04/05/2026
Udite udite: abbiamo aperto un nuovo fronte di lavoro nel nostro laboratorio: la bioacustica.👂🏽🌍
In queste settimane la nostra squadra ha iniziato a prendere in mano nuovi strumenti, come geofoni e microfoni parabolici, per imparare ad ascoltare e registrare i suoni degli organismi viventi e, più in generale, quelli dei nostri ecosistemi montani.
È un modo diverso di entrare in natura: non soltanto guardare, ma affinare l’ascolto, aguzzare i sensi, imparare a leggere gli ambienti e a decifrare suoni, tremolii, canti, fremiti, percussioni e gracidii. Dai richiami dell’avifauna e dal loro rapporto con il canto, il territorio e le stagioni, fino ai paesaggi sonori del sottosuolo, dove proveremo a rendere udibile ciò che, per noi abitanti del mondo di superficie, resta normalmente invisibile.
È anche un invito a diventare più attenti al rumore di fondo dei luoghi che abitiamo: il contesto sonoro di boschi, ruscelli e villaggi, ma anche gli impatti dell’inquinamento fonico sulla salute umana e ambientale.
La bioacustica, e più in generale l’ecoacustica, ci interessano proprio per questo: perché permettono di avvicinarsi alla complessità ecologica in modo non invasivo, aprendo nuove possibilità di osservazione, monitoraggio e didattica sul campo.
Un altro modo, complementare, curioso e concreto, per esplorare insieme le comunità dei viventi.
🦗🐝🪱🦋🦉🐦
✍️ L.
📷 L. & Carlotta G.