25/04/2025
“Ho avuto grandi maestri, da cui ho preso il meglio, ovvero i loro insegnamenti, i loro esempi. Ho trovato me stessa, ho creato me stessa e ho detto ciò che avevo da dire”
S. Valadon
La grande esposizione “Suzanne Valadon” in corso al Centre Pompidou di Parigi ripercorre in maniera straordinaria la vita e la carriera della pittrice.
Nata il 23 settembre 1865 alle sei del mattino nel piccolo paese francese di Bessines-sur-Gartempe, oggi la storia dell’arte la conosce come pittrice emblematica della Montmartre di fine Ottocento e madre di Maurice Utrillo. Prima di divenire Suzanne, nome scelto da Henri de Toulouse-Lautrec, è però Marie-Clémentine dalla nascita, “Biqui” per Erik Satie e la “Terribile Maria” per Edgar Degas.
Tra dipinti, disegni, incisioni e fotografie la mostra racconta la storia di una donna in continua evoluzione ma fin dall’infanzia estremamente attratta dall’arte.
Da modella di alcuni tra i più grandi artisti del suo tempo, pur incontrando molte difficoltà nel suo percorso, riesce a diventare una pittrice. Il suo obiettivo è sempre quello di “catturare un momento transitorio della vita in tutta la sua intensità”.
Tra i soggetti che predilige ci sono le donne.
Le donne di Valadon non esistono solo per essere guardate ma intendono catturare attraverso la loro immagine un’essenza profonda di realtà. L’artista, regina di un’epoca di disvelamenti sfrenati, è attratta fin dall’infanzia dagli aspetti più immediati di ciò che la circonda, alla ricerca sempre tenace di una sua verità.
Anche in mostra ci si accorge di come proprio nelle opere in cui le donne sono protagoniste sembra che la sua arte riesca a raggiungere l’apice.
“La mia opera è finita, e la sola soddisfazione che mi procura è di non aver mai tradito né abdicato a nulla di tutto ciò in cui ho creduto. Lo vedrete, può darsi, un giorno, se qualcuno si preoccuperà mai di rendermi giustizia”
L’esposizione parigina termina il 26 maggio e non si può perdere!❤️🖼️🌺