29/11/2025
Scivolare via come un torrente che sfocia in mare, ma rimanendo sulla cresta cavalcando il movimento.
Siamo passati, abbiamo lasciato un solco che per alcuni è semplice terra dismessa, per altri la testimonianza della coriaceità di Bucefalo. Ci siamo intrufolati con astuzia in cuori di legno e abbiamo conquistato città che sembravano pianeti (oppure il contrario). Cullati da ritmi ossessivi e musiche dal mondo, sono sbocciati amori e si sono consolidate amicizie. Non è così, BoJack?
Forse non sempre contro, di certo mai arrendevoli, abbiamo provato l’ebbrezza di soggiogare il tedio e mettere le redini alla noja, pensado che per un momento -noi, voi e persino loro- saremmo riusciti a cavalcare sulle dune del deserto alla volta dell’orizzonte, sprezzanti come Hidalgo. Non senza intoppi, screzi e ostacoli abbiamo convinto il Fato della sua fallacia e sfidando il Destino, abbiamo incrinato il piano del reale e zoppicando abbiamo raggiunto la meta, seppur di corto muso.
Nulla di tutti questi splendidi anni avrebbe un significato senza coloro che stavano di fronte alla quarta parete (Voi, i destinatari ) e a coloro che hanno solcato il palco, veri eroi moderni e canalizzatori di emozioni in musica (Voi, gli emissari). A voi che ci siete e ci siete stati, issando le bandiere della speranza sulle vostre quadrighe diretti verso la destra dell’Adige, intrepidi condottieri ammantati di voglia di stare, condividere, partecipare, a voi dedichiamo tutto questo. Con violenza, per il disagio.
Senza troppi indugi, senza dilungarsi troppo, abbiamo quindi deciso di allestire questo ultimo circo dove gli animali, per una volta, si siedono sugli spalti e si godono lo spettacolo. Un’ultima notte, un’ultima cerimonia, brindando a ritmo di galoppo con la speranza di incontrarsi dall’altra parte, illuminati dal candore stellato di Pegaso in una notte di fine autunno.