CRI&GI Diario di bordo di 1 luna di miele in 4. STARRING:
Gianni: Taxi Driver
Cristian: Tour operator
Mire: Japanese selfie maker
Zi: Social media manager

Ascension
24/09/2018

Ascension

Royals
23/09/2018

Royals

DAY 9 e 10Perdonate la suspance, ci spiace aver lasciato tutta la nostra community con il fiato sospeso in attesa di agg...
02/09/2018

DAY 9 e 10
Perdonate la suspance, ci spiace aver lasciato tutta la nostra community con il fiato sospeso in attesa di aggiornamenti, ma noi eravamo impegnati a mangiare.
Sì, perché se per caso qualcuno di voi avesse creduto alle promesse con cui ci eravamo lasciati a Bordeaux (jamais plus fromage, jamais plus charcuterie)... evidentemente non ci conosce abbastanza.
Partiamo per Lione e trascorriamo le prime 6 ore in macchina, rispolverando l'intero repertorio rock e pop anni 90. Gianni e Zi cantano a squarciagola, Cristian si finge morto, o forse per un po' muore davvero. D'un tratto resuscita per leggerci alcuni brani della sua guida e prepararci a quanto vedremo nella prossima città. La voce da chierichetto concilia il sonno di Zi... e forse anche di Gianni (sebbene impegnato alla guida), che fingono di seguire, ma intanto pensano ai cazzi loro. Cristian mette a frutto la sua esperienza da maestra e fa loro un test: infila nel discorso cose senza senso e, non ricevendo alcuna reazione da parte dei due allievi, si accorge in pratica che sta parlando da solo. Seguono bacchettamenti e mortificazioni.
Arriviamo a Lione sapendo ormai tutto della città, dei tessitori di seta della Croix Rousse, della Confluence tra i due fiumi Rodano e Saona, anche i nomi dei locali dove si suona il jazz, le vie e i numeri civici. Chiedeteci qualsiasi cosa.
È ormai pomeriggio inoltrato, ci addentriamo nell'elegante centro cittadino e poi ci spingiamo alla ricerca dei traboules, passaggi pedonali che tagliano palazzi e corti private: una sorta di scorciatoie segrete per attraversare la città, che si rivelarono molto utili alla Resistenza, per sfuggire all'occupazione tedesca durante la seconda guerra mondiale. (tutto questo per dire a Cristian che stavo ascoltando).
Seguiamo delle specie di segnali, che però non sappiamo nemmeno noi come interpretare, e ci infiliamo a casa di gente, senza quasi mai trovare la via d'uscita. Dopo tutte queste fatiche decidiamo che è l'ora di un aperitivo. Ci alziamo dal tavolino del nostro bar solo per risederci 5 minuti dopo al tavolino di un ristorante. Attenderemo la nostra cena due ore ma ne varrà la pena. Ci alziamo dal tavolo del ristorante per fare due passi e al terzo passo ci sediamo in una creperie per mangiare il dessert.
Insomma, andiamo a letto a stomaco vuoto, Cri&Gi nella loro camera d'hotel superior (grazie all'upgrade ricevuto, non si capisce perché), Zi in un altro hotel, con camera vista teatro, ma al quarto piano senza ascensore e con una serie di altri inconvenienti che scoprirà durante la notte: muri fatti di carta e pavimenti che scricchiolano così tanto che ogni minimo movimento umano è percepito come qualcuno che è entrato in camera tua per ucciderti. Però tutto va per il meglio e arriva anche il DAY 10.
La mattina del decimo giorno saliamo su un bus che ci fa fare tutto il giro della città, e ci godiamo una panoramica di Lione con le chiappe incollate alle nostre poltroncine, come tre turisti un po' pigri e molto anziani. D'altra parte abbiamo 4 ore per vedere l'intera città e questa sembra l'unica soluzione. Vediamo finalmente materializzarsi davanti ai nostri occhi tutte le mirabolanti storie che ci aveva raccontato Cristian il giorno prima. Verso ora di pranzo ci incamminiamo sul lungo fiume, dove ogni mattina tranne il lunedì c'è il mercato, e girovaghiamo tra le bancarelle di cibo, fiori e libri. Prendiamo da mangiare lì e pranziamo su una panchina, lasciando Cristian molto insoddisfatto. Nel primo pomeriggio ripartiamo. Questa volta, ahinoi, in direzione Italia: Cri&Gi si fermeranno a Torino, per il loro ultimo giorno di vacanza, mentre Zi rientrerà a Milano per tornare a fatturare.
Appena usciti dal traforo del Frejus, piove. Ci sembra un ottimo bentornati in Italia. Il navigatore rincara la dose, scandendo perentoriamente la seguente indicazione: "effettua un'inversione a U per 75 chilometri".
In stazione a Torino Zi compra un quaderno per scrivere, come da tradizione, i buoni propositi di settembre. Arriva a Milano che non ha ancora finito di scrivere. Per tenere fede a tutto ora dovrà solo procurarsi altre 3 vite e giornate composte da 54 ore l'una. Cri&Gi arrivano in hotel e ottengono il secondo upgrade di fila. A quanto pare sono i "Clienti del giorno". Oggi per cena si mantengono leggeri: primo secondo e uno zuccotto più alto della Mole Antonelliana.
: se siete in cerca di una vacanza avventurosa, piena di brividi, pericoli e imprevisti, chiedete alla premiata ditta Cri&Gi: potrete trovarli seduti o al tavolino di un bar o su un bus panoramico... e certamente non avranno la risposta per voi! ❤️

