11/06/2024
LA MADONNA DEGLI ALBERICI, O " DELLA QUERCIA", POI NOSTRA SIGNORA DEI LUMI, DI MONTEMARCIANO, UNITA NEI SECOLI ALLA MADONNA DELLA MERCEDE, DEL MONTA'GNOLO DI ANCONA ( ALL' INSAPUTA DEGLI ANCONITANI...).
2 , C'è un filo azzurro devozionale, che unisce da più di cinque secoli NOSTRA SIGNORA DEI LUMI, di Montemarciano, alla MADONNA DELLA MERCEDE , del Montàgnolo di Ancona. Alla " Madonna della Mercede" ( secondo una fonte informativa, sulla quale peraltro devo esprimere qualche perplessità...) venne dedicata una chiesa fatta costruire agli inizi del Cinquecento dai Conti Rinaldini sulla sommità del Colle Montàgnolo( la fonte insiste con la dizione "Montagnòlo"...). a SudOvest del golfo di Ancona. Tale chiesa, RICOSTRUITA NEL 1712, E INTITOLATA A S. MICHELE ARCANGELO, fu distrutta nel 1863 e riedificata al Pinocchio di Ancona, e in seguito ricostruita in forme moderne, dopo il sisma del 1972. L'Oratorio del Montàgnolo, già agli inizi del Cinquecento, era al centro di una crescente devozione del popolo anconitano per la divina Signora della Mercede, e si ha notizia che nel 1549 il popolo del Montàgnolo, trovatosi nella più squallida miseria a causa del flagello della Grandine, fece voto alla Vergine Santissima degli Alberici, di andare da Lei in pellegrinaggio ogni anno, nel giorno della Pentecoste. Agli Alberici di Montemarciano era infatti assai venerata la Madonna della Quercia, in seguito chiamata, dopo alcuni eventi miracolosi, Madonna dei Lumi : negli ultimi anni del Cinquecento furono osservate a più riprese intense luci sopra ed intorno alla Ca****la a Lei dedicata. Il 18 giugno 1769 gli uomini del Montàgnolo formarono una Confraternita con il nome di Congregazione del SS Sacramento e delle 5 Piaghe, che si occupò dell'organizzazione del Pellegrinaggio. L'immagine che si porta oggi in processione è quella - ritenuta miracolosa - donata nel 1813 dalla Contessa RADOVANI BERNABEI.
ADDENDUM , all'Iconografia antica della " Madonna della Quercia, o Dei Lumi" , di Montemarciano.
Siamo di fronte ad una "MADONNA DEL LATTE", nella denominazione greca "Panaghìa Galaktotrophoùsa". L'iconografia risale all'Antico Egitto, quando erano assai diffuse le raffigurazioni di Iside, intenta ad allattare Horus , culto che finirà per intrecciarsi con il Cristianesimo. Le prime rappresentazioni iconografiche della "Madonna del Latte" si evidenziano nell'Egitto cristianizzato, dal VI al VII secolo. Dall'Egitto Copto si diffusero nell'Arte Bizantina col nome greco di Galaktotrophoùsa, passando nei secoli seguenti anche in Occidente, ed è dal Primo Trecento che la rappresentazione diventa più realistica. Durante il Concilio di Trento del 1543 la Controriforma giudicò tali immagini sconvenienti, ritenendole capaci di fuorviare i fedeli e distoglierli dalle preghiere. Nella Diocesi di Milano fu in particolare Carlo Borromeo a trovare sconvenienti tali immagini. Mentre l'iconografia della MADONNA DEL LATTE decadeva, aumentò però la venerazione popolare delle antiche immagini, ispirata dal desiderio di maternità .
FINE.