28/11/2025
Una lettura condivisa immersi in alcune delle grotte più antiche dei Castelli Romani.
Come si arriva alle Grotte di Palazzolo?
Arrivati alla fraschetta - Fratte Ignoranti - si parcheggia la macchina, e si entra nel gran sentiero che inizia proprio accanto al chiosco. Una volta entrati non si dovrà far altro che seguire il sentiero, ben battuto e molto largo, sino alle grotte. C'è un solo bivio lungo il percorso, e bisognerà prendere la strada a destra. La camminata costeggia parte della parte alta del Lago Albano, offrendo una passeggiata piacevole di circa 30 minuti in un bosco bello quanto antico.
Perché il sentiero si chiama Sentiero Del Diavolo?
L'origine affonda nel folklore popolare, ed è quindi difficile risalire con esattezza all'origine. Di storie ce ne sono tante, ma, come anche Aldo Onorati racconta nel suo libro Magia Nera e Riti Satanici ai Castelli Romani, ai castelli ci sono forze sinistre che agiscono: nei laghi con svariate vittime e fenomeni come mulinelli o grotte sottomarine (che si dice) siano collegate al gran Vulcano; e nei boschi, con la presenza di messe nere all'interno di alcune grotte (in cui ricordiamo: Hi**er finanziava ricerche sul ritrovamento di creature fiabesche e magiche) sia del Lago di Nemi, ma anche del Lago Albano.
La grotta in cui si terrà il cerchio è una di queste grotte, chiamata anche Grotta del Diavolo o Grotta del Teschio, per via di un teschio scolpito nella roccia. Il sentiero, e la discesa che ne parte che scende dritta verso il lago, prendono il nome da questa grotta.
Queste grotte (risalenti al neolitico) sono un patrimonio storico per i castelli, ma anche culturale, visto il gran folklore che le vedono al centro e, sono state rifugio fino a neanche troppo tempo fa, di attività artistiche e conviviali fatte da chi è venuto prima di noi (e no non stiamo parlando delle messe nere, ma di spazi ricreativi e comunitari).
Il cerchio in queste grotte è un modo per tenere vivo il ricordo di chi si vedeva e suonava nelle grotte una generazione fa, ai tempi dei romani, ai tempi degli etruschi, sino ai tempi del neolitico e, se vogliamo, anche per scacciare il tanto raccontato maligno, riportando arte e bellezza.