Battito di Vita

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17/01/2024

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Un cuore che batteLa raccolta firme per la legge di iniziativa popolare “Un cuore che batte”, è un provvedimento che pre...
03/12/2023

Un cuore che batte
La raccolta firme per la legge di iniziativa popolare “Un cuore che batte”, è un provvedimento che prevede l’obbligo per le donne che vogliono interrompere una gravidanza di ascoltare il battito fetale durante l’ecografia.
Il progetto di legge prevede di aggiungere all’articolo 14 della legge 194 il comma 1-bis, secondo cui “il medico che effettua la visita che precede l’interruzione volontaria di gravidanza ai sensi della presente legge, è obbligato a far vedere, tramite esami strumentali, alla donna intenzionata ad abortire, il nascituro che porta nel grembo e a farle ascoltare il battito cardiaco dello stesso”. La proposta è stata depositata in Cassazione da ProVita e Famiglia lo scorso maggio ed è sostenuta da una moltitudine di associazioni antiabortiste.
Lo scorso anno, è stata l’Ungheria per prima ad approvare una legge che obbliga all’ascolto del battito. Dopo il ribaltamento della sentenza Roe v. Wade, molti stati americani hanno adottato le cosiddette “heartbeat bill”, che vietano l’ab**to nel momento in cui è percepibile il battito, ovvero intorno alle sei settimane”. È stato affermato poi che “A quell’età gestazionale, però, il rumore che si sente è l’attività elettrica di un gruppo di cellule, non il segno di un sistema cardiovascolare sviluppato o di un “cuore che batte”. La comunità scientifica, quindi, evita di interpretare il battito fetale come segno di vita. È proprio per questa che la proposta di legge acquista ancora più importanza, c’è bisogno di far conoscere la verità alle donne, è un loro diritto.

Appunto perciò l’obbiettivo della proposta di legge “Un cuore che batte” è quello di far comprendere alle donne che quello a cui rinunciano, spesso senza una vera e propria consapevolezza, è una vita, che il cuore c’è e batte.
Molte donne si sono ribellate, considerando ciò una violenza psicologica, in realtà però la legge non vuole far altro che mettere le donne difronte alla verità, e scegliere consapevolmente di voler interrompere non una gravidanza appena iniziata, ma di voler fermare quel cuore che batte dentro lei.

Indi Gregory è una neonata inglese di 8 mesi gravemente malata per una patologia mitocondriale incurabile e ricoverata a...
05/11/2023

Indi Gregory è una neonata inglese di 8 mesi gravemente malata per una patologia mitocondriale incurabile e ricoverata al Queen Medical Center di Nottingham, la bambina è stata condannata a morire per volontà dei giudici e dei medici britannici, per il suo caso si era fatto avanti il Bambino Gesù di Roma offrendo la possibilità di assisterla, come aveva fatto in passato per altri due bimbi inglesi, ma anche in quel caso la giustizia britannica aveva detto 'NO'.

La corte utilizza la formula secondo cui un trasferimento non sarebbe nell'interesse della piccola e comporterebbe per lei ulteriori sofferenze, ma i genitori non si sono ancora arresi, hanno già annunciato un ricorso.

«Indi Gregory, la bambina di appena 8 mesi gravemente malata, è stata condannata a morire per volontà dei giudici inglesi, che stanno ignorando il volere dei genitori. Si tratta di un fatto vergognoso, poiché è ai genitori che spettano in prima ed ultima istanza ciò che sia meglio per i figli». Lo afferma Antonio Affinita, direttore generale del Moige - Movimento Italiano Genitori «Negando il trasferimento della bambina in Italia - aggiunge Affinita - è stato rubato il diritto fondamentale del genitore, decidere per il bene del proprio figlio, ed è stata negata alla bambina la speranza di un tentativo di cura. Un copione già visto in passato, nei casi di Charlie Gard e Alfie Evans, quando dei giudici stabilirono l'obbligo di morire nonostante il parere contrario dei genitori».

La preoccupazione sale e queste aberrazioni, presto, potranno verificarsi anche da noi, attraverso queste leggi sull' eutanasia apparentemente camuffate dalla libertà di decidere.

