Par Tavan fâs la robe juste

Par Tavan fâs la robe juste Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Par Tavan fâs la robe juste, Poeta, Andreis.

NO COPYRIGHT SU TAVANUn articolo recente sul Messaggero Veneto ha trattato della "questione Tavan e i suoi diritti" soll...
28/03/2023

NO COPYRIGHT SU TAVAN

Un articolo recente sul Messaggero Veneto ha trattato della "questione Tavan e i suoi diritti" sollevando pubblicamente ed efficacemente il problema che non ci ha trovati impreparati visto che è da oltre un anno che raccogliamo le frammentarie informazioni in merito e che discutiamo sul "che fare".
D’altra parte ora sappiamo meglio cosa la casa editrice in questione intenda per "libertà di espressione".
Eravamo anche curiosi di vedere chi e come, fra i numerosissimi amici e conoscenti di Federico, avesse reagito allo "scempio" dell’acquisizione dei suoi "diritti".
Ora tutto è un po' più chiaro. Obbligati (ma non legittimati) dalla nostra storia p.T e d.T (si legge "prima Tavan" e "dopo Tavan", come Cristo direbbe lui) proponiamo a chi sia interessato a discutere e affrontare questa nuova "maledizione" che si è abbattuta su Federico.
Il problema dei "diritti" e la sua interpretazione estremamente estensiva prospettata nell'articolo, quindi non solo un'esclusiva sulle pubblicazioni future ma anche sull'utilizzo delle poesie in spettacoli e/o altro fino al preteso controllo su dibattiti e incontri che abbiano Tavan come tema (!) oltre ad essere un'interpretazione tutta da verificare, solleva questioni talmente importanti che non riusciamo ancora a rendercene conto compiutamente.
Siamo certi però che questa vicenda determinerà un precedente ed un salto di qualità inaccettabili, per il presente e per il futuro, di ciò che è niente altro che la pura e semplice "libertà di espressione" che riguarda tutt*, nessuno esclus*.
Un argomento che va ben oltre la persona di Tavan, ma che proprio per la sua eccezionalità e particolarità, non passerà sotto silenzio senza avere una adeguata opposizione e resistenza. Detta in altre parole dei diritti di Sgorlon non ce ne frega un c***o, ma della libertà di Federico sì. Fino ad ora ci siamo tenuti a debita distanza dagli aspetti legali e finanziari, non per una nostra insensibilità, ma per sottolineare la distanza incolmabile con chi si comporta in campo culturale (?) con modalità padronali.
Per essere più chiari, noi denari non ne abbiamo mai presi da nessuno e invece ce li abbiamo messi autofinanziando tutte le nostre iniziative comprese quelle con e su Federico.
Ma qualche curiosità ci viene e qualche domandina ce la facciamo, sperando di avere delle risposte. Come funziona con i tanti bravi poeti morti la questione dei diritti?
E con Pasolini come la mettiamo, visto le migliaia di spettacoli messi in campo?
Quanti soldi avranno sborsato in questo centenario? E a chi sono andati? Ai familiari? Chi determina il prezzario di/su Tavan, sempre che ci sia?
E ancora, è possibile conoscere quanti soldi sono andati o andranno ai parenti di Tavan?
È possibile conoscere con esattezza i termini del loro contratto o è un "segreto di stato"? Fermiamoci qui, ma potremmo andare avanti chissà quanto con le nostre impertinenti curiosità.
Che si tratti di un precedente pericoloso ci sembra pacifico.

Cosa succederà ora? Cosa faranno le altre case editrici? Ci sarà una gara a vendere e degli editori ad acquisire alle migliori condizioni i "diritti"?
Ci sarà una inflazione dei prezzi degli stessi? Chi sarà il prossimo? Non c'è due senza tre, immaginiamo.
Pensiamo che questa vicenda aprirà una falla nell'ambiente "culturale" di cui non si vede l'esito. Ma non è tanto il futuro che ci preoccupa, bensì il presente e fa maledettissimamente male constatare che è proprio con Federico Tavan che viene iniziata questa nuova strategia.
Senza ripetersi sulla sua importanza possiamo però dire che per tutti è (stato) un simbolo di libertà e che su questo possano riconoscersi quanti si sono interessati a lui in qualsiasi modo anche con opinioni molto diverse e discordanti (eretico, rivoluzionario, f***e, anarchico, marginale, visionario etc. etc.). E qui sta il punto che ci preme mettere a fuoco.
Una strategia editoriale piuttosto aggressiva, a giudicare dai primi passi che prevede dapprima il coinvolgimento nelle loro scelte, ma poi quello che sembra a tutti gli effetti un ricatto (?) per chi non si adegua alle ferree regole dei "diritti", ce lo chiediamo: lo è?
Detto per inciso non abbiamo niente di personale verso questa attività e avremmo pensato e detto le medesime cose anche se lo avesse fatto qualsiasi altra casa editrice.
Però non possiamo negare la nostra indifferenza alle scelte culturali/editoriali dell’editrice in questione, un fantasy multicolor che niente ha a che vedere col crudo realismo di Federico.

Ancora una veloce suggestione, fra le tante, dovuta alla casualità temporale di un passaggio nella città di Pordenonelegge e della lettura delle ultime pubblicazioni della casa editrice in questione e cioè che dopo la transustanziazione di F.T. in un parcheggio, ora abbiamo quella in un bancomat?
Il quadro che abbiamo iniziato a delineare è quello di un enorme paradosso talmente evidente che non riusciamo neanche a rendercene conto. Come sia possibile immaginare delle scelte liberticide (se le parole hanno ancora un senso) per mezzo e attraverso un campione di libertà quale è (stato) Federico?
Questo gigantesco tradimento lo accosteremo ai tanti misteri friulani come per esempio a quello che ha visto la cacciata dell'altro enorme poeta/intellettuale da questa ingrata terra senza che ancora nessuno si interroghi, anzi (Zannini docet). A questo punto si pone la classica domanda "che fare" per fronteggiare la nuova situazione, che poi tanto nuova non è, che si è venuta configurando?
E la risposta non può che essere "fai la cosa giusta".
Quale sia è difficile dire, ma non impossibile e per questo facciamo la proposta di iniziare un dibattito, dove si possa discutere, di quale sia la risposta, e la pratica, più giusta da mettere in campo per rimettere la "questione Tavan" su un piano corretto.
PAR TAVAN: FAS LE ROBE JUSTE!

Coletîf Chialtres - Par Tavan fâs le robe juste!

Collettivo per l’Ecologia sociale della Bassa Friulana, Dumbles - Gruppo di ricerca ecofemminista, Circolo libertario E. Zapata - Pordenone, Iniziativa Libertaria - Pordenone, Circolo libertario Caffè esperanto - Monfalcone, Gruppo Anarchico Germinal - Trieste

Indirizzo

Andreis

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Par Tavan fâs la robe juste pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Digitare