01/09/2026
Quante volte credi di dover sapere tutto, di conoscere la direzione verso la quale far scoccare le tue frecce, ancor prima di metterti in viaggio?
Eppure quante volte le cose cambiano davvero proprio quando realizzi di non sapere più niente, neanche di te?
Quando navighi a vista, senza una mappa, fai ballare, del possibile, tutte le onde e oltrepassi i confini, invisibili e visibili, ai quali eri solita/o affidarti.
C'è chi definisce un momento simile d'intralcio, nient'altro che una visita al buio, un respiro appeso.
Per me è una soglia di carne viva!
Un posto dove SAPER RESTARE, fino a quando non si esaurisce la sua potenza trasformativa.
Perché è proprio li che ti fai custode di una nascita che suscita il grido più sacro del corpo e lo sceglie come strumento per scuotere le radici del tuo mondo e "tornare sulle ceneri lasciate la notte prima e come una fenice ricomporle e infiammarle!"
È li che sperimenti un rapimento che è un lavaggio rituale della tua storia.
Impari a tremare, come mai prima.
Trovi il coraggio di non chiedere di più a te stessa/o, sfidando la paura di non essere mai abbastanza, fino a sbocciare dal silenzio, abitando una voce in cui riponi il destino che stai riscrivendo tu.
È li che ti spogli di ogni armatura.
Cambi pelle e lingua.
Osi una nudità pura, tenera e feroce insieme.
E ti porti al centro di un abbraccio che sveglia le selve della tua natura e appicca un falò per tutto quello che si è lasciato addomesticare, contro il tuo volere.
Perché è cosi che puoi ricominciare e ricominciarti, nel modo più autentico, proprio perché hai dato valore al tuo perderti, facendone uno spazio di riconquista per tornare ad essere davvero TUA/O!
Grazie Pam, per avermi chiesto di guidarti e accompagnarti in questo profondo attraversamento e per condividere con me cosa sta diventando!🔥
E tu hai mai vissuto un momento simile?
©️Chandani Alesiani ~ Il Tempio della Sibilla
Note virgolettate di Vinicio Capossela
Photo Credit Naya Kotko