Tratto da: GB, la neonata è incurabile. I genitori “Non staccate la spina, trasferitela in Italia”. Ma i giudici negano la richiesta; LA STAMPA.
https://www.lastampa.it/esteri/2023/11/02/news/regno_unito_neonata_incurabile_italia-13829520/

Parlare di laicità del diritto di nascere significa riconoscere alla vita la sua centralità e dignità. Sono state indivi...
16/10/2023

Parlare di laicità del diritto di nascere significa riconoscere alla vita la sua centralità e dignità. Sono state individuate otto condizioni culturali a sostegno del concepito come “uno di noi”.

1)➡️ L’umanità del concepito. Renderlo visibile, collocandolo nella categoria dei fragili e indifesi.
2)➡️ L’identità umana del concepito fa si che si inerisca nello spazio laico attribuendogli il principio di uguaglianza-non discriminazione. Non è lesivo della laicità riconoscere che tutti gli uomini sono uguali anche nella fase iniziale della vita.
3)➡️ La vita nascente rientra nel dovere di solidarietà verso i più poveri e deboli tra gli uomini.
4)➡️ Attenzione alla donna. Occorrono azioni che facendo capo al diritto di non discriminazione sia per la donna che per il bambino costruiscano un’alleanza per un obiettivo comune.
5)➡️ Riconoscere la vita sin dal concepimento diventa di per sé un elemento di prevenzione all’ab**to. Tale riconoscimento apre le strade a un sostegno post-concezionale, ricerca di alternative e soluzioni durevoli nel tempo.
6)➡️ Cercare strumenti alternativi ad una sanzione penale per la collaborazione e protezione della vita favorendone la prosecuzione della gravidanza.
7)➡️ Non fermarsi alla scelta di un male minore ma puntare al massimo bene possibile.
8)➡️ Comunicare il valore della vita facendo leva sulla scienza e i diritti dell’uomo.

Importante ricordare alla cultura laica che c’è una verità che non mette in lotta il rapporto tra diritto di nascere e laicità, l’impegno per la vita dei non nati si pone sullo stesso piano della difesa dei diritti dell’uomo, della dignità umana e del principio di uguaglianza.

(Tratto: https://pdf.extrapola.com/mpvV/44961.main.png)

Baby aborti: 4200 interruzioni di gravidanze in un solo anno per giovani ragazze con meno di 19 anni.Mentre le donne adu...
06/10/2023

Baby aborti: 4200 interruzioni di gravidanze in un solo anno per giovani ragazze con meno di 19 anni.
Mentre le donne adulte e realizzate professionalmente fanno sempre meno figli (con un aumento del calo demografico), aumenta il gruppetto di neo-mamme già in tenerissima età; ma contestualmente aumentano anche gli aborti tra le teenager. A ciò si deve aggiungere l'esplosione del consumo della pillola «dei cinque giorni dopo»,che nell'ultimo anno è cresciuto del 25%.
Questi dati mostrano come sempre più adolescenti vivono la sessualità con superficialità, con un conseguente aumento delle gravidanze indesiderate e quindi delle IVG.
Così lo scorso anno oltre 126 ragazzine sotto i 15 anni hanno abortito insieme alle
4200 adolescenti tra i 15 e i 19 anni.
In Italia sono circa 63.600 le Ivg totali del 2022. Quello che emerge dai consultori è che tra le quattordicenni c'è già chi ha fatto il bis dell'Ivg. Sei diciottenni avevano già quattro aborti alle spalle.

Questi dati dimostrano una verità importante: dal punto di vista educativo e formativo manca nel mondo dei giovani una educazione all'amore, al rispetto del proprio corpo, al dono di sé e al rispetto della vita. Una lacuna che il mondo degli adulti ha creato e continua a creare.