DAY 8Arriviamo a Bordeaux nel primo pomeriggio. Dopo una panoramica della città, Gianni e Cristian iniziano a esplorare ...
01/09/2018

DAY 8
Arriviamo a Bordeaux nel primo pomeriggio. Dopo una panoramica della città, Gianni e Cristian iniziano a esplorare i negozi in cerca di una felpa bordeaux che non troveranno (ironia della sorte, nelle vetrine di Bordeaux non v'è niente di bordeaux). Zi nel frattempo si aggira per le vie della città e, guidata dal suo autismo teatrale, si ritrova guarda caso davanti al Grand Theatre de Bordeaux. Alla reception, una signorina un po' scocciata, la informa che non si può accedere alla sala principale ma solo a due salette secondarie in cui, aggiunge con quel broncetto francese corredato di sbuffetto finale, "il y a una exposition de photo, pff". Ah bon, rien alors. Si scoprirà poi che da una delle due sale secondarie si poteva ammirare attraverso un vetro la sala principale e che comunque l'Exposition de photo pfff era semplicemente un reportage su Nureev. Pfff.
Il resto del pomeriggio lo trascorriamo tra vie brulicanti di personnes e piazzette affollate di tavolini e gente che beve e bavarda joyeusement.
Ci perdiamo fra le cantine alla ricerca di bottiglie da portare a casa come regalo, ovviamente sempre per noi stessi, e in uno di questi posti ci fermiamo a degustare un po' di vino e de la charcuterie. Cristian, a stomaco vuoto, dopo due sorsi è già sbronzo e biascica e ride. Zi continua a fargli il verso che faceva il concierge dell'albergo di Biarritz e lui quasi quasi si fa la p**ì addosso.
Proseguiamo nella nostra passeggiata, fotografiamo svariati scorci di paesaggi, più che altro perché occorre bilanciare il post del giorno precedente, composto esclusivamente da pettorali. È una questione editoriale. Andiamo a cena in un luogo con una cantina contenente 105 formaggi diversi. Vi lasciamo immaginare il profumo. Cristian sceglie la formula buffet, che con 30 euro ti consente di mangiare fromage à volonté e, per ammortizzare il costo, ingerisce una cosa come 30 pezzi di formaggio diversi. Gianni e Zi, per paura di rimanere disgustati dal troppo formaggio, optano per una raclette. Riceveranno poco dopo un piatto con (encore) de la charcuterie, ma soprattutto una pentola con dentro centoquattordici chili di formaggio a testa, sciolto e filante, pronto a solidificarsi nello stomaco non appena ingerito. Gianni a metà porzione comincia a contorcersi e fare versi non più umani, dice che si sente il formaggio anche nel naso e cerca qualcosa per coprire la pentola, perché solo la vista gli toglie la voglia di vivere. Entrambi giurano che non mangeranno più formaggio e charcuterie per il resto della vita.
di oggi: se siete in Francia, forse una raclette potrebbe sembrarvi una buona idea anche ad agosto, ma invece NO. No.

