Teatro ARKA

Teatro ARKA MASSIMO ZANASI • Art Dir. ARKA (H.C.E.) ph.: +39/070/944908 • mobile: +39/3801818228 • +39/3334846795 TEATRO ARKA (H.C.E.)

Intermedial Association (Sardinia) • Arts' Dramaturgy / LiveArts / PolyArt / SoundPoetry / Video / Free Impro / Art Installations / Synaesthesia. via Tevere, 47 • 09032 Assemini (CA) - Sardegna • Italia
Tel.: +39/070/944908 • cell.: +39/3801818228 • +39/3334846795 • E-mail: [email protected] //

Italiano:

Il Teatro ARKA (H.C.E.), fondato e diretto dal performer/regista Massimo Zanasi, si

compone di due settori complementari: l’Ensemble di Sperimentazione Teatrale, vero e proprio nucleo propulsore concentrato sulla ricerca dei modi e delle amodalità espressive e sulla produzione di opere che da alcuni decenni girano il mondo riportando in primo piano il problema dell’Artifex (Performer/Attante–Autore–Regista), ed il Laboratorio di Ricerca sullo spettacolo che può essere considerato un centro di iniziative culturali e di proposte artistiche particolarmente attento alle forme linguistiche ed estetiche delle diverse arti. Entrambi i settori svolgono il loro lavoro all’insegna di un progetto comune, denominato Drammaturgia delle Arti per sottolineare una ipotesi di sviluppo e di approfondimento del cosiddetto Teatro di Poesia attraverso ricerche parallele, aperte al confronto e alla cooperazione, per lo studio dei rapporti etici ed estetici tra le molteplici funzioni della parola, della visione, del suono, della scrittura e del movimento. InterAzioni Project – che ha superato i 40 anni di attività – non è solo una anti-rassegna, ma un progetto originale nato tempo fa all’interno dei programmi di studio e di ricerca scenica dell’Associazione Culturale Teatrale ARKA (H.C.E.), condotti parallelamente sui diversi linguaggi della scena e del pensiero contemporaneo. Questa idea di un laboratorio permanente e di una rassegna nazionale ed internazionale di Performing e Performance Arts (Teatro, Musica, Danza, Arti Visuali, Poesia), Video e Installazioni ci ha permesso di definire dei contatti stabili e stimolanti con altre direzioni artistiche con le quali coordinare in Europa – ed anche oltre, come in Asia, Nord–America... – i risultati di un particolare settore della Sperimentazione che per sua natura non fabbrica quasi mai dei “prodotti” di consumo immediato. La scelta, dunque, di presentare periodicamente al pubblico le ricerche di artisti provenienti da diversi ambiti – da quelli “indipendenti” a quelli “utopici” e talvolta “collaterali” rispetto alle istituzioni e al mercato attuali, scavalcando gerarchie e false classificazioni –, riassume ineluttabilmente i connotati di una scelta politica anche a favore delle lingue tagliate e delle grandi minorità del pensiero scenico e della storia dell’arte, come quelle provenienti appunto sia dalle isole etniche dell’area mediterranea in cui operiamo, che dalle isole etniche ed intellettuali presenti pur sempre nelle grandi aree metropolitane del pianeta. In tutti questi casi i parametri delle arti sceniche, delle arti visive, della musica e della poesia, sono insufficienti presi singolarmente e nell’utilizzarli bisogna continuamente metterli a registro tra loro con un approccio che sia anche antropologico e non solo estetico perché l’artista del nostro tempo – che si muove spesso in una luce di tramonto e di declino dell’arte come fenomeno specifico, affogata com’è in una generale estetizzazione dell’esistenza –, oltre a saper dire possa anche sempre sperimentare percorsi vecchi e nuovi per testimoniare dell’epoca in corso, per riscoprire continuamente ciò che deve dire, o almeno ciò che NON siamo, ciò che NON vogliamo. Intermedial Cultural Association
via Tevere, 47 • 09032 Assemini (CA) - Sardinia • Italy
phone: +39/070/944908 • mobile: +39/3801818228 • +39/3334846795 • E-mail: [email protected] //

English:


The ARKA (H.C.E.) Theatre, founded and managed by the performer/director Massimo Zanasi, is made up of two complementary sectors: The Theatrical Experimentation Ensemble, a real driving force concentrating on research involving modes of expression and on producing works which have been touring the world for several decades, refocusing attention on the problem of Polyartist (Performer/Actor-Author-Director), and The Performance Research Workshop, a centre for cultural and artistic proposals emphasizing linguistic and aesthetic forms in the various arts. Both sectors work under a single programme called Arts' Dramaturgy, whose aim is to develop and investigate so-called Poetic Theatre, using parallel research techniques of comparison and cooperation applied to the ethical and aesthetic relationships between the numerous functions of speech, sight, sound, text and movement. InterActions Project, celebrating its 40th birthday, is not only a retrospective but an original initiative under the auspices of the Intermedial Cultural Association ARKA’s (H.C.E.) study and research programmes, involving both modes of body/space expression and contemporary thought. This idea of a permanent workshop and a national and international retrospective of the Performing & Performance Arts (Theatre, Music, Dance, Visual Arts, Poetry), Video and Installations has led to permanent, stimulating contact with other artistic directors to coordinate, both in Europe and beyond (Asia, North America, ...), discoveries in this unique experimental sector which by definition almost never produced “goods” for immediate consumption. Thus the decision to periodically make public the efforts of artists coming not only from “independent” but even “utopian” and sometimes “collateral” areas compared with current institutions and markets, ignores hierarchies and distorted classifications. It invariably assumes political characteristics, favouring endangered languages and the great minorities of scenic theory and art history, like those arising from the ethnic islands of our Mediterranean as well as from the ethnic and intellectual “islands” present in the great metropolitan areas. In these cases, it is not enough to consider the parameters of scenic arts, visual arts, music or poetry singly; they must be constantly brought into focus using an approach which is both aesthetic and anthropological. The contemporary artist is often bathed in the dying light of art as a specific phenomenon and drowning in the general tendency to render all of existence as a sterile aestheticism. As a result, he/she must not only know how to express him/herself but also be able to experiment old and new ways of witnessing to the times he lives in, continually rediscovering what he/she has to say or, at least, what we are NOT and what we do NOT want.

Indirizzo

Via Tevere, 47
Assèmini
09032

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