E tu cosa ne pensi ❓Cosa si potrebbe fare a riguardo ❓
Scrivilo nei commenti ❗

I figli delle provetta sono a maggior rischio di tumori infantili.Studi di almeno 15 anni, con un numero sempre crescent...
27/09/2023

I figli delle provetta sono a maggior rischio di tumori infantili.
Studi di almeno 15 anni, con un numero sempre crescente, tutti sottoposti ad attenta peer-review, mostrano ciò.
Uno degli ultimi studi pubblicato nel 2017 dall’American Journal of Obstetric & Gynecology che ha seguito nate e nati fino al diciottesimo anno di età ha mostrato che su 242.187 casi osservati, l’incidenza di neoplasie è di 1,5 su mille concepiti in provetta contro 0,59 su mille in modo naturale.
Una ricerca pubblicata nell’ottobre 2016 da Pediatric Blood & Cancer, rivista della Siop (Società internazionale di Oncologia pediatrica), indica fra i nati da fecondazione assistita «un maggior rischio statisticamente significativo» per retinoblastoma e tumori del rene. Su Pediatrics (marzo 2016) si osservano «un aumentato rischio di leucemia» e «un elevato rischio di linfoma di Hodgkin nei concepiti con fecondazione assistita».
Human Reproduction (vol.29, n.9, 2014) parla di «un maggior rischio di tumori del sistema nervoso centrale e di neoplasie epiteliali maligne».
Altri studi indicano un aumentato rischio di malformazioni congenite e di nascite pre-termine. Fertility and Sterility (vol.103, n.3, marzo 2015) parla di «maggior rischio di malattie infettive (...), asma, problemi genito-urinari, epilessia o convulsioni».
Presso l'Oncologia pediatrica all'istituto dei Tumori di Milano, nel foglio dell'anamnesi dei pazienti hanno introdotto la richiesta di notizie sul concepimento, se naturale o assistito.
Inizialmente si riteneva che la tecnica a maggior rischio fosse l’Icsi (Intracytoplasmatic S***m Injection, microiniezione dello spermatozoo nel citoplasma ovocitario, la più utilizzata tra le tecniche di secondo livello, ndr). Sembra invece che le differenze tra tecniche non siano significative.

L’ ab**to è l’interruzione della gravidanza prima che il feto sia in grado di sopravvivere autonomamente dalla madre. Pu...
17/09/2023

L’ ab**to è l’interruzione della gravidanza prima che il feto sia in grado di sopravvivere autonomamente dalla madre. Può avvenire per cause naturali o essere provocato artificialmente (IVG). Durante la gravidanza, nella donna, si assiste a processi maturativi, sia psicologici che cognitivi particolari, che la rendono molto vulnerabile. Fin dal concepimento si sviluppa in modo non consapevole un attaccamento al feto, anche nelle donne che progettano di abortire. Il momento gestazionale rappresenta una modificazione dell’immagine di sé e una verifica del proprio sentimento d’identità. Di conseguenza, l’interruzione di questo processo può causare una serie di problemi psicologici che destabilizzano la persona a livello profondo. Gettano la donna in una condizione di solitudine, in cui sperimenta per molto tempo un intenso vissuto di colpa, di dolore e fallimento, che la rendono più vulnerabile allo stress psicofisico.
Esistono tre particolari quadri nosologici:
-“psicosi post-abortiva” che insorge subito dopo l’interruzione della gravidanza, perdura oltre i 6 mesi ed un disturbo psichiatrico.
-“stress post-ab**to”, insorge dai 3 ai 6 mesi dall’IVG.
-“sindrome post-abortiva” viene considerata all'interno dei Post- Traumatic Distress Disorder (DSM IV-TR). I sintomi più frequenti sono: aspetti depressivi, sintomi tipici del panico, disturbo del pensiero, disturbo del comportamento alimentare, disturbo da uso di sostanze, disturbi della relazione affettiva, neurovegetativi e del sonno. I sintomi sono gli stessi di quelli dei reduci di guerra: flashback, incubi, allucinazioni. I sentimenti più frequenti sono angoscia, rabbia, colpa, rimpianto, perdita di interesse per la realtà circostante e stato di abbandono.
Nel lungo periodo di tempo, la pratica abortiva diviene un fattore di rischio che si associa:
-a un maggior rischio di depressione
-stati d’ansia che possono portare a isolamento sociale, fino a ideazioni suicidarie o tentativi di suicidio, disturbi del comportamento alimentare
-abuso di sostanze per alleviare lo stress o per allontanare emozioni negative
-disfunzioni sessuali e maggiori difficoltà nella relazione affettiva

