26/10/2026
Caratteristiche del Manifesto del 1952
Il manifesto della XXVI Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia del 1952 fu ideato e disegnato dal grafico e artista Erberto Carboni (detto Lince, 1899–1984) in collaborazione con lo Studio Alma. Raffigura una spatola e una miretta (strumenti tipici dello scultore e del pittore) stilizzate, contornate o accompagnate da bandiere di tutto il mondo, il tutto posto davanti a una veduta incisa e stilizzata della città di Venezia.
• Tecnica: Carta / cromolitografia.
• Dimensioni standard: Circa 99 cm di altezza per 68 cm di larghezza.
• Inaugurazione dell'edizione: La XXVI Biennale aprì i battenti il 14 giugno 1952.
Contesto Storico della XXVI Biennale (1952)
• Il dopoguerra e le avanguardie: Nei primi anni Cinquanta, la Biennale di Venezia prosegue il suo processo di svecchiamento e riapertura alle avanguardie artistiche internazionali dopo la pausa imposta dalla Seconda guerra mondiale.
• Protagonisti e mostre: L'edizione del 1952 vede importanti presenze e retrospettive (tra cui artisti come Renato Birolli, Corrado Cagli e molti altri protagonisti dell'arte moderna e contemporanea dell'epoca), oltre a un intenso dibattito culturale documentato negli archivi storici dell'ente e negli studi critici dell'epoca.
• Evoluzione della grafica: Il manifesto di Carboni riflette il passaggio della grafica italiana del dopoguerra verso un linguaggio moderno, pubblicitario e istituzionale, un percorso che è possibile ammirare anche in rassegne storiche dedicate alla comunicazione visiva dell'ente, come l'esposizione sui manifesti della Biennale al Museo Le Carceri di Asiago.
Credit:https://asac.labiennale.org/attivita/arti-visive/annali?anno=1952