28/08/2018
DAY 4
Carcassonne, Toulouse
Come precedentemente annunciato, la mattinata inizia con una tappa nella medievale Carcassonne che, CASUALMENTE, è di strada verso Tolosa. Gianni non vede l’ora, è proprio tassativo: “Dobbiamo assolutamente andare perché è bellissima!”
Se c’è un periodo storico che Cristian odia, è proprio il medioevo! Bene!
Arrivati a Carcassonne, nel parcheggio gratuito più lontano al mondo, ci incamminiamo verso la fortezza. Ovviamente scegliamo l’ora migliore per fare questa scampagnata sotto il sole: le 12.30!
Arrivati all’interno delle mura, tutte uguali, tutte identiche, tutte spiccicate, Gianni è come un bambino pieno di energie e voglia di fare, mentre Cristian sembra andare al patibolo. Non contento, Gianni convince Cristian ad entrare anche a visitare il castello perché pare sarà “meraviglioso ed affascinante”. Cristian acconsente perché si aspetta un castello con stanze perfettamente arredate, letti a baldacchino, tappezzerie preziosissime e arredi d’epoca. Nulla di tutto ciò. Ma proprio nulla. Il vuoto. Nessun arredo. Nessun orpello. Niente di niente. Mille stanze tutte uguali, spoglie, impolverate, con sempre la stessa anonima vista.
Dopo due ore e mezza, è finalmente venuto il momento di riprendere il viaggio verso Tolosa.
Arriviamo in una città, senza esagerare BELLISSIMA! Gianni non fa altro che ripeterlo, ed ha ragione perché è proprio bellissima! L’hotel situato nella piazza principale, Place du Capitole, ci dà la possibilità di visitare i monumenti principali in un centro città totalmente pedonale pieno zeppo di gente e vivacità. Il colore (viene chiamata la città rosa) e il quasi totale utilizzo dei Brick, può ricordare moltissimo una città statunitense. Non manchiamo ovviamente di fare un pochino di shopping e Gianni viene attirato da, pare, un piccolo negozietto con bei capi di Kenzo in saldo. Entriamo e la gentile signora ci invita ad approfittare dei saldi e si offre di farci vedere altre proposte. Cristian, il traduttore simultaneo, accetta non sapendo che il piccolo negozietto è, in realtà, più grande di tutta l’Ikea e la cara signora ci avrebbe presentato ogni singolo capo e ogni singolo stilista! Cristian cerca di tagliare corto dicendo che Gianni conosce tutti questi stilisti perché li ha venduti nei “suoi” negozi ma, purtroppo, ottiene il risultato contrario. La signora, infatti, ritiene così di poter andare molto nel dettaglio di tessuti e lavorazioni avendo di fronte un esperto nel settore. Il tutto per la gioia di Cristian che deve tradurre a Gianni le parole più sconosciute. Finalmente, mentre le colleghe tirano giù le serrande, riusciamo a scappare e rientrare in hotel per prepararci per la cena. Prenotiamo in un posticino delizioso “France e Marcel” dove mangiamo affettati e formaggi della casa e Gianni ordina il piatto tipico composto da Salsicce, cosce d’anatra, fagioli, carote, cipolle, cotiche...tutto insieme in una cocotte! Se ve lo state chiedendo, no non ce l’ha fatta a finire tutto.
Tornando nella piazza principale “per bere l’ultima” ci imbattiamo in un gruppo di centinaia di ragazzi che, nel dehor di un locale, cantano a torso n**o migliaia di inni calcistici dedicati ai bleu e culminando con l’inno francese! Sarà stata la potenza delle voci tutte assieme o saranno stati i torsi nudi, ma il tutto è stato molto commovente.
Questa mattina, prima di ripartire e dopo una ricca colazione presso un delizioso bar serviti da due graziosissimi velini, decidiamo di fare il nostro ormai tradizionale giretto a bordo del trenino turistico che ci fa ammirare ciò che ancora non avevamo visto.
Riprendiamo la macchina e partiamo ma, erroneamente, cercando di uscire dal centro, imbocchiamo una strada in contromano. Così, solo per ricordare l’ebrezza provata due anni fa a Beverly Hills davanti alla casa di Mariah Carey.
Ora siamo in viaggio verso Biarritz e tra poche ore ci raggiungerà ZI che prederà in mano il timone dei nostri racconti!
CRI&GI