25/06/2026
Rondine in 12 parole. Anzi, in infinite sfumature.
Sul palco della festa finale del 7 giugno, la World House ha restituito il cuore più vero di Rondine: voci, ferite, speranze e responsabilità che scelgono di incontrarsi davvero.
Fogli tra le mani, parole trattenute e poi consegnate, occhi lucidi, sguardi pieni. In quei gesti c’era una quotidianità fatta di passi difficili e bellissimi: restare nella relazione, ascoltare, accogliere il dolore dell’altro e dell’altra senza scappare.
È qui che il conflitto smette di essere una frattura e diventa possibilità. Non perché le differenze scompaiano, ma perché qualcuno decide di attraversarle.
Disarmarsi.
Ospitalità.
Fidarsi.
Umano.
Noi.
Ora lasciamo spazio alle immagini. Guardate questi volti: raccontano giovani che hanno scelto di abitare il conflitto per trasformarlo, insieme, in un nuovo inizio.
Aiuta la World House a dare voce a nuove storie di pace: sostieni direttamente le studentesse e gli studenti di Rondine con una donazione dal seguente link: https://www.retedeldono.it/donazione/progetto/67014e10-0129-467d-b22e-d553ccf9b3cc
Perché Rondine non si lascia semplicemente alle spalle. Rondine si porta dentro.
Buon vento a tutte e a tutti.
Viviamo in un tempo che corre, ma non sempre avanza. Le notizie cambiano ogni giorno, i conflitti restano. Guerre, divisioni e diffidenza sembrano rendere impossibile l’incontro.