24/04/2026
Dal contenuto dell’articolo emerge, a mio avviso, ancora una volta, un equivoco di fondo che, da anni, condiziona le politiche cittadine (ma magari so’ io che non capisco).
Non si comprende, infatti, per quale motivo, ogni volta che si parla di “eventi”, si finisca inevitabilmente per ragionare in termini di calendarizzazione di appuntamenti distinti, episodici, spesso slegati tra loro, quando invece il vero tema dovrebbe essere un altro, ovvero la costruzione di una programmazione strutturata, continuativa e riconoscibile di matrice culturale.
Le posizioni espresse dai candidati, tra grandi eventi, iniziative diffuse, estensione della stagione, regolarità degli appuntamenti, sono tutte legittime e, per certi versi, condivisibili. Tuttavia, restano ancora interne ad una logica che considera l’evento come unità autonoma, come episodio, come singolo momento attrattivo.
Il punto non è scegliere tra grandi eventi o piccoli eventi. Il punto è superare definitivamente la logica dell’evento.
Una città non cresce perché distribuisce eventi lungo il calendario ma cresce quando costruisce rassegne, festival, percorsi culturali, stagioni tematiche, capaci di avere continuità nel tempo, identità riconoscibile, qualità culturale, integrazione con turismo, economia e formazione.
Un concerto, una gara sportiva, una manifestazione isolata, anche se di grande richiamo, produce visibilità temporanea.
Una rassegna culturale strutturata, invece, produce identità, pubblico, abitudine, reputazione.
Quando si parla di “programmazione”, quindi, non si dovrebbe intendere semplicemente un calendario definito con anticipo, ma un progetto culturale capace di organizzare gli eventi all’interno di una visione coerente.
È questa la differenza tra una città che riempie le date e una città che costruisce contenuti.
San Benedetto ha bisogno esattamente di questo salto di qualità. Bisogna passare da una sommatoria di eventi, più o meno riusciti, ad un sistema di manifestazioni culturali strutturate, capaci di durare nel tempo, evolversi, crescere e diventare parte dell’identità della città.
Finché continueremo a discutere di eventi come episodi, continueremo a rincorrere presenze.
Quando inizieremo a costruire programmazione culturale, inizieremo a costruire futuro.
Franco Mercuri
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