02/06/2026
Un estratto dal testo "Perché la pittura?" di Massimo Bignardi, dal catalogo del XXVII Premio Avezzano. “Rielaborazione dell’immagine tra visione e memoria è la traccia che tiene insieme le esperienze di tre artisti che hanno in comune, anche se con toni e declinazioni diverse, un dettato di figurazione non celebrativa del referente. Un ambito della pittura dei nostri giorni, nel quale si iscrivono le esperienze di Michele [, di Mary Cinque e di Eliana Petrizzi, già presente alla fine anni Novanta sulla scena espositiva nazionale.
La loro è una pittura che inclina lo sguardo sulle molteplici traiettorie percettive del reale, poetica che registra, da tempo, un trend positivo, un apprezzamento del pubblico dei collezionisti, solito alle grandi rassegne o alle fiere d’arte contemporanea. Immagini soprattutto di città, come quelle proposte da Mary Cinque, inclini a raffigurare frammenti di vita di un’epoca posta sotto l’imperativo dell’aggettivo ‘istantaneo’, nella quale ‘attendere’, sosteneva Laura Potter, “è diventata una parola oscena”. […] In questi ultimi anni la pittura di Mary Cinque ha fatto registrare un cambiamento significativo sia sul piano competitivo sia su quello della tecnica. La visione dell’urbano, tradotto da geometriche campire di colore piatto - penso alle tele esposte in occasione delle mostre personali tenute nel 2016 a Roma, al Centro Luigi Di Sarro e, subito dopo, a Colonia presso l’Istituto Italiano di Cultura - , indirizza lo sguardo verso un crinale metafisico. L’artista non cede al piacevole neopittoricismo proprio dei ‘paesaggisti urbani’, che hanno connotato la pittura di quegli anni: la sua esperienza si nutre di suggestioni proprie della pittura pop. Un indirizzo che ha lasciato il posto, in questi ultimi cinque anni, a una trascrizione rapida, istantanea della visione. Una visione della città che, sin dal suo lungo soggiorno londinese, ove è stata presente nelle proposte espositive della Saatchiart, ha segnalato una percezione della realtà più diretta, oserei dire realistica, anche se Mary evita ogni cedimento al dogma della verosimiglianza. Innanzitutto, è la tecnica a imporre un nuovo accelerato ritmo alla percezione: pastelli a