01/05/2025
Non possiamo parlare di 1° maggio solo al passato.
Questa celebrazione nasce dalla memoria delle manifestazioni del 1886 a Chicago, culminate il 4 maggio con la sanguinosa rivolta di Haymarket in cui la polizia sparò sui manifestanti. In quelle giornate, i lavoratori chiedevano semplicemente ciò che oggi dovrebbe essere garantito a tutte e tutti: un orario equo, sicurezza sul lavoro, diritti.
Da quelle lotte sono nate conquiste fondamentali: la giornata lavorativa regolamentata, il diritto allo sciopero, i contratti collettivi, la tutela della salute, delle donne, dei più vulnerabili.
Ma il lavoro, oggi, è ancora un terreno fragile. In Italia ogni anno più di 1.000 persone muoiono sul posto di lavoro. Il precariato è diffuso, in particolare tra i giovani. Crescono i lavoratori poveri e chi è costretto ad accettare condizioni instabili, insicure, invisibili.
Celebrando il 1° maggio ricordiamo quindi le conquiste di chi ci ha preceduto, ma anche le necessità di oggi: difendere il lavoro come strumento di giustizia, inclusione e dignità. Il lavoro non può essere sfruttamento. La sicurezza non può essere un costo. Il tempo non può essere negato. Così come il futuro.