19/10/2021
La nostra nuova pietra della memoria l’abbiamo dedicata a una Grande Donna, Ipazia.
Matematica, filosofa e astronoma, nacque ad Alessandria D’Egitto intorno al 370 dC.
Viene descritta come una scienziata e filosofa dai talenti insoliti che partecipava attivamente alla vita politica.
Ma ciò che all’epoca rese grande Ipazia fu che non riservò la sua grande conoscenza solo per sé o per pochi eletti, ma al contrario uso la magnifica libertà di parola e di azione che le veniva dalla sua cultura condividendola con chiunque stava in torno a lei.
Si gettava addosso il mantello e uscendo in mezzo alla città spiegava pubblicamente a chiunque volesse ascoltarla Platone o Aristotele o le opere di qualsiasi altro filosofo.
Già nel 393 dC, era a capo della scuola d’Alessandria, insegnava a suoi allievi a considerare la filosofia “uno stile di vita, una costante, religiosa e disciplinata ricerca della verità”.
A causa della sua straordinaria saggezza, tutti la rispettavano profondamente e provavano verso di lei un timore reverenziale, scriveva Socrate Scolastico.
E proprio per questa sua autorevolezza che fu uccisa, assassinata brutalmente dai “talebani” della sua epoca. Fu vittima del fanatismo religioso, dei giochi di potere.
I fondamentalisti temevano che la sua filosofia e la sua libertà di pensiero rappresentassero un’influenza pagana sulla comunità cristiana di Alessandria.
Ed il suo essere donna fu un aggravante per la sua posizione di persona di libero pensiero.
La sua uccisione segnò la fine del paganesimo. Una profonda ferita per la scienza e per la dignità stessa delle donne.
Ipazia diventò così una martire del pensiero scientifico e fu “l’ultimo fiore meraviglioso della gentilezza e della scienza ellenica”, scrisse Pascal.
La storia di Ipazia, ancora oggi, dovrebbe farci riflettere su come i dogmi ideologici, religiosi o di qualsiasi altra natura, siano nemici della conoscenza, della libertà di pensiero e dell’evoluzione.