DAY 7Apriamo gli occhi e... c'è il sole! Cieli azzurri e praterie! Joie de vivre! Allons enfants de la patrie! Corriamo ...
31/08/2018

DAY 7
Apriamo gli occhi e... c'è il sole! Cieli azzurri e praterie! Joie de vivre! Allons enfants de la patrie!
Corriamo a fare colazione, oggi ci manteniamo leggeri per indossare il costume con più disinvoltura, quindi ci fermiamo a sole 4 brioche a testa. Partiamo, direzione Plage de la petite chambre d'amour, che già solo a nominarla promette emozioni. La visione che ci accoglie è a dir poco celestiale: la scogliera a picco sul mare, il celebre faro che domina il panorama sullo sfondo, una distesa di sabbia dorata in buona parte incontaminata dagli esseri umani, l'océan in tutta la sua merveille... ma soprattutto sciami, fiumi, orde, eserciti di SURFISTI. Surfisti. Surfisti a perdita d'occhio.
Cristian si rammarica moltissimo di non aver portato i binocoli proprio stavolta. Piantiamo gli ombrelloni e le chiappe nella sabbia e rimaniamo per un tempo indefinito in contemplazione dell'orizzonte, un po' come fossimo al cinema. Poi Zi decide di prendere un pizzichino di sole, avendo cura di spalmarsi la crema 50 anti abbronzatura da poveri, ma solo in alcune porzioni randomiche del corpo, e poi si addormenta, svegliandosi pronta per entrare nel cast della carica dei 101.
Giunta l'ora di rinfrescarsi, Zi e Cristian decidono di affrontare le onde oceaniche ed è un peccato non aver immortalato le corsette e le facce terrorizzate di Cristian, tutte diverse ad ogni singola onda che si infrange sul bagnasciuga. Solo la tonalità dei suoi urletti acuti rimane sempre la stessa, tanto da portarlo a chiedersi a un certo punto: "Ma scusa, gli etero come urlano?"
Una signora non riesce a smettere di guardarlo e ridere, Zi a momenti affoga.
La giornata trascorre così, come fossimo in paradiso. La sera decidiamo di andare a Bayonne, dove è prevista una manifestazione popolare che Gianni ci descrive approssimativamente come la festa del fuoco, che durerà più o meno dalle 21 a mezzanotte. Avendo molto tempo a disposizione per godere dello spettacolo, decidiamo di soddisfare prima i bisogni primari. Durante la cena un ragazzo francese passa tutto il tempo a fissare Zi, non sapremo mai però se desiderasse così intensamente lei o il suo piatto di charcuterie. Dietro di noi intravvediamo dei pregevoli fuochi d'artificio in lontananza e diciamo "uh vedi, sta cominciando la festa!". Quindi finiamo di mangiare e ci incamminiamo in quella direzione, ma notiamo che una fiumana di gente percorre il lungofiume nella direzione opposta alla nostra. Ignoriamo i segnali, seppur piuttosto chiari, e giungiamo nella piazza dello spettacolo, dove le maestranze stanno già provvedendo a smontare il palco. Cristian propone di avvicinarsi a uno dei musicanti e chiedergli "Excusez-moi... est-ce que vous pouvez, par hasard, répéter le spectacle?" ma più che altro solo perché gli piace moltissimo dire "par hasard". Vabbè, quantomeno abbiamo goduto dello spettacolo di Bayonne by night e fatto un selfie con un fuoco d'artificio dietro le nostre spalle.
di oggi: se ci tenete moltissimo ad assistere a un evento, non chiedete gli orari a Gianni Zanella.
Ora partenza per Bordeaux. Adieu.

Piccolo aggiornamento estemporaneo: qui tutto bene.
30/08/2018

Piccolo aggiornamento estemporaneo: qui tutto bene.

