Arte e Scienza

Arte e Scienza [email protected] Conservation and Restoration of old master paintings, polycrome sculptures, and Icons. at Atelier, Giovanni Taormina

Quando presentai i miei studi su Antonello da Messina e sulla sua Annunciata, a margine della Tavola Rotonda dissi che l...
17/08/2026

Quando presentai i miei studi su Antonello da Messina e sulla sua Annunciata, a margine della Tavola Rotonda dissi che l’arte in Sicilia non era “cosa loro”. Mi riferivo a coloro che, in quel momento, sembravano preoccuparsi più di ostacolare il percorso che avevo deciso di intraprendere che di confrontarsi seriamente con il valore degli studi.

Fu una vergogna senza fine. Ancora oggi mi fa male ricordare la bassezza di quei momenti. Non ho mai saputo con certezza se quell’attacco fosse rivolto a me o al professor Mauro Lucco. In ogni caso, decisi di andare avanti.

E andai avanti davvero.

Gli studi furono accolti in seno alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e realizzati sotto l’alto patrocinio del Ministero della Cultura. Qualche settimana dopo, il ministro Dario Franceschini visitò la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis, allora diretta da Giocchino Barbera.

Il tempo, però, ha una caratteristica straordinaria: mette ogni cosa al proprio posto.

Quelli che allora cercavano di ostacolare quel percorso sono rimasti legati a una stagione che appartiene ormai al passato. I miei studi, invece, hanno continuato il loro cammino e oggi sono entrati a far parte delle collezioni bibliografiche di università e istituzioni accademiche in diversi Paesi del mondo.

È questa, alla fine, la risposta più eloquente.

Non servono rancori, né vendette personali. Bastano il lavoro, la ricerca e il tempo.

E a chi allora pensava di poter decidere chi avesse il diritto di occuparsi dell’arte siciliana, oggi posso semplicemente dire: l’arte non è “cosa loro”. L’arte appartiene alla storia, alla ricerca e a chi ha il coraggio di studiarla.

Con buona pace di tutti coloro che, allora, tentarono di fermare quel percorso.

16/08/2026
16/08/2026

Dopo il grande successo della mostra dedicata a Raffaello, che in soli tre mesi ha portato al Metropolitan Museum of Art di New York circa mezzo milione di visitatori, il Rinascimento italiano torna protagonista sulla Fifth Avenue. Questa volta al centro dell’attenzione ci sono i Della Robbia, la celebre famiglia di artisti fiorentini che tra Quattro e Cinquecento rese la terracotta invetriata uno dei linguaggi più riconoscibili dell’arte rinascimentale.

La mostra del Met, aperta fino al 17 gennaio 2028, riunisce per la prima volta in un’unica galleria la più importante collezione di terrecotte invetriate dei Della Robbia conservata negli Stati Uniti. Il percorso segue tre generazioni di artisti, da Luca della Robbia, considerato l’inventore della tecnica, al nipote Andrea, fino a Giovanni, ultimo protagonista dell’atelier familiare.

Ne parliamo qui: https://www.ilgiornaledellarte.com/Mostre/Le-terrecotte-invetriate-dei-Della-Robbia-luccicano-al-Metropolitan-Museum

16/08/2026

Furto al MuMe di Messina: rubati quattro dipinti di Antonello da Messina. Tutti gli aggiornamenti sul furto: www.artribune.com/arti-visive/2026/08/rubate-opere-antonello-da-messina-museo-mume-messina/

Un clamoroso furto d’arte scuote Messina. Nella serata di ieri, 15 agosto, alcuni ladri sono riusciti a entrare nelle sale del MuMe – Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, eludendo i sistemi di allarme e le protezioni di sicurezza.
Il bottino è di straordinaria importanza: sono state sottratte tre delle cinque tavole del Polittico di San Gregorio, uno dei capolavori di Antonello da Messina, oltre alla tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, prelevata direttamente da una teca blindata.

Sul furto sono ora al lavoro le forze di polizia e gli specialisti della scientifica, impegnati a ricostruire la dinamica dell’effrazione e a individuare i responsabili.

16/08/2026

Can you guess the 'Bigger Picture'? 🤔

In this portrait the sitter's decorative sleeves overlap the fictive frame. The contrast between the background and the three-dimensional modelling of the figure make it appear as if they have escaped the confines of the painting.

Find out the answer here: https://bit.ly/3cs6FxF

16/04/2026
16/04/2026
16/04/2026
16/04/2026

The April-May issue of “News in Conservation” is here! This issue will take you to a hamlet in Transylvania, the Palace Museum in Beijing, and a student conference in Brazil. Subscribe and access this issue here: https://buff.ly/RkRRAia

Mauro Lucco, senza dubbio uno dei massimi esperti di Antonello da Messina, ci sorprende ancora una volta con una delle s...
04/04/2026

Mauro Lucco, senza dubbio uno dei massimi esperti di Antonello da Messina, ci sorprende ancora una volta con una delle sue scoperte. Grazie alla sua straordinaria conoscenza dell’artista, ci viene oggi data l’opportunità di portare alla luce un’opera di cui non sapevamo nulla: la tavola “Testa di un giovane santo”, datata intorno al 1476-1477, realizzata su tavola di pino e di dimensioni contenute (30 x 21,5 cm).
Dai canoni della pittura, riconducibili chiaramente allo stile unico di Antonello, emergono senza alcun dubbio gli elementi distintivi che fanno di lui un maestro che segna una strada per tutti gli artisti successivi nel Rinascimento. L’arte di Antonello è inconfondibile: non solo per aver introdotto in Italia la pittura a olio, ma anche per la capacità di creare un rapporto diretto tra spettatore e opera. Molte delle sue opere, pur caratterizzate da un’accurata grafica pittorica, hanno un contenuto psicologico che coinvolge chi le osserva, invitandolo a completarle con il proprio sguardo e la propria interpretazione.

Questo aspetto è evidente anche in capolavori come l’Annunciata, che ho avuto l’opportunità di studiare insieme al professor Mauro Lucco, al Professor Renatk Tomasino ed al professor Fazzio e ad altri esperti di storia dell’arte. La comparsa di “Testa di un giovane santo” rappresenta quindi non solo un’aggiunta significativa a un corpus estremamente limitato — circa quaranta opere sopravvissute, tra cui quindici ritratti e venti soggetti religiosi — ma anche una conferma della genialità di Antonello e della sua capacità di lasciare un segno duraturo nella storia dell’arte italiana.

È un tesoro inestimabile, e grazie al lavoro di Mauro Lucco siamo nuovamente stupiti e arricchiti da una scoperta che ci permette di conoscere meglio un maestro assoluto del Rinascimento.

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