16/05/2026
Grazie a Rita Licenziato per il suo lucido, onesto e neutro punto di vista sul mio nuovo libro, Chiudi la porta prima di andare via- Il futuro era ieri.
"Da dove viene tutto questo dolore e questo senso di fallimento? Le poesie a tema intimistico sono oltremodo a tratti rassegnate, a tratti con grande voglia di esplorarsi per poi riemergere da una mistura di fango e m***a, che tu stesso ammetti di aver masticato. Il rinnovamento che si legge non è totalmente positivo, è solo una puntualizzazione di affermare il proprio essere, non negando le botte sulla schiena e quindi molto consapevole…magari avessimo tutta questa consapevolezza ognuno di noi. Per quanto riguarda le poesie a tema sociale, sul nostro paese marcio o sulla sofferenza degli immigrati, c’è un occhio descrittivo molto lucido, a tratti prosastico perché narra senza indugio delle vicende molto reali, come se fossero state vissute sulla propria pelle. Ed anche se in queste descrizioni così vivide si perde la poesia in senso stretto, si riacquista per la elevata empatia, la forte sensibilità di chi scrive nell’immergersi in situazioni che alcuni negano per egoismo, ma chi le ammette, ne avverte forte il dolore. Dici di non essere più un poeta e proprio ammetterlo di non esserlo fa di te un poeta, in genere chi si professa poeta è la negazione della poesia. In tutti i casi, della definizione di poeta ce ne fotte altamente, io avverto forte la presenza di un linguaggio poeticamente moderno. Su una cosa non concordo molto, quando nella pagina finale esorti ad essere sobri nelle gioie e nei dolori, perché? Le emozioni vanno vissute per essere poi, eventualmente ridimensionate. Seri? Seri certamente, relativamente all’entrare nelle vite degli altri, è un mantra anche per me, ma la vita ha anche bisogno di gocce di umorismo e ironia. Un bacio, inutile dirti che alcune poesie, quelle a sfondo personale, mi hanno commossa"
Grazie!!!