DAY 6Oggi, durante il petit dejeuner, esce il sole; decidiamo di approfittarne e correre in spiaggia, ma neanche il temp...
30/08/2018

DAY 6
Oggi, durante il petit dejeuner, esce il sole; decidiamo di approfittarne e correre in spiaggia, ma neanche il tempo di finire quelle 4 o 5 brioches a testa, il cielo è ritornato plumbeo. Indossiamo comunque i nostri costumini sotto ai vestiti e ci infiliamo in macchina, diretti verso la costa. Dopo un minuto inizia a piovere. Per fortuna anche oggi non rischieremo di abbronzarci nemmeno un po'. Durante il tragitto ammiriamo il panorama e Gianni e Cristian iniziano a scambiarsi interessanti considerazioni sulla città di Biarritz, con botta e risposta come:
G: "Quanti bei palazzi!"
C: "Quante checche attempate!"
Arriviamo al faro, che ci offre un panorama molto suggestivo.
G: "Ma che bello, mi ricorda un po' la Normandia..."
C: "Noi non siamo mai stati in Normandia"
G: "Ah no?"
Ci soffermiamo ad ammirare l'oceano e Cristian dice che magari potremmo avvistare anche delle balene, ma Gianni è sicuro di no, perché sostiene (con aria seria, davvero) che con il maltempo le balene non escono per non ba****si.
Proseguendo nella nostra passeggiata verso la Plage des Corsaires, decretiamo che Biarritz è sicuramente la città con più panchine pro capite. Secondo Cristian, quando compri una casa qui ti regalano una panchina come incentivo.
Proseguiamo ancora e dopo qualche chilometro arriviamo a Bayonne, un delizioso paese decisamente basco, dove si intrecciano stradine piene di negozietti, boulangeries, cioccolaterie, casette alte con le persiane colorate e una bellissima cattedrale, nella quale entriamo ma sostiamo molto poco, per non stressare Cristian con troppa cultura. Mangiamo quiches e croque monsieur, giusto per non allontanarci mai troppo dallo stereotipo del turista a cui siamo profondamente affezionati e poi compriamo anche dei souvenir, ma solo per noi stessi. La serata a Biarritz ci coglie di sorpresa, regalandoci molta gioia: centinaia di persone che affollano le strade, mercatini di artigianato e cibo, locali che vendono tapas a 1 euro, alcol e molti surfisti. Cristian dice che immaginava che a Biarritz ci fosse molta bella gente, ma non COSÌ bella e che comunque ai surfisti dovrebbe essere vietato per legge andare in giro vestiti.
Prima di lasciarvi vorremmo approfittare per condividere due
1) Se volete mantenere un incarnato candido e luminoso come il nostro, sconsigliamo località calde, soleggiate e con facile accesso al mare. Meglio preferire luoghi molto ventosi, dove il tempo cambia ogni 10 minuti, tendenzialmente sempre in peggio, e dove ogni onda cela in sé la potenza distruttiva di uno tsunami.
2) Se siete appassionate/i di surfisti, vi sconsigliamo di andare fino a Malibu, che due anni fa ci lasciò un po' con l'amaro in bocca. I surfisti sono tutti qui. Venite a Biarritz.

DAY 5BiarritzEd eccoci finalmente a Biarritz dove ci fermeremo 3 giorni. Arriviamo in questo alberghetto dove gli anni 6...
29/08/2018