Da un paio di mesi è stata lanciata la raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo: “Misu...
11/09/2023

Da un paio di mesi è stata lanciata la raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo: “Misure per la salute riproduttiva”, questa mira ad una maggiore liberazione dell’ab**to.
Facendo un confronto con il testo della 194, possiamo notare che con questa viene eliminato qualsiasi percorso alternativo all’ab**to, non solo mancano alternative, ma fino alla quattordicesima settimana si può abortire sempre e comunque: «L’ab**to può essere effettuato liberamente entro le prime 14 settimane dall’epoca gestazionale effettiva», recita l`art. 3.
Sono sparite quelle condizioni per accedere all’ab**to quali il serio pericolo per la salute della donna, la violenza e le anomalie del feto, allo stesso modo sono scomparse le proposte di legge come “Un cuore che batte”, in modo da ribadire che tutte le informazioni fornite alla gestante devono servire solo per abortire, non per tenere il bambino.
Qui l’obiezione di coscienza viene molto compressa, ed il singolo medico non può rifiutare di rilasciare il certificato abortivo: «Il personale medico interpellato non può opporsi al rilascio del certificato ai fini dell’interruzione di gravidanza» (art.5).
Inoltre, non ci sarà più il dovere di informare i genitori se la ragazza ha 16 o 17 anni, sotto questa età l’informativa ai genitori è obbligatoria, però se i genitori sono dissenzienti, si va dal giudice che si deve limitare a verificare che la ragazza scelga in piena libertà (così come prevede la 194).
Ma la scelta di una quattordicenne può veramente essere libera dai condizionamenti culturali pro-ab**to?

"E noi che stiamo qui – i nostri genitori ci hanno voluti. Non saremmo qui se i nostri genitori non lo avessero fatto. I...
05/09/2023

"E noi che stiamo qui – i nostri genitori ci hanno voluti.

Non saremmo qui se i nostri genitori non lo avessero fatto. I nostri bambini li vogliamo, li amiamo, ma che cosa è di milioni di loro?

Tante persone sono molto, molto preoccupate per i bambini in India, per i bambini in Africa dove tanti ne muoiono, di malnutrizione, fame e così via, ma milioni muoiono deliberatamente per volere della madre. E questo è ciò che è il grande distruttore della pace oggi.

Perché se una madre può uccidere il proprio stesso bambino, cosa mi impedisce di uccidere te e a te di uccidere me? Nulla."

Dal discorso di Madre Teresa di Calcutta quando le venne consegnato il premio Nobel per la Pace.

📖 In Canada nel 2016 è stata emanata la legge federale per legalizzare il suicidio assistito per i soli malati terminali...
04/09/2023

📖 In Canada nel 2016 è stata emanata la legge federale per legalizzare il suicidio assistito per i soli malati terminali entro i 6 mesi di vita residua attesa. La legge venne poi riformata nel 2021 con l'estensione a tutte le forme di sofferenza.

📖 In un sondaggio svolto questa estate da parte di Research Co., rilanciato dai media nazionali, ha rilevato che il 28% dei cittadini è d'accordo con l'ipotesi di approvare la richiesta di suicidio assistito da parte di persone senza dimora in salute e il 27% per i canadesi che versano in condizioni di estrema povertà.

🔖 Un quinto degli intervistati concorda con l'affermazione che "l'assistenza medica alla morte dovrebbe essere sempre consentita , indipendentemente da chi la richiede." Non è necessario dunque l'attestazione di una qualunque sofferenza.

📕 Non varrebbe più il principio di eliminare il sofferente con la sofferenza, ma anche tutti quelli che sono fragili e indifesi. Questa è la conferma che una volta legalizzata una forma anche ristretta di assistenza al suicidio assistito difficilmente ci si riesce a fermare. Basta una giornata storta, un brutto periodo, la scoperta di qualcosa che sembra insormontabile che rende accettabile il suicidio assistito, dimenticando che nella vita lottando, si può rinascere. 🌹

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