano !!

Non mancate !!!

11/12/2025

I migliori regali 🎁 non si scartano
Si vivono‼️

𝗧𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼, 𝗦𝘃𝗶𝗹𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗮𝗺𝗲𝗻𝗶𝘁𝗮'La testimonianza di un (piccolo) operatore del settoreSenza dubbio la stagione 2025 pu...
10/09/2025

𝗧𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼, 𝗦𝘃𝗶𝗹𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗮𝗺𝗲𝗻𝗶𝘁𝗮'
La testimonianza di un (piccolo) operatore del settore

Senza dubbio la stagione 2025 può essere definita anomala.
Il meteo certo non ha aiutato con una primavera monsonica, un luglio fresco e piovoso e un Agosto decapitato dal 20 del mese. Ma riteniamo che la stagione in via di conclusione abbia segnato la conferma di un processo in corso da non sottovalutare.

Partiamo con una premessa contro-corrente e anomala per un’impresa come la nostra.
Il turismo non è LA soluzione, non è il petrolio che molte fonti tendono a sopravvalutare e, anzi, in molti casi può essere estremamente impattante nella vita dei residenti, tanto sui centri urbani storici quanto per l’ambiente.

Dal punto di vista “tecnico” secondo molti autorevoli economisti, nonostante il nostro sia un settore che appartiene al mondo “export”, il turismo è un’industria ad alta intensità di lavoro (e non di capitale) e caratterizzato da un basso livello di produttività, dalla prevalenza di contratti stagionali e un livello medio degli stipendi sotto la media (secondo l’Istat e il CNEL l’indice dei prezzi degli hotel è aumentato del 60% mentre i contratti di lavoro solo de 4% nel periodo 2015-2025). Inoltre, il peso reale del settore è pari al 6,2% del PIL (fonte Eurostat) e non il 13% come affermato dall’attuale Ministra del Turismo.

Questi sono solo numeri freddi e statistiche, che però devono rappresentare la base della discussione. In particolare per le aree interne, in evidente crisi demografica e di sviluppo, che puntano molto sul turismo verde come soluzione ai problemi che le affliggono.
Inoltre un recente documento -il Piano Strategico Nazionale Aree Interne 2021-2027 (Psnai)- non sembra più focalizzarsi sulla possibilità di invertire questa tendenza di progressivo degrado ma anzi di accettarla.

Quello che abbiamo notato nel 2025 come operatori del settore, anche se di nicchia e con attività che coinvolgono -per scelta- piccoli numeri seppur rappresentativi nel mondo outdoor e delle vacanze attive, ci ha fatto porre diverse domande sull’andamento del turismo.

Nel corso del 2025 a Canyon Park abbiamo mantenuto il numero delle presenze ma solo grazie all’aumento dei visitatori stranieri. Il numero di italiani è in calo da due anni.
Mentre fino a poco tempo fa le gite scolastiche trascorrevano una giornata in natura con due attività -anche esterne a quelle di Canyon Park- adesso ne scelgono solo una. I team building hanno registrato un calo drastico, con le aziende che tagliano sulla formazione tra le prime voci di spesa. Anche i privati hanno subito una lieve ma costante riduzione.
Al contrario il turismo straniero registra un costante incremento che va a compensare i numeri del turismo nazionale.
E’ importante sottolineare che attirare clienti stranieri da un bacino più ampio di quello locale implica una profonda conoscenza degli strumenti digitali moderni, spesso con professionisti dedicati, che non tutte le aziende possono permettersi sia per la dimensione aziendale che per la preparazione necessaria. In sostanza non tutti possono avere accesso a questi strumenti in maniera efficace.

Probabilmente la ragione principale è che questo fenomeno sia dovuto al progressivo disaccoppiamento tra l’andamento generale dei prezzi in Italia e la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie e lavoratori.
Se confermato, questo trend implica un ripensamento del turismo a meno che non vogliamo contagiare le aree interne con i malanni che hanno colpito irrimediabilmente città come Venezia, Firenze e in parte Roma con le abitazioni, i servizi e le attività essenzialmente rivolte agli stranieri con prezzi che in molti casi i locali non possono permettersi.

In questi anni una delle strategie di promozione delle attività che puntano alla genuinità della proposta è basata sullo slogan “live like a local” (vivi le esperienze come se tu fossi uno del posto). Ma se il local è scappato perché non può permettersi di vivere a casa propria il problema è doppio. Innanzitutto di gentrificazione, in seconda battuta viene venduta una menzogna perché il local non c’è più.
Un paradosso.

Oggigiorno un video virale sbagliato può desertificare una destinazione. Pochi giorni fa siamo stati sulle Dolomiti dove un rifugio, al quale si accede esclusivamente a piedi, mostrava una Harley Davidson in vetrina. Appena entrati appariva un privée che alla modica cifra di 1000€ poteva essere prenotato per consumare champagne e ostriche.
Il luogo era una meta di pellegrinaggio per i selfie.
Ma assolutamente finta. In valle, non in rifugio, una pizza tonno e cipolla costava 23€.