DAY 5
Biarritz
Ed eccoci finalmente a Biarritz dove ci fermeremo 3 giorni.
Arriviamo in questo alberghetto dove gli anni 60 e Betty Boop la fanno da padrona.
Corriamo subito a fare un giretto nel centro città e a vedere l’oceano.
Sinceramente non ci aspettavamo molta gente e invece, f***e oceaniche...e decine di surfisti all’opera per la gioia dei nostri occhi.
Ma è giunto il momento di correre all’aeroporto di Biarritz per andare ad accogliere Zi che, nel frattempo, si imbarca su un aereo giocattolo in direzione Lione che ha meno posti di un filobus, dove ha 30 minuti esatti per prendere la coincidenza per Biarritz, che lei riesce quasi a perdere, indugiando davanti a una rosticceria e infine sedotta da un aitante croque monsieur.
Ma alla fine giunge a destinazione. All'aeroporto Cri&Gi la attendono con un cartellone di benvenuto e degli outfit color pastello che rendono omaggio agli anni '90 e un po' anche al gay pride.
Entrati in macchina, Cristian mette subito a punto l'atmosfera cercando su Youtube la sigla delle Charlie's Angels.
Biarritz ci accoglie con meno sole di quanto meriteremmo. Troviamo l'oceano molto incazzato e capiamo che forse andare in spiaggia non sarà praticabile, ma tanto a noi non interessa perché le persone di classe non si abbronzano e troviamo che la pelle marrone sia molto volgare, quindi siamo molto felici quando si mette anche a piovere. Ci rifugiamo in un ristorantino sul porto, dove mangiamo cozze deliziose e beviamo vino sotto a un tendone di plastica, incuranti del fatto che nel frattempo la pioggia è divenuta grandine grossa come arance e tutti si sono rifugiati all'interno, mentre noi piuttosto che allontanarci dalle cozze preferiamo morire. Finché finiamo di mangiare, le intemperie si placano e così possiamo farci anche un giro tra i localini del centro e bere un bicchierino facendo due chiacchiere, che consentono a Gianni di trasformarsi questa volta in sociologo, politologo, cinofilo, veterinario e qualche altra cosa che ora mi sfugge e sulla via del ritorno verso casa passa per un attimo il testimone a Cristian, che diventa agronomo e giardiniere. 3BMeteo sembra suggerirci che anche domani vedremo la spiaggia dopodomani, ma noi andiamo a dormire pieni di speranza. Soprattutto per i surfisti.

DAY 4Carcassonne, ToulouseCome precedentemente annunciato, la mattinata inizia con una tappa nella medievale Carcassonne...
28/08/2018

DAY 4
Carcassonne, Toulouse
Come precedentemente annunciato, la mattinata inizia con una tappa nella medievale Carcassonne che, CASUALMENTE, è di strada verso Tolosa. Gianni non vede l’ora, è proprio tassativo: “Dobbiamo assolutamente andare perché è bellissima!”
Se c’è un periodo storico che Cristian odia, è proprio il medioevo! Bene!
Arrivati a Carcassonne, nel parcheggio gratuito più lontano al mondo, ci incamminiamo verso la fortezza. Ovviamente scegliamo l’ora migliore per fare questa scampagnata sotto il sole: le 12.30!
Arrivati all’interno delle mura, tutte uguali, tutte identiche, tutte spiccicate, Gianni è come un bambino pieno di energie e voglia di fare, mentre Cristian sembra andare al patibolo. Non contento, Gianni convince Cristian ad entrare anche a visitare il castello perché pare sarà “meraviglioso ed affascinante”. Cristian acconsente perché si aspetta un castello con stanze perfettamente arredate, letti a baldacchino, tappezzerie preziosissime e arredi d’epoca. Nulla di tutto ciò. Ma proprio nulla. Il vuoto. Nessun arredo. Nessun orpello. Niente di niente. Mille stanze tutte uguali, spoglie, impolverate, con sempre la stessa anonima vista.
Dopo due ore e mezza, è finalmente venuto il momento di riprendere il viaggio verso Tolosa.
Arriviamo in una città, senza esagerare BELLISSIMA! Gianni non fa altro che ripeterlo, ed ha ragione perché è proprio bellissima! L’hotel situato nella piazza principale, Place du Capitole, ci dà la possibilità di visitare i monumenti principali in un centro città totalmente pedonale pieno zeppo di gente e vivacità. Il colore (viene chiamata la città rosa) e il quasi totale utilizzo dei Brick, può ricordare moltissimo una città statunitense. Non manchiamo ovviamente di fare un pochino di shopping e Gianni viene attirato da, pare, un piccolo negozietto con bei capi di Kenzo in saldo. Entriamo e la gentile signora ci invita ad approfittare dei saldi e si offre di farci vedere altre proposte. Cristian, il traduttore simultaneo, accetta non sapendo che il piccolo negozietto è, in realtà, più grande di tutta l’Ikea e la cara signora ci avrebbe presentato ogni singolo capo e ogni singolo stilista! Cristian cerca di tagliare corto dicendo che Gianni conosce tutti questi stilisti perché li ha venduti nei “suoi” negozi ma, purtroppo, ottiene il risultato contrario. La signora, infatti, ritiene così di poter andare molto nel dettaglio di tessuti e lavorazioni avendo di fronte un esperto nel settore. Il tutto per la gioia di Cristian che deve tradurre a Gianni le parole più sconosciute. Finalmente, mentre le colleghe tirano giù le serrande, riusciamo a scappare e rientrare in hotel per prepararci per la cena. Prenotiamo in un posticino delizioso “France e Marcel” dove mangiamo affettati e formaggi della casa e Gianni ordina il piatto tipico composto da Salsicce, cosce d’anatra, fagioli, carote, cipolle, cotiche...tutto insieme in una cocotte! Se ve lo state chiedendo, no non ce l’ha fatta a finire tutto.
Tornando nella piazza principale “per bere l’ultima” ci imbattiamo in un gruppo di centinaia di ragazzi che, nel dehor di un locale, cantano a torso n**o migliaia di inni calcistici dedicati ai bleu e culminando con l’inno francese! Sarà stata la potenza delle voci tutte assieme o saranno stati i torsi nudi, ma il tutto è stato molto commovente.
Questa mattina, prima di ripartire e dopo una ricca colazione presso un delizioso bar serviti da due graziosissimi velini, decidiamo di fare il nostro ormai tradizionale giretto a bordo del trenino turistico che ci fa ammirare ciò che ancora non avevamo visto.
Riprendiamo la macchina e partiamo ma, erroneamente, cercando di uscire dal centro, imbocchiamo una strada in contromano. Così, solo per ricordare l’ebrezza provata due anni fa a Beverly Hills davanti alla casa di Mariah Carey.
Ora siamo in viaggio verso Biarritz e tra poche ore ci raggiungerà ZI che prederà in mano il timone dei nostri racconti!
CRI&GI

