30/09/2025
Dovremmo avere più cura per l’educazione. Di noi adulti, prima di tutto. Stiamo assistendo, se non partecipando, a una deriva liberticida: la libertà che è la nota più elevata di una consapevole responsabilità, è stata progressivamente sostituita con l’indiscriminata esternazione di pulsioni onnipotenti, legittimate a tal punto da confondere i diritti e i doveri, che possiamo esercitare in quanto esseri umani, con le rispettive perversioni.
Educare significa condurre fuori ciò che è dentro. Ma questa interiorità va riconosciuta e conosciuta, sono pertanto necessari l’ascolto, l’osservazione e l’accoglienza.
Educare è un processo intimo che, se sostenuto, si riversa in gioia, è riconoscere un mistero, fargli spazio perché possa rivelarsi, nutrirlo con bellezza, bontà, verità affinché possa evolvere nel rispetto della vita e di ogni creatura.
In questa società di bisogni, indotti e futili, avremmo solo bisogno di ri-conoscere ciò che siamo e di educarci ad esserlo…
Il gusto per il macabro, il degrado, l’orrido, la promiscuità, la volgarità, la pochezza con cui viene trattata la vita umana ci raccontano invece esattamente il contrario: non siamo più educati a vivere. Il potere della vita esercitato senza discriminazione, cura e responsabilità è diventato un oltraggio alla stessa.
Perché lo stiamo permettendo? A chi giova tutto questo?
Ciò che sta accadendo ai nostri bambini, la violenza a cui le istituzioni, che dovrebbero occuparsi della loro educazione e del loro benessere, e che i fatti di recente cronaca stanno denunciando - il caso di Bibbiano che è venuto allo scoperto in tutta la sua crudeltà, ma anche la strumentalizzazione della sessualità attraverso il gender (o la festa in occasione del gay pride alla scuola materna, come se fosse un segnale di tolleranza e democrazia!... quando invece è la conferma di una perversione agita sui bambini) e poi il degrado ambientale, i veleni che mangiano e respirano, la tecnologia senza pensiero – è la dimostrazione di una società profondamente maleducata e malata.
Una società che ha rinunciato al diritto e al dovere di essere libera e che sta diventando schiava di illusioni e false rivendicazioni, assecondando la tirannia di quei pochi che gestiscono le sorti del mondo (…) Bisogna dire No!
Se vediamo ciò che sta accadendo, è perché in questa notte, veglia una luce. Se lo sentiamo, è perché può iniziare la cura. Che la luce possa sorgere e indicare la strada. E che noi possiamo educarci a mantenerla pulita e libera, con azioni responsabili e rispettose, affinché i nostri bambini possano percorrerla con amore. Da adesso.
Alessandra Bocchi - M3V