14/07/2026
Cara Simona, cari tutti di Coro UnicaVuci,
a nome del presidente dell'associazione 936 pezzi e di tutti i tesserati che hanno vissuto con noi la giornata di domenica 12 luglio alle Cave, desidero lasciarvi un ringraziamento che nasce da un'emozione vera.
Grazie per aver scelto le Cave come luogo per il vostro lavoro di registrazione, e grazie per averci regalato "Ciel' e Mmari". Non è stato semplicemente un concerto: è stato un gesto di restituzione. Avete preso canti che rischiavano di dissolversi nel silenzio, voci di pescatori raccolte da più di un secolo fa, e li avete rimessi al mondo, vivi, dentro le nostre pietre.
Vorrei dirvi, Simona, perché quella cantata mi ha toccato in un punto così profondo. Sono cresciuto in un quartiere dove c'era il mare, un mare vero, abitato: barche, reti stese ad asciugare, pescatori che uscivano all'alba e tornavano con l'unico mestiere che sapevano fare, senza partita IVA, senza niente che li tutelasse, solo le mani e la conoscenza dell'acqua. Alcuni il pesce lo vendevano in bicicletta, di porta in porta. Con la mia famiglia, un giorno, ci siamo messi a fare l'elenco dei nomi di tutti quei pescatori che avevamo conosciuto, i nostri vicini di casa e a un certo punto ci siamo persi, perché erano tanti, ed erano tanti i volti che tornavano alla mente insieme ai nomi.
Oggi di quel mare resta il mare, ma non è più accessibile. Resta lo scarico fognario. Non restano le barche, non restano le voci che si rispondevano l'una all'altra nel ritmo del lavoro quella tecnica responsoriale che voi avete studiato e che noi, semplicemente, un tempo, sentivamo dalle finestre.
Per questo, quando UnicaVuci ha cantato, non stavamo solo ascoltando musica: stavamo riascoltando qualcuno. Avete dato voce a un mondo che nella mia famiglia si porta avanti solo per via orale, di ricordo in ricordo, ed è un dono raro sentirlo tornare a vivere fuori dalla memoria privata, dentro un canto condiviso da tanti.
Tutti i tesserati che hanno partecipato ce l'hanno detto con calore genuino: è stata una delle emozioni più belle regalate dalle Cave quest'anno. E questo lo dobbiamo a voi, alla vostra ricerca paziente, alla vostra capacità di far diventare la musica, come la definite voi stessi, una vera "tecnologia collettiva" di condivisione.
Grazie di cuore, a Simona e a ogni voce del coro, per il tempo, lo studio e la passione che mettete in questo lavoro prezioso. Le Cave, e tutti noi, vi aspettiamo per tornare a cantare insieme.
Un pensiero di gratitudine va anche a Diego Pascal Panarello, che ha installato nella grotta l'audiovisivo MANTRAMARE, un live visual che ha reso lo spazio delle Cave ancora più denso di suggestione, intrecciando immagini, animazioni e suono in un'unica opera corale. Un lavoro nato nel 2010 dalla collaborazione tra Diego Pascal Panarello (immagini e parole), Alice Rosa (animazioni) e Infrason (musiche), e che ha portato tra noi la figura dello Zu Mico, Domenico Patania, pescatore "cunzaro" di Augusta, che iniziò a pescare in equipaggio col padre e i fratelli maggiori già a 7 anni, e a 12 conquistò il libretto di professionista, navigando a remi e a vela tra i mari di Sicilia e Puglia nella pratica quasi mantrica del conzo. Vedere e sentire la sua storia proiettata sulla pietra, proprio mentre risuonavano i canti di mare di UnicaVuci, ha creato un dialogo tra le due opere che ha reso la giornata ancora più intensa: due modi diversi di custodire la stessa memoria del mare e di chi lo ha vissuto lavorandolo con le proprie mani.
Un grazie di cuore va infine a Francesco Blancato di Suq Magazine, che ci ha sfamato con le sue prelibatezze, prendendosi cura di noi anche nel corpo, oltre che nello spirito, un gesto di ospitalità che ha reso la giornata alle Cave, ancora una volta, un'esperienza di comunità completa.
Con affetto e gratitudine,
936 pezzi