09/01/2026
Trump è il volto vero degli Stati Uniti. Ha gettato la maschera di ipocrisia dei suoi guerrafondai predecessori e fa quello che gli altri prima di lui hanno fatto da sempre.
La storia degli Stati Uniti d’America, dalla guerra d’Indipendenza fino ai conflitti contemporanei, è impastata di partecipazione diretta o appaltata a guerre su scala globale.
Dal presidente James Monroe, l’interventismo militare è stato per Washington lo strumento di affermazione della propria egemonia.
Nel 1846 con la guerra contro il Messico gli USA si incorporò il Texas, California e Nuovo Messico. Sul piano interno, l’espansione verso le terre dell’ovest portò alle guerre indiane, ossia al genocidio dell’intero popolo nativo americano di cui il massacro del Sand Creek, perpetrato da un reparto del Colorado Cavalleria che massacrò 500 Cheyenne nel loro villaggio, dei quali, più della metà, erano donne e bambini, resta l’atto più vile delle forze armate statunitensi.
Con la guerra contro la Spagna, nel 1988, conquistò Cuba, Porto Rico, Guam e le Filippine segnando l’inizio del suo imperialismo.
Nel 1917, sotto la presidenza Roosevelt, abbandonò il tradizionale isolazionismo partecipando alla Prima guerra mondiale.
Dopo l’attacco giapponese a Pearl Habor, gli USA intervennero nel conflitto (1941-1945) contro il Giappone, la Germania e l’Italia, ossia Hi**er e Mussolini.
Terminata la Seconda guerra mondiale estesero la supremazia politica e militare con la NATO su mezza Europa per poi rivolgere l’attenzione sull’Oriente.
Dal 1950 al 1953 la guerra contro il Nord Corea comunista ove, per la prima volta, presero le cosiddette mazzate. Altre mazzate le presero nel 1961 nella baia dei Porci, nel tentativo, ordinato dal presidente Kennedy, di rovesciare il governo di Fidel Castro a Cuba.
Mazzate prese ancora dal 1955 al 1975 nella guerra del Vietnam motivata dalla “teoria del dominio”. La disfatta, in questo caso, ebbe ripercussioni profonde sulla società statunitense.
Nel 1983 l’invasione di Grenada; giustificata con la necessità di proteggere cittadini statunitensi e contrastare l’influenza comunista nei Caraibi. Gli anni Ottanta si chiusero con l’intervento militare a Panama per deporre il dittatore Manuel Noriega.
Dal 1990 al 1991 gli USA hanno guidato la cosiddetta coalizione internazionale (Gran Bretagna) per respingere l’Iraq di Saddam Hussein dal Kuwait occupato. Nel 1993 la “missione umanitaria” in Somalia che oggi si ricorda per la tragica battaglia del Pastificio a Mogadiscio.
Nel 1995, Bill Clinton presidente, bombardò per settanta giorni consecutivi la Jugoslavia. Dal 2001 al 2021 la guerra in Afghanistan in risposta agli attentati dell’11 settembre, determinati a smantellare Al-Quaeda e rovesciare i Talebani ed è terminato con un controverso ritiro.
Dal 2003 al 2011 guerra in Iraq, basata sull’accusa, mai provata, del possesso di armi di distruzione di massa da parte di Saddam Hussein.
Dal 1947 la “democrazia americana”, oltre all’uso della forza, ha usato la manipolazione politica e lo spionaggio per provocare cambi di regime. Ha dato sostegno a gruppi armati, ha corrotto funzionari militari e civili di diverse decine di paesi, ha attuato, senza scrupoli, guerre economiche, ha organizzato tramite la CIA colpi di stato:
- in Guatemala il 27 giugno 1954;
- nel 1965 a Santo Domingo;
- nel 1973 ha fornito sostegno attivo al dittatore cileno Augusto Pinochet nel il colpo di Stato contro il presidente Salvador Allende;
- nel 1976 ha sostenuta la giunta fascista argentina alla faccia dei 10mila desaparecidos;
- negli anni 70 e 80: "Operazione Condor", ha sostegno dei regimi dittatoriali di Argentina, Cile, Uruguay, Paraguay, Bolivia e Brasile;
- nel 1980, consiglieri militari in El Salvador a schiacciare la ribellione del Fronte per la Liberazione Nazionale.
Trump, gettando la maschera, ha esteso il “giardino di casa” all’Atlantico, all’Artico, all’Europa, a un pezzo di Medio Oriente. È tutto roba sua. È l’originale statunitense. Non è affatto imprevedibile. Anzi. È prevedibilissimo: prende quello che vuole senza indorare la pillola con la difesa della democrazia ed altre fandonie come facevano quelli prima di lui. Per ora il Venezuela, appresso la Groenlandia, l’Iran, la Colombia e così via.
Nel caso del Venezuela, qual è l’aggressore e quale l’aggredito? Il cattolico atlantista presidente Mattarella al riguardo non parla. La presidente Ursula von der Leyen e i cosiddetti volenterosi balbettano. Dove è finita l’Europa di Kant, Hegel, Voltaire, Montesquieu, Macchiavelli. Servi devoti del padrone statunitense; il più servo dei servi è il governo italiano.
Gli Stati Uniti sono uno “stato canaglia” dal diciannovesimo secolo in poi. Hanno il record assoluto di morti ammazzati e di violazioni del diritto internazionale. Altro che grande democrazia. Martin Luther King Jr. ancora lo testimonia.
La storia cambierà quando le masse subalterne statunitensi prenderanno coscienza e troveranno la forza di ribellarsi. È un augurio. In fondo…l’ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione.