04/09/2026
Il primo giorno di scuola (il mistero dei cuori invisibili) 🎒 racconto scritto da Giovanna Mangone
Il sole di settembre si era appena svegliato, colorando il cielo di un giallo caldo e brillante. Nella cameretta di Michelangelo, però c’era un piccolo temporale. L’imbronciato fanciullo fissava il suo zaino nuovo di zecca, blu con le strisce rosse, e sentiva un bizzarro solletico alla pancia.
«Mamma», sussurrò, «Sei sicura che la scuola sia un posto per me? E se mi perdo? E se mi dimentico come si scrive il mio nome?»
La mamma si sedette sul bordo del letto e lo abbracciò stretto.
«La scuola è una grande avventura, caro bimbo mio. E sai un segreto? Anche io ho un solletico alla pancia stamattina.»
Michelangelo la guardò stupito.
«Ma tu sei grande! E i grandi non hanno paura.»
La mamma sorrise, gli prese la mano e con un dito disegnò un piccolo cuore invisibile sul palmo.
«Questo è il nostro filo magico. Ogni volta che stringerai il pugno, io sentirò il tuo saluto e tu sentirai il mio coraggio.»
Nel frattempo, nella scuola "Millefiori", le maestre Isabella e Cristina stavano sistemando gli ultimi dettagli. Sul grande tavolo di legno, c'erano fogli colorati, barattoli pieni di pennarelli profumati come fiori e cartelle con i nomi di tutti i bambini.
La maestra Isabella si sistemò gli occhiali. Era tesa.
«Cristina, pensi che le attività di oggi piaceranno?», disse improvvisamente.
La maestra Cristina le passò una tazza di caffè ancora fumante e sorrise.
«Abbiamo le tasche piene di storie e canzoni, Isabella. Ricordati che il primo giorno di scuola è un po' magico per tutti, anche per noi.»
Alle otto e mezza, il cortile della scuola si riempì di voci, passi veloci e zaini colorati che sembravano gusci di lumache in movimento. I genitori stringevano le mani dei bambini, parlando a voce un po' troppo alta per nascondere l'emozione. Molti papà stavano scattando centinaia di foto, e qualche mamma si asciugava di nascosto una lacrima dietro gli occhiali da sole.
Il portone si aprì con un leggero cigolio. Le maestre Isabella e Cristina uscirono sul giardino, con i sorrisi più grandi che avevano.
«Benvenuti a tutti!», esclamò la maestra Isabella facendo un piccolo inchino.
Michelangelo stringeva forte il pugno per attivare il cuore magico della mamma. Poco dopo, fece un passo avanti e vide una bambina con le treccine, di nome Gemma, che guardava le sue scarpe nuove con l'aria di chi vorrebbe scappare via.
La maestra Cristina si abbassò alla loro altezza. Non disse "entrate a studiare", ma disse:
«Sapete, dentro la classe c'è un castello di cartone che aspetta solo di essere costruito. E ha bisogno di ingegneri coraggiosi.»
Gemma alzò lo sguardo. Michelangelo guardò Gemma.
«Io sono bravo con le torri», disse il bambino, aprendo finalmente il pugno.
«Ed io ho i pennarelli glitterati nello zaino», rispose la bambina, accennando un sorriso.
I bambini iniziarono a entrare, due a due, tenendosi per mano. Dietro di loro, nel cortile, i genitori rimasero a guardare la porta che si chiudeva. Si guardarono l'un l'altro, fecero un grande respiro collettivo e sorrisero. Sapevano che i loro piccoli erano in buone mani.
Dentro la classe, mentre la maestra Isabella iniziava a raccontare una storia di draghi e cavalieri, Michelangelo sentì che il solletico alla pancia era sparito. Al suo posto, c'era una grandissima voglia di scoprire cosa sarebbe successo il giorno dopo.
⚜️ fine della fiaba ⚜️
Ringraziamo Giovanna Mangone, per aver condiviso con tutti gli amici di il suo bel racconto! 😊
Se anche tu o il tuo bimbo avete una fiaba nel cassetto, e vorreste vederla pubblicata qui su , inviacela all'indirizzo mail [email protected] , la pubblichiamo volentieri! 😄