01/04/2026
Le pratiche delle radio libere, in particolare quelle dadaiste e provocatorie di Radio Alice, hanno guidato il lavoro di ricerca di Rita Brancato e Marco Papparotto.
La restituzione finale, in forma di prova aperta, ha visto l’alternarsi di studiate “improvvisazioni” strumentali e il reenactment di materiali d’archivio, con l’utilizzo di registrazioni di interviste e di dirette radiofoniche, reali o talvolta scritte e recitate per l’occasione.
Il processo creativo di questo collage narrativo che si intreccia alla performance musicale, è stato supportato dall’esperienza registica e attoriale del tutor della residenza, Ruggero Franceschini (artista associato di LUIT - Laboratoire Urbain d'Interventions Temporaires e co-direttore artistico del progetto di residenze).
Sul palco di 𝗔𝗹𝗶𝗰𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗽𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶𝗼 vengono affrontate questioni sociali e politiche provenienti direttamente dagli anni settanta, soprattutto dalla Bologna universitaria, rilette in forma ironica e giocosa così da creare un diretto parallelo con le criticità del nostro presente.
Elemento rivoluzionario e peculiare di Radio Alice è stata la sua volontà di garantire a chiunque la possibilità di far sentire la propria voce, tramite le telefonate in diretta, prima, e l’occupazione fisica degli spazi della radio, poi. Con questo stesso spirito gli artisti hanno voluto coinvolgere il pubblico presente in sala in un momento di vivace discussione e confronto, compiendo anche una riflessione proprio sui mezzi e le modalità di espressione indipendenti, di carattere popolare e territoriale, oltre che delle singole individualità, in un’epoca, quella odierna, che ha portato ad un’altrettanto importante rivoluzione nel campo della comunicazione, con l’utilizzo sempre più diffuso dei social media e la creazione di una piazza virtuale.
Si ringrazia La Marca di San Michele, sponsor dell’evento, che ci ha permesso di condividere con il pubblico, oltre alle idee creative, anche un brindisi conclusivo!✨🍾