08/06/2026
Alessandra Necci "Il mondo cambiato dalle donne"
Nell'antica Grecia il ruolo della donna era molto sacrificato. Ma nei poemi epici come Odissea e Iliade le figure femminili sono centrali, forti, divenendo degli archetipi. Ad esempio senza Penelope non esisterebbe Ulisse, non esisterebbe l'Odissea. Figura moderna, indipendente, che sa badare a se stessa.
Nell'antica Roma troviamo le vere donne di potere, come Faustina Minore, mogli di Marco Aurelio, vera imprenditrice edile che costruì mezza Roma.
Nel Medioevo vediamo donne di potere poliedriche e incredibile, come Adelaide di Torino, che ha gestito enormi territori e guerre, solo per fare un esempio. Un pantheon ricco, con figure femminili di enorme forza e sensibilità, tra regnanti, scrittrici, mistiche e artiste.
Allora non esisteva l'ascensore sociale, bisognava essere nate al vertice per emergere e avere voce.
Nel Rinascimento soprattutto in Italia troviamo figure straordinarie come ad esempio Isabella D'Este, Lucrezia Borgia, Caterina Sforza e Caterina de' Medici. Doppio registro di potere e femminilità.
Grande capacità delle donne di questo periodo di utilizzare la cultura come vettore di cambiamento, con discrezione.
Caterina de' Medici è una delle figure più straordinarie, la più grande regina avuta dalla Francia, dove porterà molti artisti italiani. Rivoluzionerà anche la cucina francese con le influenze culinarie del nostro paese.
Ottima ambasciatrice del Made in Italy.
Donne che oggi definiremmo multitasking, che devono destreggiarsi tra numerose attività e altrettanti figli.
Un'altra epoca straordinaria è tra il Seicento e il Settecento, con idee rivoluzionarie, alle quali contribuiscono altri donne incredibili, come Maria Teresa d'Austria.
La Rivoluzione Francese tolse potere alle donne, anche a colpi di ghigliottina. Fraternità, ma non sorellanza, evidentemente.
La partecipazione femminile smette di essere elitaria nel Risorgimento italiano, con il protagonismo di donne di tutte le estrazione sociali, specialmente del popolo.
Arrivati all'Unità d'Italia, tante di queste figure femminili vengono dimenticate e le donne in generale hanno meno potere.
Tutto è conquista per il mondo femminile, niente è scontato, e diventa centrale la ricerca della felicità e dei propri diritti, come per le suffragette in Inghilterra.
La scrittura e la creatività è una delle chiavi per accedere alla consapevolezza e all'indipendenza.
Le storie delle donne danno voce a una molteplicità di voci, la narrazione è quello che tiene insieme tutte queste storie. Grazie a loro, alla loro disciplina e all'uso proficuo del tempo, oggi alle bambine si può dire: voi potete diventare tutto.
Come anche i bambini: perché le pari opportunità devono essere per tutte e tutti, in base alle proprie inclinazioni e capacità.
Per finire, Alessandra Necci si augura una maggiore solidarietà femminile, tasto ancora dolente. E la voci per lei necessarie sono quelle che fanno da bussola nella cultura.
Foto di Franco Rabino