Art Loops Experience

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31/05/2026

Un viaggio millenario nella pietra di Teggiano. 🏛️✨
Oggi con Art Loops Experience ✨️ analizziamo i dettagli architettonici della Cattedrale di Santa Maria Maggiore, un vero e proprio gioiello di contaminazione stilistica nel cuore del Vallo di Diano.
Dall'eleganza del romanico pugliese importato da Melchiorre da Montalbano, fino alle raffinatezze gotiche della scuola toscana di Tino da Camaino per il monumento funebre dei Sanseverino. Un luogo dove maestranze diverse hanno lasciato una firma indelebile nei secoli.
👉🏻📣 Quale di questi dettagli ti affascina di più? La complessa simbologia dell'ambone del 1271 o la maestosità del portale in pietra locale? Scrivilo qui sotto! 👇🏻
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Step into the loop 🔁📽👣

27/05/2026

Qui è stata scritta la storia del Sud Italia. 🏰⚔️
Le mura esterne del Castello Macchiaroli di Teggiano (Salerno) custodiscono uno dei segreti più affascinanti del Medioevo. Di origine normanna e ampliato nel '400 dal re Ladislao di Durazzo, questo colosso di pietra divenne il quartier generale di Antonello Sanseverino. Fu proprio qui che nel 1485 il Principe di Salerno ordì la famosa Congiura dei Baroni contro il Re di Napoli, Ferrante d'Aragona.
Grazie alle sue colossali cortine merlate e ai suoi imponenti torrioni cilindrici scoperti, la fortezza resistette a mesi di durissimi assedi senza mai essere espugnata militarmente.Un capolavoro di architettura militare che domina ancora oggi il Vallo di Diano.
📣Tu conoscevi questa storia? Scrivilo nei commenti! 👇
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21/05/2026

Sapevi che il Cilento nasconde un'anima greca medievale?
Con questa nuova serie di reel ti portiamo alla scoperta del monachesimo italo-greco: un viaggio tra spiritualità orientale, natura incontaminata e capolavori d'arte bizantina.
📍Step 1 into the Loop 🔁👣 Il Monastero di Santa Maria di Pattano
A pochissimi chilometri da Vallo della Lucania sorge il cenobio italo-greco meglio conservato dell'intera area. Un luogo magico e sospeso nel tempo dove l'Oriente incontra l'Occidente.
🌿 Cosa rende unico questo "giro d'arte"?
La Torre Campanaria: un'architettura medievale tra le più originali del Sud Italia.
La Ca****la di San Filadelfo: un gioiello che custodisce affreschi bizantini del X-XI secolo, tra cui una magnifica Ascensione.
Le stratificazioni: i monaci edificarono il monastero sopra i resti di una villa rustica di epoca romana!
👉🏻📽Se ami i luoghi d'arte segreti e ricchi di storie da raccontare, salva questo post e organizza il tuo prossimo viaggio nel Cilento!
📣Vuoi scoprire le altre tappe di questo viaggio nel Cilento Bizantino? Lascia un commento e ti svelerò il prossimo monastero!👇
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19/05/2026
18/05/2026

Sarà inaugurata il 17 maggio 2026 al Museo del Tesoro di San Gennaro la mostra Il colore di Mimmo Jodice, l’inedita esposizione sui capolavori del Seicento napoletano del grande protagonista della fotografia contemporanea. Un’iniziativa prodotta ed organizzata da D’Uva srl in collaborazione con Mimmo Jodice Studio, a cura di Sylvain Bellenger.

L’esposizione presenta l’unico progetto a colori di Mimmo Jodice, dedicato ai capolavori pittorici del Seicento napoletano: un corpus raro e in parte inedito di opere, oggi nuovamente prodotto grazie all’iniziativa e all’intervento di D’Uva srl, da un’idea di Francesca Ummarino e Ilaria D’Uva.

La mostra, aperta al pubblico dal 17 maggio 2026 al 10 gennaio 2027, rappresenta il primo importante tributo espositivo dopo la scomparsa del fotografo, a cui il maestro aveva iniziato a lavorare, e intende riportare alla luce un aspetto meno noto ma centrale della sua ricerca.

Oltre quaranta le opere in mostra, alcune mai esposte prima, dal forte valore simbolico, distribuite lungo l’intero percorso del Museo del Tesoro di San Gennaro, dalle sale del Tesoro alle Sacrestie, con un allestimento che mette in dialogo fotografia, pittura e opere del museo. Un omaggio a un grande artista della cultura italiana e internazionale, che ha saputo raccontare Napoli con uno sguardo rigoroso, silenzioso e universale, lontano da ogni stereotipo.