DAY 3Montpellier Dopo (finalmente) un’abbondante e appagante colazione, partiamo alla volta di Montpellier. Carichiamo l...
27/08/2018

DAY 3
Montpellier
Dopo (finalmente) un’abbondante e appagante colazione, partiamo alla volta di Montpellier. Carichiamo le valigie ed impostiamo il navigatore dell’auto che ci indica 3 ore e mezza di viaggio. Bene, si parte! Ad un certo punto il navigatore ci chiede se vogliamo cambiare percorso dato che è previsto molto traffico, è avvenuto un incidente e il tempo di percorrenza non sarà più di 3 ore e mezza ma di oltre 6 ore!! Ricordando le avventure causate dal cambio percorso per andare da Los Angeles a Las Vegas, decidiamo di continuare imperterriti sperando in un errore del navigatore. Dopo mezz’ora, la stessa segnalazione. Cristian decide di simulare il percorso con il navigatore dell’iPhone che dà invece ancora due orette di viaggio. Decidiamo di fidarci e, cari miei, abbiamo fatto bene. Niente code, niente incidenti, tutto liscio. Ma, al sopraggiungere di Montpellier decidiamo, non si sa come, non si sa perché, di tradire il navigatore dell’iPhone che ci diceva di svoltare a destra per entrare in città e di seguire invece quello dell’auto che ovviamente ci fa sbagliare strada. Da notare che in Francia si paga l’autostrada tipo ogni 5 minuti con uscite continue. Ma proprio in quel tratto, niente! La strada più lunga di Francia, nessuna possibilità di uscita. Solo un’inversione a U a 50 km!
Arrivati finalmente a Montpellier in un bellissimo hotel nella centrale Place de la Comédie, ci rassettiamo un po’ e ci prepariamo ad un pomeriggio di shopping compulsivo! Peccato però che, essendo domenica, non ci sia un negozio uno aperto!! Neppure una Calzedonia, un Intimissimi, una Zara...nulla! La morte del commercio!
Decidiamo allora di approfittare della bellissima temperatura e di darci alla cultura facendo un bel giro per la città, visitando piazze, monumenti, giardini...Tutto molto bello ed appagante. Finito il nostro giro, siccome mancava ancora un po’ all’ora della cena, ci imbattiamo in un trenino turistico e decidiamo di approfittare dell’occasione per fare un giro alternativo della città (Mirella docet). Peccato però che, durante il viaggio ci accorgiamo che il tragitto è esattamente preciso in ogni minimo dettaglio a quello che abbiamo fatto noi a piedi!
Finalmente possiamo cenare in un ristorantino di una deliziosa piazzetta e, cullati dalla dolce brezza di Montpellier, rientrare in hotel per coricarci.
Montpellier assomiglia, in piccolo, ad un incrocio tra Parigi e Barcellona. Diremmo “Bella, ma...”. Perché c’è qualcosa che non ci ha convinti, ma non sappiamo cosa. Anche se Gianni dice che sono i 4000 clochard che abbiamo incontrato.
Adesso siamo in viaggio per Tolosa con una piccola tappa a Carcassonne (voluta da chi secondo voi??)
CRI&GI

