09/26/2025
io e Maurizio Gambett abbiamo iniziato una collaborazione a nome MAD GAMBIT, atta a creare contenuti mutimediali horror e thriller oreinted. Il tutto , come noterete, ispirato da quella estetica italiana anni 70, che ha fatto scuola e creato un genere. Chi fa cosa, lo potete legegre nella locandina.
di seguito la sinossi del "film" che inia dopo la voce narrante..se dopo 20 secondi uscite dal filmato, il film non lo vedete ;)
La Casa delle Ombre Nere (Estate 1974)
Estate 1974. Una scogliera del Sud Italia. La villa Malfieri domina il mare, annerita e solitaria.
Clara Venturi, giovane restauratrice, percorre il sentiero con la valigia. Attraversa il cancello arrugginito, entra nei corridoi screpolati. Tra i ritratti polverosi, uno la cattura: il volto algido e bellissimo di Lucinda Malfieri.
La villa respira. Quadri che mutano espressione, un pianoforte che suona da solo, passi invisibili. Su un tavolo, un diario rivela simboli occulti che sembrano muoversi tra le pagine. Un lampo. Un sussurro. Una voce familiare la chiama.
Con la lanterna in mano, Clara scende nelle catacombe. Le torce si accendono da sole, gli affreschi insanguinati prendono vita, narrando il massacro del 1931.
Dalle pareti colano visioni di sangue: volti e corpi deformati delle ragazze sacrificate prima di lei emergono nel buio, sussurrando parole incomprensibili.
Al centro della cripta, l’altare. Sopra, lo stesso ritratto visto all’inizio: Lucinda, immobile e glaciale. Ma dietro il quadro, Lucinda appare viva, giovane e bellissima, lo sguardo ipnotico.
Clara cerca di distruggere il dipinto: il colore diventa sangue vivo che la inonda, mentre le visioni delle vittime la circondano, urlando. La cripta trema, il vento glaciale spegne la lanterna.
In un ultimo gesto disperato, incendia l’altare.
Le fiamme divorano la cripta, ma sul volto dipinto di Lucinda compare un sorriso: è libera.
L’alba successiva, la villa appare intatta sulla scogliera, come se nulla fosse accaduto.
Nell’atrio pende un nuovo quadro: Clara, intronizzata su ossa, lo stesso sguardo glaciale di Lucinda.
La villa tace, in attesa.
Sul sentiero, un’altra giovane donna avanza con la sua valigia.
Il ciclo ricomincia.
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