L’apertura della mostra coincide con un importante rinnovamento per il Tesoro di San Gennaro che inaugura i nuovi spazi di accoglienza al Museo appena ristrutturati da D’Uva, secondo il progetto di Vanni del Gaudio e realizzati da Lavaggi&Montella eda WorkinArt di Paolo Gambardella e Luigi d’Amore, che ospiteranno la nuova biglietteria e il bookshop, ridefinendo l’accesso al complesso museale.

Ad essere presentato al pubblico anche il nuovo impianto di illuminazione, progettato dal lighting designer Filippo Cannata con il sostegno della Regione Campania, per valorizzare gli spazi e migliorare l’esperienza di visita.

Universalmente noto per il suo rigoroso bianco e nero, Mimmo Jodice realizza le immagini a colori negli anni Ottanta in occasione delle visite dell’artista al Museo di Capodimonte alla mostra “La Civiltà del Seicento a Napoli” curata da Raffaello Causa. In quell’occasione Jodice concentrò il proprio sguardo sulle grandi tele seicentesche di Jusepe de Ribera, Francesco Guarini, Caravaggio, Luca Giordano, Filippo Vitale, Battistello Caracciolo e Artemisia Gentileschi, mettendo in risalto particolari spesso marginali — frammenti di volti, uno sguardo, una mano, una piega di tessuto — dettagli poco visibili, isolati e restituiti in una dimensione sospesa, fuori dal contesto originario.

Le rare fotografie a colori, stampe da diapositive, presentate nel 1985 al Museo Villa Pignatelli a Napolinella mostra “Un secolo di furore”, sono state oggetto di un importante intervento di restauro curato da Barbara Jodice e Marco Spatuzza, riportando alla luce anche le preziose immagini inedite realizzate dall’artista.

Ne emerge un lavoro di grande intensità, frutto di una ricerca cromatica raffinata, a lungo rimasto ai margini della produzione più nota dell’artista, che oggi si rivela nella sua straordinaria forza espressiva e innovativa. Il colore, in queste opere, non è elemento descrittivo ma strumento analitico ed emotivo, capace di restituire la materia pittorica come esperienza contemporanea. Un percorso che prende forma anche grazie a un impegno concreto e continuo nella sua realizzazione, sostenuto e reso possibile da D’Uva, azienda che gestisce il Museo del Tesoro di San Gennaro.

L’allestimento della mostra, ideato da Sylvain Bellenger e progettato per gli spazi del museo da WorkinArt, mette in relazione le opere con le ricchezze del Tesoro di San Gennaro: tessuti e velluti antichizzati di ispirazione barocca, sono stati realizzati site specific per instaurare un dialogo con le opere fotografiche del maestro. La progettazione tessile dei velluti è stata curata da Maddalena Marciano, docente di costume dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, e la pittura dei tessuti realizzata in collaborazione con Giuseppe Ambrosio. A partecipare anche gli studenti del corso di costume dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.

Un lavoro che costruisce, grazie ai tessuti neobarocchi, un dialogo coerente e immersivo tra il potente cromatismo degli oggetti del Tesoro e l’esplorazione della pittura barocca attraverso lo sguardo e la macchina fotografica di Mimmo Jodice. In questo percorso, il minimalismo dell’artista, inteso come forma di essenziale epurazione spirituale, trova un inatteso punto di risonanza nella serie a colori. Le grandi composizioni del barocco napoletano vengono così trasposte in una nuova dimensione, dove il realismo fotografico non traduce ma apre a un altro realismo, a un altro immaginario della realtà, restituendo alla materia pittorica una intensità nuova e profondamente contemporanea.

Per visitare la mostra, il pubblico potrà optare anche per un itinerario speciale, promosso nell’ambito del progetto culturale di visite solidali SCINTILLARTE, che prevede un tour guidato dai giovani con disabilità de La Scintilla, associazione che fa parte della rete del Pio Monte della Misericordia, con cui il Museo del Tesoro di San Gennaro ha avviato, dal 2022, un percorso di collaborazione. Il progetto prevede, inoltre, il biglietto unico per visitare entrambi i musei. Per partecipare è necessario prenotarsi online sui siti del Tesoro di San Gennaro o Pio Monte della Misericordia.

