Direzione artistica
Carlo Bertinelli e Alessandra Brocadello – autore, regista e attore il primo, attrice, teatroterapeuta e psicologa la seconda– sono le due colonne su cui poggia teatrOrtaet. L’associazione culturale fondata nel 2004 produce spettacoli nati dall’incontro fecondo fra tradizione e ricerca teatrale, teorizzato come “psicoteatro” dai due fondatori. Nel gioco di simmetrie e di riman
di alla base del nome teatrOrtaet (teatro riscritto in forma speculare con al centro la O maiuscola), Carlo Bertinelli costituisce l’elemento proveniente dal teatro di tradizione, mentre Alessandra Brocadello quello proveniente dal teatro di ricerca. Alessandra Brocadello compie il proprio cammino artistico in bilico tra psicologia e teatro; lega i propri esordi al teatro di ricerca approfondendo le tecniche corporee dell’attore, senza disdegnare teatro comico e cabaret. All’interno di teatrOrtaet porta nuove visioni registiche, influenzando la drammaturgia e le scelte artistiche della compagnia. Autore iscritto alla SIAE dai primi anni Ottanta (con all’attivo numerosi testi rappresentati), Carlo Bertinelli ha ottenuto diversi riconoscimenti come regista e ha lavorato per una quindicina d’anni al Teatro Verdi di Padova, prima per Venetoteatro, poi per il Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni” (in qualità di addetto stampa e responsabile delle attività culturali). Nuova drammaturgia
La progettazione di teatrOrtaet comincia dall’incontro dei due fondatori, ben prima del luglio 2004 (data di costituzione dell’Associazione Culturale), con una prima sperimentazione a luglio 2003 con “Il Parco dei sentimenti”, visite animate al Parco Treves di Padova, per l’Assessorato al Verde del Comune e da ottobre 2003 attraverso il laboratorio di psicoteatro “Studenti in cerca d’autore” per studenti dell’Università di Padova realizzato con il contributo di Università ed ESU. Il laboratorio con gli studenti affronta il “Sogno di una notte di mezza estate” lavorando sul testo di Shakespeare con un taglio sperimentale: l’esperienza mette al centro la teatroterapia, facendo dialogare la sperimentazione con il teatro tradizionale, sia attraverso il lavoro corporeo che attraverso il lavoro sulla parola. Questo sarà un percorso che assorbirà tre anni di laboratori sulla stessa opera, allestita con modalità ogni anno diverse. Le “visite animate” creano una diversa relazione con il Parco, creando un evento destinato a piccoli gruppi di visitatori che vengono coinvolti in un evento drammatico-percettivo e integrati con il patrimonio architettonico dello storico parco dell’Ottocento. Dal 2004, anno di fondazione di teatrOrtaet, viene consolidata tanto la filosofia di fondo, quanto la scelta di una direzione artistica condivisa da parte dei due fondatori, che si sposta sempre più dalle esperienze didattico- formative nelle scuole, all’università e con i corsi per adulti (che pure riscuotono indubbio successo), alla sfera della produzione di spettacoli con attenzione quasi esclusiva al repertorio contemporaneo italiano e alla scrittura di opere originali. La rappresentazione del carteggio d’Annunzio-Duse tra le sale di una villa settecentesca (2003), nasce come un evento itinerante, prima di assurgere a quella che sarà una sfida drammaturgica: creare una drammaturgia originale utilizzando le parole dei personaggi rappresentati tratte da lettere, scritti e documenti. Questo filone “storico-letterario” porterà a “L’acqua e ‘Il fuoco’ ” prima (2004/05), al “Duse-d’Annunzio” (2006) e infine a “La Duse (divina Eleonora)” (2007/08), ma anche – metodologicamente – a “La Grande Guerra” (2008) e alla concezione del progetto “Trittico del Primo Novecento” (2009). Analogo processo è quello che ha portato nel teatro ragazzi a scrivere la storia del Veneto per i bambini della scuola primaria (“La gatta e il leone”) e che porterà al progetto su “Padova e Galileo” e la nascita della scienza moderna, che vedrà la luce nell’autunno 2009. In questa prospettiva storica si è innestata una forte presenza gestuale e corporea grazie alle competenze di Alessandra Brocadello. L’altro filone è quello “tradizionale”, ma con una drammaturgia contemporanea originale grazie alla presenza dell’autore Carlo Bertinelli all’interno di teatrOrtaet. Già dalla prima opera, “NevrotiCabaret”, tradizionale nella scelta di un genere popolare come il cabaret, ma assolutamente innovativa nello scegliere una drammaturgia con una trama, come qualsiasi opera teatrale, un soggetto comico-grottesco che affonda nella psicologia, parlando delle nevrosi delle donne di oggi... e di temi difficili come i disturbi alimentari e varie sindromi tipiche del nostro tempo. Ideale prosecuzione del filone comico contemporaneo sono “La bambola nella valigia” (commedia musicale sul tema del teatro) e – programmato per il 2009 – “Questioni di principio” (esilarante storia di due coppie, che si svolge in due appartamenti confinanti e che potremmo riassumere in “due cuori e un condominio”). Nel 2006, con l’inaugurazione della sede operativa di Albignasego, la produzione di spettacoli cresce, nel 2007 viene ampliato il repertorio del teatro ragazzi, che comporta un aumento considerevole del numero di recite rispetto al passato, ma non mancano novità anche fra i testi originali: comico-musicali come “La bambola nella valigia” di Carlo Bertinelli o di sperimentazione pura, come l’allestimento di “Francigena Strata”, testo inedito del giovane Matteo Righetto sul tema dei pellegrinaggi medievali. Allestito dalla compagnia studentesca con tecniche corporee e multimediali, la regia di Alessandra Brocadello dello spettacolo “Francigena Strata” si aggiudica il primo premio al Festival regionale dei laboratori giovanili “Piccoli Palcoscenici” di Mestre (VE). Anche il settore del teatro ragazzi è caratterizzato da opere e musiche originali, appositamente composte per lo spettacolo rappresentato e mantiene una coerenza tematica sul filone storico e ambientale. Nel filone storico si collocano “Hippie Calzecorte” (storia di una ragazza degli anni ’60 cresciuta con il modello di Pippi Calzelunghe) e “La gatta e il leone” (storia del Veneto dall’antichità ai giorni nostri). Nel filone ambientale si collocano “Una sporca storia” (sul tema del riciclaggio dei rifiuti), “A passo di gnomo” (sullo sviluppo sostenibile) e “Lupo, lupetto... giochiamo a Cappuccetto” (sul tema dell’educazione alimentare). Il 2008 ha segnato per teatrOrtaet la svolta, portando a tagliare corsi e laboratori per le scuole, spostandosi decisamente sulla produzione degli spettacoli, privilegiando il teatro d’innovazione e la nuova drammaturgia italiana. TeatrOrtaet ha inoltre varcato i confini provinciali e regionali portando nel 2004 “L’acqua e ‘Il fuoco’ ” al Teatro Duse di Bologna e al Comunale di Modena e nel 2008 “La Duse (divina Eleonora” al Teatro del Vittoriale nella Settimana dannunziana (tra il recital di Paola Gassman e lo spettacolo con Michele Placido), è stato al Teatro Cagnoni di Vigevano il 3 ottobre 2008 (data di nascita di Eleonora Duse) per i 150 anni dalla nascita della grande attrice e in stagione al Comunale di Adria nel 2009 e ha portato “La Grande Guerra” in Abruzzo alla fine del 2008. Nel 2009 “La gatta e il leone” ha superato le 70 recite totali (delle quali 50 rappresentate nell’anno in corso) e la compagnia punta a sfondare il tetto delle 100 recite annue. Tra le novità prodotte figurano “Questioni di principio” e nell’autunno “Padova e Galileo” per il Planetario di Padova, oltre al varo del “Trittico del Primo Novecento” in programmazione al Centro Culturale Altinate di Padova nella settimana del 4 novembre.