03/06/2026
Dopo 3 anni di studio, che includono un anno e mezzo di attività sul campo, il Gruppo Folk Sant Miquel ha il dovere di parlare.
Per troppo tempo abbiamo subito in silenzio. Oggi diciamo basta.
Basta con chi mette in dubbio la nostra storia appellandosi a riconoscimenti che la documentazione storica smentisce. Le fonti dell’Ottocento dicono altro, e noi stiamo dalla parte dei documenti.
La storia di Alghero non si cristallizza in un unico modello. Le testimonianze orali sono poche, ma abbiamo documentazione iconografica, letteraria, fotografica ed ex voto riconducibili ad Alghero al 99,9%. In molte vengono raffigurate le mura cittadine e dagli stessi autori sono descritte le chiese, le vie e le grotte di Nettuno. Questa è la prova che le fonti sono realmente legate alla nostra località. Le raffigurazioni storiche di Pittaluga, Baldassarre, Tiole, Manca di Mores, Angius, Casalis, Cominotti, Verani raccontano una città viva, con un popolo che si vestiva, lavorava, celebrava. Una tradizione plurale, documentata, che cambia nel tempo come cambiano le città.
Basta con chi tenta di condizionare il lavoro altrui con pressioni, “terra bruciata” e intimidazioni a chi SCEGLIE liberamente di invitarci.
A chi usa questi metodi diciamo una cosa chiara: non abbiamo paura. Che le manifestazioni siano in meno o in più, il nostro lavoro e la nostra ricerca non si fermano. La nostra schiena resta dritta e la nostra testa alta.
Non rivendichiamo verità assolute. Rivendichiamo il diritto alla ricerca: 3 anni di archivi, studi, confronto con studiosi. Su questa base abbiamo avviato la ricostruzione filologica, scientifica, etnografica e antropologica degli abiti. Per restituire voce a una tradizione algherese plurale, viva. Non inventata, ma documentata.
Il Gruppo Folk Sant Miquel continuerà con rigore e rispetto. Senza più silenzio, senza arretrare.
La cultura non si impone con la paura. Si studia.
La libertà non si toglie con le minacce. Si esercita.
E NOI LA ESERCITEREMO SINO IN FONDO.