Day 2Dopo una colazione misera e deludente in quel di Cremona con gente puzzosa e dai capelli disdicevoli, partiamo fina...
26/08/2018

Day 2
Dopo una colazione misera e deludente in quel di Cremona con gente puzzosa e dai capelli disdicevoli, partiamo finalmente verso la Francia.
Appena varcato il confine, ci ferma ovviamente la gendarmerie (in una versione abbronzata, palestrata e aitante). Dopo i convenevoli, il gendarme chiede a Cristian di ti**re giù il finestrino retro per guardare meglio e chiede se abbiamo qualcuno nel bagagliaio. Cristian, un po’ divertito e un po’ ammiccante (e ovviamente fuori luogo) risponde che “purtroppo no, abbiamo solo bagagli! Ma se vuole possiamo farLe dare un’occhiatina.” L’aitante gendarme risponde un bel “no grazie, buon viaggio!!”
Arriviamo a Menton in una bellissima giornata di sole e quindi decidiamo di andare in spiaggia dove fare il bagno è un’impresa ardua anche per i più grandi equilibristi. Sassi così grossi e viscidi infatti, non aiutano certamente l’equilibrio già molto precario di Cristian ma anche del più temerario Gianni.
Sole, cuore, mare, amore e shopping caratterizzano questo primo pomeriggio francese. È bene precisare che lo shopping è relativo a milioni di saponette di qualsiasi essenza al mondo. Gianni decide incautamente di lasciare a Cristian tutta la scelta delle essenze ma, alla domanda di Gianni: “Hai preso almeno qualche fragranza maschile?”, Cristian risponde un secco “No!” Facciamo anche la scelta giusta riguardo alla cena. Una deliziosa cantina sottoterra con un menu di gallette (tipiche crêpe salate bretoni) e crêpe dolci. Una gioia immensa per il nostro palato!! Il tutto accompagnato da un quartino di rosé che Crìstian si è scolato tutto da solo e già sappiamo quali siano state le conseguenze...Consigliamo a tutti Menton anche per una piccola vacanzina balneare. È attaccata al confine, raggiungibile in poche ore e molto molto carina!
Ora siamo in viaggio verso Montpellier. A presto!
CRI&GI

Ed eccoci nuovamente qui per un nuovo viaggio on the road!Day one (in realtà ieri):Partenza anticipata e tappa a Cremona...
25/08/2018

Ed eccoci nuovamente qui per un nuovo viaggio on the road!
Day one (in realtà ieri):
Partenza anticipata e tappa a Cremona.
Di Cremona si dice sia preferibile visitarla in autunno o inverno, arrivarci in treno, degustare un buon risotto e acquistare il famoso torrone Sperlari.
Ovviamente noi siamo arrivati in agosto con un caldo afoso e truppe infinite di zanzare, in macchina, tutti ma proprio tutti i ristoranti chiusi per ferie e la Sperlari chiusa e sigillata con le spranghe!
Oggi siamo in viaggio verso Mentone (Francia) e a breve ci raggiungerà Zi, che prenderà il timone dei racconti delle nostre disavventure!
Buon viaggio insieme a noi!
CRI&GI

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