Ad accompagnare la mostra il catalogo, coedito da D’Uva e Paparo Editore, che raccoglie i testi di Luca Massimo Barbero, Sylvain Bellenger, Stefano Causa, Erri de Luca, Ilaria D’Uva, Angela Jodice, Maddalena Marciano, Mario Martone e Francesca Ummarino.

La mostra è stata realizzata con il patrocinio della Regione Campania e del Comune di Napoli, con il sostegno di Fondazione Tridama, Mulino Caputo, Grimaldi Lines, D’Amico e Caronte spa.

18/05/2026

Velia, Episodio 3: Dal Quartiere Arcaico alla Torre Medievale 🏛️🏰
Nel terzo appuntamento dedicato al Parco Archeologico di Velia esploriamo l'evoluzione urbanistica, monumentale e difensiva del sito attraverso tre tappe fondamentali:
1️⃣ Il Quartiere Arcaico: Le fondamenta delle prime abitazioni dei coloni focei (VI sec. a.C.), poi livellate nel secolo successivo per fare spazio ai grandi edifici pubblici della polis.
2️⃣ Il Teatro: Costruito in età ellenistica sfruttando il pendio della collina e monumentalizzato in epoca romana. Oggi è stato completamente restaurato ed è tornato a ospitare rappresentazioni dal vivo.
3️⃣ L'Acropoli e la Torre Medievale: Il punto più alto del sito mostra una stratigrafia unica. Qui, nel XIII secolo, è stata eretta la maestosa Torre cilindrica di San Severino. Questa fortificazione angioina poggia direttamente sui resti del Tempio di Atena (V sec. a.C.), riutilizzandone i blocchi di arenaria per la costruzione. Dotata di base scarpata e di un ingresso sopraelevato per ragioni difensive, la torre rappresentava l'ultimo baluardo del castello medievale contro le incursioni saracene.Un viaggio nella storia dell'architettura e delle fortificazioni nel cuore del Cilento.

📍 Parco Archeologico di Velia, Ascea ✨️

👇 Lascia un commento: sapevi che la torre medievale è stata costruita riciclando letteralmente i blocchi del tempio greco?

09/05/2026

Velia Loop | Ep. 02: L’arco che ha cambiato la storia 🏛️Oggi il nostro viaggio nel Parco Archeologico di Velia ci porta davanti a un primato mondiale: la Porta Rosa.
Mentre nel resto d'Italia si costruiva ancora con sistemi architravati, qui gli architetti focei realizzavano un arco a tutto sesto perfetto, inserito in un viadotto che unisce i due crinali della città antica. Un’opera di ingegneria che ancora oggi lascia senza fiato per precisione e conservazione. 📐
Ma Velia è anche cura del corpo. Scendendo verso i quartieri residenziali, esploriamo le Terme Ellenistiche:
🔹 Ambienti intimi e circolari.
🔹 Sistemi di canalizzazione greca originale.
🔹 La prova di una cultura del benessere che precede la grandezza romana.Un loop tra ingegneria e vita quotidiana. 🔄

06/05/2026

Chi segue Art Loops Experience ✨️ sa che di solito ci perdiamo tra i marmi dei siti archeologici più famosi o nei corridoi dei musei che hanno fatto la storia d'Italia. Ma oggi facciamo un’eccezione, perché c’è un luogo nato da pochissimo, proprio qui nel nostro Cilento, che merita di essere raccontato.
Siamo a Vibonati, all'interno del suggestivo Convento di San Francesco di Paola. Qui, dal dicembre 2022, ha aperto un vero e proprio portale temporale: il Museo Logos. È una sfida coraggiosa, nata dalla visione dell'imprenditore Carmine Cardinale, che trasforma la narrazione storica in un’esperienza multisensoriale.
I numeri sono incredibili: parliamo di 3500 statue realizzate a mano e curate nei minimi dettagli. Ma la vera magia è il movimento. Oltre 1000 personaggi semoventi che, grazie a una meccanica prodigiosa, animano le scene.
È emozionante vedere come una realtà così giovane stia già diventando un punto di riferimento per l'arte e la cultura nel Cilento. Il Museo Logos non è solo un’esposizione, è un atto d’amore per il territorio che ti lascia senza fiato. Se cercate un'esperienza unica, lontana dai soliti circuiti ma con la stessa grandezza dei siti più noti, dovete ve**re qui. Come dicono al museo: non fartelo raccontare, vivilo.
👉🏻E voi, conoscevate già questa realtà nel cuore di Vibonati? Ditemelo nei commenti e partiamo insieme per il prossimo loop 🔁👣

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Indirizzo

Ascea
84046

Sito Web

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