25/11/2025
“Mi chiamo Valentina e credo nell’amore”. ❤️🩹
In occasione del , come compagnia teatrale abbiamo sentito il dovere di prestare voce e corpo a questo monologo. Lo abbiamo fatto perché il teatro ha la forza di urlare quello che troppo spesso viene sussurrato o taciuto tra le mura di casa.
⚠️ Questo video è finzione scenica, ma per troppe donne questa è la realtà quotidiana.
La violenza non è solo fisica. Inizia con le parole, con la svalutazione, con l’isolamento. Riconoscere i segnali è il primo passo per spezzare la catena.
Abbiamo portato in scena la storia di Valentina e Giorgio non solo per mostrare il dolore di lei, ma per mettere a n**o la “normalità” di lui.
Giorgio non è un mostro venuto dallo spazio. Giorgio è un “bravo ragazzo”, un lavoratore, magari un amico con cui prendiamo il caffè.
In questo , il nostro messaggio dal palco si rivolge soprattutto agli uomini.
La violenza non è un “problema delle donne”. È un problema degli uomini che la agiscono e degli uomini che la tollerano.
Spesso la violenza inizia molto prima dello schiaffo: inizia con una battuta sessista nello spogliatoio che nessuno contesta, con la gelosia ossessiva spacciata per amore, con l’amico che controlla il telefono della compagna e noi che diciamo “vabbè, è fatto così”.
✋ Uomini, rompiamo il patto del silenzio.
Se vedi un amico, un fratello, un collega mancare di rispetto, controllare, isolare o minacciare una donna: non voltarti dall’altra parte.
Non ridere a quella battuta. Non giustificare. Intervieni. Parla.
Il cambiamento reale inizia quando un uomo ha il coraggio di dire a un altro uomo: “Questo non è normale. Questo deve finire”.
Sii il primo a spezzare la catena.
ℹ️ Ricordiamo che il numero 1522 è attivo h24, gratuito e anonimo, per richieste di aiuto e sostegno.
Perché nessuna Valentina deve più smettere di credere nell’amore, ma deve poter smettere di avere paura.