05/08/2025
Merlin's Oak, or Priory Oak (Yr Hen Dderwen)
Quando cadde la quercia, il Galles trattenne il respiro: la profezia di Merlino e la paura di Carmarthen
A Carmarthen, nel cuore mistico del Galles, c’era un albero che non era un semplice pezzo di botanica. Era una sentinella del destino. Lo chiamavano la Quercia di Merlino — o, per chi mastica un po’ di gallese, Yr Hen Dderwen. Non stiamo parlando di una metafora poetica: l’albero era lì, nel bel mezzo del paese, e se fosse caduto — diceva la leggenda — sarebbe caduta anche Carmarthen. Fine. Sipario.
Ora, si può ridere di queste cose. Si può dire che la gente medievale aveva la tendenza a credere che il mondo stesse appeso a un filo, o in questo caso a una radice. Ma poi succede che l’albero muore, nel 1856. E nessuno osa toccarlo. Nemmeno per sgomberare il marciapiede. Rimane lì, scheletrico e malandato, per altri 120 anni. Come una bomba inesplosa.
La leggenda è attribuita a Merlino, sì, quel Merlino: il profeta, il mago, il f***e, il druido — a seconda di quale manoscritto medievale vi capiti in mano. Nella tradizione locale, Carmarthen è la sua città natale, e la quercia il suo oracolo vegetale. “Quando questa quercia cadrà,” avrebbe detto, “Carmarthen cadrà con essa.” Un’affermazione semplice, lineare e terrificante, degna di un comunicato della Protezione Civile.
Ma facciamo un salto indietro. L’albero non era antichissimo: venne piantato intorno al 1659 da un insegnante locale per celebrare il ritorno al trono di Carlo II. E qui viene il bello: un albero piantato per celebrare la monarchia diventa il portavoce di un arcano potere pagano. L’ironia della storia, come sempre, non ha bisogno di sceneggiatori.
Nei primi dell’Ottocento, un commerciante esasperato dalla folla che si radunava sotto l’albero — per ballare, chiacchierare o, presumibilmente, evocare spiriti — decide di avvelenarlo. Ma la quercia, come i miti che la circondano, muore molto lentamente. Smette di vegetare nel 1856, ma resta in piedi per altri 122 anni. Nessuno si azzarda a rimuoverla. Neanche gli urbanisti più audaci. La paura che la profezia si avveri è troppo grande.
Solo nel 1978 il tronco viene rimosso per esigenze viabilistiche. Ma prima, prudentemente, qualche ramo era stato portato al sicuro nel museo civico — non si sa mai, una reliquia può sempre tornare utile, specialmente se gli dèi celtici decidono di chiedere conto.
Oggi, la Quercia di Merlino sopravvive nel nome di un pub — "Yr Hen Dderwen" — che offre birra, patatine e una buona dose di memoria storica condita d’ironia.
Carmarthen, nel frattempo, è ancora lì. Non è crollata. Ma chi vuole davvero tentare il destino? Meglio alzare il boccale, brindare al vecchio Merlino… e lasciare in pace le querce.
Se vi trovate in Galles, ricordate: ogni pietra racconta una leggenda. Ma solo una quercia ha fatto tremare un’intera città.