03/05/2026
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Ad Anc**a usano ancora un porto costruito da Traiano nel 115 d.C.
Non come suggestione storica. Non come valorizzazione turistica. Il molo che Traiano fece costruire duemila anni fa è strutturalmente integrato nel porto commerciale che funziona oggi.
Questo posto esiste da prima che Roma fosse una repubblica. I Greci di Siracusa lo fondarono nel IV secolo a.C., quando Anc**a era già un punto di sbarco strategico sull'Adriatico. I Romani ci misero sopra le mani secoli dopo, e Traiano decise di farlo diventare qualcosa di serio.
Intorno al 115 d.C. fece costruire un grande molo curvo. Il progetto era di Apollodoro di Damasco — lo stesso architetto del Foro di Traiano a Roma. Non un lavoro qualunque, non un cantiere di secondo piano.
All'ingresso del porto fece erigere anche un arco in marmo proconnesio, ancora in piedi. L'iscrizione dice che Traiano aveva "donato ai naviganti un più sicuro accesso all'Italia". L'iscrizione è ancora leggibile.
Aspetta.
Da quel porto, Traiano imbarcò truppe verso la Dacia. Stava costruendo l'impero più esteso della storia romana. Il Molo di Traiano era la rampa di lancio.
Duemila anni dopo, quello stesso specchio d'acqua muove 9,5 milioni di tonnellate di merci l'anno. Nel 2024 ci sono transitati oltre 927.000 passeggeri, su traghetti diretti in Grecia, Croazia, Albania.
Non è un museo. Non è un sito archeologico con il cordone intorno. È uno dei porti più trafficati del medio Adriatico, e la morfologia che vedi oggi è quella che Traiano fece tracciare nel 115 d.C.
L'arco è ancora lì, sull'imboccatura del porto. Guarda le navi passare da duemila anni.
In breve:
Il porto di Anc**a ha origini greche (IV sec. a.C.) e fu potenziato da Traiano nel 115 d.C.
Il Molo di Traiano, progettato da Apollodoro di Damasco, è ancora integrato nel porto attuale
Nel 2024: 927.000 passeggeri e 9,5 milioni di tonnellate di merci — non è un museo