21/05/2026
Il concerto in pillole - Post 3
Considerato uno dei massimi capolavori del repertorio corale del Novecento, il Requiem op. 9 si attesta inoltre come l’opera in assoluto più celebre di Maurice Duruflé.
Profondamente legato al canto gregoriano, Duruflé iniziò scrivere una suite per organo basata sui temi della Missa pro defunctis. Tuttavia, come raccontò lo stesso compositore, “mi sembrò difficile separare le parole latine dal testo gregoriano al quale sono così intimamente legate. Fu così che la suite per organo si trasformò in qualcosa di più importante, che richiedeva naturalmente cori e orchestra”. Nacque così l’idea di scrivere un Requiem, completato nel 1947 nella versione per coro e grande orchestra. A questa seguirono negli anni successivi tre diversi adattamenti, realizzati dallo stesso compositore, tra cui quello per coro e organo, che sarà eseguito dal nostro coro.
La composizione presenta una struttura in nove movimenti che ricalca quella di un illustre precedente, il Requiem di Gabriel Fauré: in entrambi i casi è omessa la sequenza del Dies irae e sono presenti invece due sezioni, Pie Jesu e In paradisum, che non ritroviamo invece nella tradizione classico-romantica dei requiem di Mozart, Berlioz o Verdi.
Pur inserendosi nel solco della tradizione musicale francese di Debussy, Ravel e Fauré, il fulcro del Requiem di Duruflé rimane il canto gregoriano, che il compositore rende parte integrante della composizione, riprendendo gli andamenti, i ritmi e soprattutto le melodie.
Con il Requiem, Duruflé mantiene uno stretto legame con la sua contemporaneità e con una sonorità decisamente “francese” e allo stesso tempo si radica a pieno nella lunga tradizione della musica liturgica occidentale, di cui il canto gregoriano costituisce il fondamento essenziale.
Vi aspettiamo domenica 24 maggio alle ore 20 a St. Paul’s Within the Walls! 🎵
Grafica: Silvia Spidalieri
Testo: Francesco Bacherini