Sempre a Giugno siamo andati in bici sull’Alta Via N1 sulle Dolomiti. Eravamo gli unici italiani in mezzo a una orda di americani. “Da quando siamo diventati patrimonio UNESCO e il National Geographic ha fatto un servizio su di noi tutto è cambiato” mi ha detto lo storico gestore del rifugio Fanes. Venti anni prima era un altro mondo in effetti.
La cosa ironica è che questo ricalca esattamente lo stesso processo registrato alla Cinque Terre. La maledizione combinata UNESCO- Nat Geo, organismi meritori che puntano a valorizzare luoghi e tradizioni, ha ottenuto un risultato decisamente contrario ai propri scopi istituzionali.

Siamo stati recentemente invitati a parlare a un convegno nel suggestivo e genuino borgo di Montefegatesi al quale hanno partecipato il consigliere regionale Mario Puppa e la presidente dell’Unione dei comuni della Garfagnana Mariani, per dicutere sulle strategie per invertire il processo di declino delle aree interne.

Per noi la soluzione non viene DAL turismo. Anche, ma solo in seconda battuta, proprio per le premesse di cui sopra.
Riteniamo anzi che le soluzioni (al plurale) derivino da un ripensamento del ruolo delle imprese che vivono grazie al territorio ma soprattutto da politiche di sviluppo territoriale pensate ad ogni livello che puntino a invertire, non solo frenare, l’abbandono.

Per quanto riguarda le imprese, la nostra per prima, riteniamo sia opportuno ribaltare la prospettiva. Chi vive grazie al territorio che lo ospita deve restituire a quest’ultimo, sotto varie forme, il privilegio di operare in natura. Chi percorre sentieri, naviga sui fiumi, cammina nei boschi deve dedicare una parte non indifferente delle proprie risorse al mantenimento dell’ambiente grazie al quale opera. Proprio come se il territorio fosse un macchinario di una fabbrica dal quale dipende la propria produzione, mantenendolo in ottimo stato e prendendosene cura in via stabile e continuativa.
Ma non solo, ogni operatore deve promuovere il proprio territorio e non solo la propria attività, possibilmente facendo rete con altri attori locali e molteplici settori attivando un’economia circolare che generi uno sviluppo diffuso.
Da anni cerchiamo di portare avanti questo approccio e dobbiamo dire che il territorio e chi lo abita ci sta dimostrando una stima, collaborazione e vicinanza che mai avremmo sognato.

Ma come dicevamo il turismo non è la soluzione e non è il nostro mestiere stabilire quale sia la strada giusta. Sicuramente investire su scuola, connessione e trasporti può aiutare a invertire il processo di abbandono delle aree interne richiamando famiglie, nomadi digitali e abitanti delle città che cercano un luogo più accessibile economicamente, genuino e meno stressante. Ricreare la “normalità” insomma, un luogo dove vivere bene e-senza privée, selfie e Harley Davidson in vetrina- la genuinità sia il vero e imperdibile lusso che molte persone si possano permettere.

Ci farebbe piacere sapere la vostra opinione. Che siate attivi nel settore del turismo e non.

I ragazzi e ragazze del parco hanno una tradizione Ogni 10 Agosto , dopo una giornata intensa al parco e prima di un’alt...
11/08/2025

I ragazzi e ragazze del parco hanno una tradizione
Ogni 10 Agosto , dopo una giornata intensa al parco e prima di un’altra non da meno, organizzano una 𝘁𝗲𝗻𝗱𝗮𝘁𝗮 sul Monte 𝗣𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗙𝗶𝗼𝗿𝗶𝘁𝗼

Si godono il tramonto , cenano, dormono e si godono l’alba

Poi scendono giù in valle per lavorare
Con una bel ricordo in più … ❤️

Noi di 𝗖𝗮𝗻𝘆𝗼𝗻 𝗣𝗮𝗿𝗸 𝗮 𝗕𝗮𝗴𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗟𝘂𝗰𝗰𝗮, abbiamo deciso di affidarci a Trustpilot come sistema verificato e indipendente di ...
30/07/2025

Noi di 𝗖𝗮𝗻𝘆𝗼𝗻 𝗣𝗮𝗿𝗸 𝗮 𝗕𝗮𝗴𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗟𝘂𝗰𝗰𝗮, abbiamo deciso di affidarci a Trustpilot come sistema verificato e indipendente di valutazione dei nostri servizi

Riteniamo che tenere traccia delle opinioni di chi ci visita sia fondamentale per mantenere la bussola puntata sull'eccellenza

Qui il nostro profilo !
https://it.trustpilot.com/review/canyonpark.it

Indirizzo

Via Scesta
Bagni Di Lucca
55022

Orario di apertura

Sabato 10:00 - 18:00
Domenica 10:00 - 18:00

Telefono

+3905831748094

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