09/08/2024
QUESTA TARGA (nella prima foto), che mi è stata segnalata dall'amico Giulio Rossi, non so che fine abbia fatto.
Dalle notizie raccolte da Giulio. e premurosamente inviatemi. risale a un po' di anni fa, quando l'amministrazione allora in carica (né Giulio né io abbiamo potuto appurare quale fosse) decise di rendere omaggio a questo giovanissimo eroe, GASTONE DE NICOLO' trucidato alle Fosse Ardeatine, all'età di diciannove anni, il 24 marzo del 1944.
Chi la propose e la fece realizzare era consapevole che Gastone (nella seconda foto) aveva avuto legami con Alatri perché, dicono sempre le succinte informazioni biografiche reperite da Giulio, aveva studiato nel nostro liceo (quindi possiamo supporre all'inizio degli anni quaranta), trovandosi qui, proveniente da Roma, al seguito della sua famiglia e del padre Giuseppe, impiegato del catasto.
Ho chiesto a Paolo Borioni, che è tra i curatori della storica rivista del riformismo socialista “Critica sociale”, di suggerirmi qualche “pista” di ricerca, ricevendone il numero telefonico di uno storico, MARCO TRASCIANI, autore del libro “Lotta senza quartiere. I socialisti nella resistenza a Roma – 1943-1944”.
Il contatto, via whatsapp, è stato immediato, come la sorprendente risposta: “Caro Tarcisio, le sono grato per l'interesse che mostra per mio zio, Gastone De Nicolò”.
La storia che Trasciani mi ha raccontato è bella e drammatica. Gastone e il padre Giuseppe facevano parte della Brigata Matteotti, della VI zona romana corrispondente al quartiere dell'Alberone, sull'Appia.
La mattina del 12 marzo del 1944, uscendo da casa per recarsi a un appuntamento con altri compagni della formazione socialista, Gastone si accorge che i tedeschi e le guardie repubblichine hanno occupato il quartiere e si preparano a compiere una razzia alla ricerca dei partigiani, denunciati da una spia. Rientra precipitosamente nel suo palazzo per dare l'allarme e sgombrare un magazzino delle armi che vi si trovano depositate, ma viene fermato, arrestato e portato a via Tasso insieme con il padre Giuseppe, vittima della stessa retata.
Giuseppe viene torturato addirittura per quarantacinque giorni, Gastone è trasferito molto prima a Regina Coeli, ma dopo qualche giorno viene prelevato per essere portato alle Fosse ardeatine, mentre si illude di essere destinato a qualche campo di lavoro, da dove, come testimoniano i compagni che lo incontrano durante il tragitto e ne raccolgono la confidenza, è sicuro di poter fuggire facilmente. Viene ucciso tra gli ultimi, ha tempo di capire. "Quando districheranno i suoi resti dalla massa di corpi in putrefazione - scrive Trasciani, nel breve e intenso ricordo che di quello zio restato giovane per sempre traccia nel suo libro - i suoi capelli saranno bianchi".
Questa è la sintesi della storia. La sorella più piccola di Gastone, Elvira, è nata ad Alatri l'11 aprile del 1933. E' la madre di Marco Trasciani, che oggi è segretario generale dell'ANFIM, l'associazione nazionale delle famiglie dei Martiri italiani.
Penso, e non credo di essere il solo, che quella targa debba essere ritrovata e affissa in via Portadini, una strettoia che collega corso Garibaldi alla sottostante Circonvallazione: il luogo dove, probabilmente, soggiornò la famiglia De Nicolò.