10/08/2026
Ieri siamo stati ospiti a Civitaretenga, per l’incontro “Dal Paese dei Francobolli all’Abruzzo immaginifico”, nel Festival delle Narrazioni Popolari.
Abbiamo camminato tra le vie del paese accompagnati da chi questo progetto lo ha immaginato e lo porta avanti. E abbiamo riconosciuto qualcosa di familiare.
Si è parlato di radici, storia, identità. Di istruzione e di maestri nella forma più genuina: Lola Di Stefano e Umberto Postiglione, per cui insegnare significava prendersi cura. L’istruzione come forma d’amore, capace di rendere più liberi.
Si è parlato di lotta e libertà, con la Divina Madre della Resistenza di Ex-Voto: una donna non più soltanto madre, ma libera di nutrire la libertà.
Si è parlato di migrazione attraverso “Christ in Concrete” di Pietro Di Donato e degli emigrati italiani che hanno costruito New York. Quello skyline, oggi simbolo di modernità, ci chiede quanto progresso sia stato costruito su vite invisibili e diritti negati. E quanto, dietro città avveniristiche ed edifici mozzafiato, sopravviva ancora lo stesso antico sistema di sfruttamento. Quanto futuro venga costruito sulle spalle di chi non vediamo.
E poi la storia delle donne di Civitaretenga che difesero la loro fonte. L’acqua come vita, incontro, condivisione. Una sorgente da cui esce sempre acqua nuova e che custodisce memoria: quasi una fonte del sapere.
Alla fine di quella passeggiata non potevamo non percepire una somiglianza profonda con Aielli, con Borgo Universo.
Muri trasformati in tele per far tornare a parlare una memoria che terremoto, spopolamento e desertificazione sociale hanno rischiato di cancellare. Storie rimaste nei luoghi che oggi tornano a farsi voce attraverso l’arte.
Guardare indietro, sì. Ma non con nostalgia.
La memoria è una traccia da seguire, un’orma lasciata da chi è venuto prima di noi. Non per tornare indietro, ma per riprendere il cammino e costruire ciò che ancora non c’è.
Grazie alla Cooperativa di comunità Oro Rosso, ad Alessandro Chiappanuvoli, a Borghiin e a tutte le realtà che ci hanno accolto.
Cambiano i muri, i paesi, le storie. Ma le orme portano nella stessa direzione: ricordare da dove veniamo per scegliere dove andare. ❤️